“Grazie Iren per il fulmineo riscontro
Ma le risposte non sono rassicuranti. Ecco perché”

DI FRANCESCO FANTUZZI, MARIO GUIDETTI E FABIO ZANI*

26/4/2020 – Ringraziamo Iren per il fulmineo riscontro alla nostra nota: lo consideriamo una dimostrazione della puntualità delle nostre argomentazioni.
Ci permettiamo di osservare che spesso la fretta non è una strategia efficace, perché fornisce conferme anziché chiarire.
Andiamo per ordine:

  • la puntualizzazione che il Gruppo avrebbe agito in linea con le società quotate in Borsa non fa che ribadire quanto andiamo affermando da tempo: Iren è privata quando si parla di bilanci e compensi e pubblica quando ci si riferisce ai Comuni azionisti (che, purtroppo, ancora una volta tacciono) e alle tariffe, per quasi due terzi regolamentate.
  • nessuno ha messo in discussione la possibilità di richiedere informazioni, cosa che abbiamo puntualmente fatto: non si comprende pertanto il senso di quel passaggio.
    Restiamo peraltro in attesa del dato relativo alle sponsorizzazioni e di riscontro alla nostra proposta di devolvere la metà di quelle del corrente anno alla sanità pubblica.
  • se il Gruppo fosse realmente vicino ai territori e ai Comuni soci, si sarebbe avvalso dei 180 giorni previsti e avrebbe fatto di tutto per consentire che essi partecipassero di persona all’Assemblea.
  • non è intelligibile il motivo per il quale l’Ebitda, ovvero la differenza tra ricavi e costi ordinari, sia influenzata da elementi straordinari non ricorrenti. Se sono straordinari, devono essere riportati dopo il risultato della gestione finanziaria.
  • prendiamo atto dalla stessa società che i 524 milioni di investimenti del 2019 sono stati finanziati quasi interamente a debito (i circa 350 milioni di incremento); nell’anno precedente i 447 milioni di investimenti avevano generato invece un incremento della posizione finanziaria netta di soli 80 milioni.
    Pertanto, non si tratta di un’informazione rassicurante.
  • siamo perfettamente a conoscenza delle operazioni di M&A degli ultimi quattro anni, avendole avversate (sempre con rispetto) in Assemblea.
    Il percorso non appare ahinoi virtuoso nell’ultimo anno, in quanto l’incremento di fatturato, depurato anche dagli elementi da voi citati, è dell’8%, mentre quello dell’indebitamento netto è di oltre il 10%.
    Non a caso, il rapporto Pfn/Ebitda sfiora nuovamente il 3%, limite che gli analisti considerano da non varcare.
    Tutti dati oggettivi sui quali avremmo gradito confrontarci de visu (o de maschera, se preferite), in Assemblea.

*Piccoli azionisti Iren

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