Iren ai tempi del Covid
L’assemblea delibera il dividendo di 9,25 cent: al comune di Reggio 7,7 mln
Ma, signori manager, smettetela di far vedere lucciole per lanterne

28/4/2020 – L’Assemblea degli Azionisti di IREN SpA ha approvato con ampia maggioranza il Bilancio 2019 e il già annunciato dividendo pari a 0,0925 euro per azione (9,25 centesimi). Per il Comune di Reggio Emilia ciò corrisponde a un introito 7,7 milioni di euro, che sarà posto in pagamento a partire dal 24 giugno 2020, con stacco cedola il 22 giugno. Complessivamente, agli azionisti saranno distribuiti 120,3 milioni di euro.

gli utili saranno così destinati:

  • Quanto ad Euro 12.070.671,77 pari al 5% dell’utile di esercizio, a riserva legale;
  • Quanto ad Euro 120.336.152,37 a dividendo agli Azionisti, corrispondente ad Euro 0,0925 per ciascuna delle n. 1.300.931.377 azioni ordinarie costituenti il capitale sociale della Società con la precisazione che le azioni proprie non beneficeranno del dividendo; il dividendo sarà posto in pagamento a partire dal giorno 24 giugno 2020, contro stacco cedola il 22 giugno 2020 e record date il 23 giugno 2020;
  • In un’apposita riserva di utili portati a nuovo, l’importo residuo pari ad almeno Euro 109.006.611,28

L’Assemblea – convocata nella sede legale di via Nubi di Magellano a reggio emilia – è avvenuta, per così dire, a scartamento ridottissimo, con la partecipazione dei soci ammessa esclusivamente attraverso un rappresentante designato, in conseguenza delle misure di contenimento dell’epidemia Covid-19 previste dalle disposizioni di legge.

Nell’aprire i lavori assembleari con il “ringraziamento agli oltre 8.000 dipendenti che hanno continuato ad assicurare, in questo momento di emergenza, l’erogazione dei servizi essenziali sui territori del Gruppo”, il Presidente Renato Boero ha sottolineato “i positivi risultati del Bilancio 2019 che testimoniano sia la solidità economico finanziaria sia l’eccellenza gestionale e industriale raggiunta dal Gruppo, di cui si celebrano quest’anno i 10 anni dalla nascita, e che consentono di affrontare anche le situazioni emergenziali, come quella attuale”.

Renato Boero

Il Presidente ha inoltre sottolineato come “nel 2019 Iren si sia confermato come uno dei primi 25 gruppi industriali italiani, in grado di continuare a generare significativi investimenti – 524 milioni di euro nel 2019, in crescita del 17% – in un contesto di investimenti nazionali decrescenti, sia nel settore pubblico sia in quello privato”.

Il Bilancio 2019 approvato dall’Assemblea dei soci espone  “ricavi pari a 4,27 miliardi di euro, in crescita del 5,8%, un Ebitda a 917 milioni di euro, in aumento di 51 milioni al netto di effetti non ricorrenti verificatisi nel 2018 e un utile netto pari a 237 milioni di euro (+39 milioni di euro al netto di effetti straordinari)“.

Ma questa narrazione a uso e consumo dell’opinione pubblica Questa narrazione – dal comunicato ufficiale del gruppo – non corrisponde alla realtà per quanto riguarda i presunti aumenti dell’Ebitda di +51 milioni e dell’utile netto di +39 milioni.

In realtà – come riporta riporta il comunicato integrale dell’assemblea – l’Ebitda (margine operativo lordo) nel 2019 è diminuito del 5,1% rispetto all’anno precedente (da 967 milioni a 917 milioni), il risultato operativo (Ebit) si attesta a 452 milioni di euro, in diminuzione (-14,8%) rispetto ai 530 milioni di euro del corrispondente periodo 2018; e l’utile netto è diminuito del 2,3%, da 242 milioni del 2018 ai 237 del 2019.

Inoltre l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 è pari a 2.706 milioni di euro, in aumento di circa 253 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2018.

Le differenze tra una comunicazione e l’altra tali da inficiare la sostanza dei risultati, tuttavia è sgradevole dover registrare in modo ricorrente (e, va precisato, non solo nei comunicati di Iren) certe manipolazioni semantiche, come minimo di cattivo gusto, per imbellettare i risultati non travolgenti di grandi gruppi quotati in Borsa.

E’ persino ovvio che se un ebitda o un utile netto diminuiscono rispetto al precedente, essi non possono magicamente aumentare “al netto di operazioni straordinarie”: diminuiscono e basta, e la differenze vanno comunicate correttamente al pubblico . Altrimenti, detta in parole povere e comprensibili a tutti, è come voler fcarcredere che “se mio nonno aveva le ruote era un calesse“.

Viene da chiedersi come l’organo di vigilanza delle società quotate in Borsa possa ammettere simili artifici confezionati a uso e consumo di quello che, in fondo, è ancora rimasto il parco buoi. Ma sarebbe bene che i manager dei piani alti evitassero in partenza certi mezzucci, perchè alla fine sono loro a giocarsi la faccia.

AUTORIZZATO L’ACQUISTO DI 65 MILIONI DI AZIONI PROPRIE

L’Assemblea degli Azionisti ha infine autorizzato il Consiglio di Amministrazione ad acquistare e disporre di azioni proprie di Iren S.p.A. e ha inoltre definito, secondo quanto proposto dal Consiglio di Amministrazione, finalità, termini e condizioni dell’acquisto e della disposizione delle azioni proprie.

Il nuovo programma di acquisti – sottolkinea il comunicato emesso al termine dell’assemble – “ha lo scopo di dotare la Società di azioni proprie da utilizzare nell’ambito di operazioni di crescita esterna, coerenti con le linee strategiche che la Società intende perseguire per progetti industriali o altre operazioni straordinarie che implichino l’assegnazione o disposizione di azioni proprie”.

Alla luce della nuova autorizzazione, “il Consiglio di Amministrazione potrà effettuare operazioni di acquisto e di disposizione di azioni proprie per un massimo di 65.000.000 di azioni della Società, pari ad un ventesimo del capitale sociale. Il programma di acquisto di azioni proprie è consentito per diciotto mesi a decorrere dall’odierna delibera assembleare”.

SODDISFATTI I SINDACI APPENDINO, BUCCI E VECCHI

“Il Comitato di Sindacato dei soci pubblici azionisti di Iren spa, costituito dai Sindaci dei Comuni di Torino, Genova e Reggio Emilia, esprime soddisfazione per i risultati di bilancio 2019 approvati quest’oggi dall’Assemblea dei soci.

Risultati che testimoniano la solidità del percorso di crescita intrapreso dal Gruppo: con 4,2 miliardi di ricavi, investimenti in crescita del 17%, pari a 524 milioni di euro, e un dividendo in incremento del 10,1%, Iren è tra i 25 Gruppi industriali più importanti d’Italia, con un tasso di crescita significativamente superiore rispetto alla media nazionale.

Il Comitato di Sindacato esprime un sentito ringraziamento agli oltre 8.000 uomini e donne impiegati nel Gruppo e, in particolare, allo straordinario impegno degli operatori sul campo che, modificando anche radicalmente il proprio approccio al lavoro alla luce dell’emergenza in corso, hanno continuato ad assicurare i servizi di pubblica utilità per la comunità, oggi più che mai essenziali per garantire la coesione sociale.

Grazie agli importanti investimenti in digitalizzazione e al prezioso lavoro del management, il Gruppo ha saputo fronteggiare egregiamente la situazione emergenziale – come testimoniano i circa 3.000 dipendenti in modalità smart working – e, per senso di solidarietà e responsabilità nei confronti dei settori più deboli dell’economia, ha scelto di non fare ricorso ad ammortizzatori sociali, istituendo strumenti innovativi dall’elevato valore simbolico e sociale, come le ferie solidali.

Nella consapevolezza del ruolo svolto quotidianamente da Iren come fornitore di servizi di pubblica utilità e a valore aggiunto per la vita dei cittadini, il Comitato di Sindacato auspica che – anche grazie agli oltre 600 milioni di euro di investimenti previsti nel 2020 – il Gruppo possa rappresentare, oggi ancor più di ieri, un alleato fondamentale per promuovere la ripresa generando significative ricadute socio-economiche sui propri territori.

La capacità di Iren di attivare un virtuoso indotto economico sui propri territori e una stretta relazione con le categorie produttive si rivelerà ancor più decisiva nella fase di ripartenza a cui sarà chiamato il Paese nei prossimi mesi”. Luca Vecchi sindaco di Reggio Emilia, Marco Bucci sindaco di Genova, Chiara Appendino sindaco di Torino

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