E-R Ripartono oggi i distretti industriali export oriented e i cantieri delle opere pubbliche

27/4/2020 – A partire da oggi  lunedì 27 aprile in Emilia-Romagna (fatta eccezione per Piacenza), così come in tutto il Paese, possono ripartire le imprese e i distretti del settore manifatturiero la cui attività sia rivolta prevalentemente all’export, come ceramica e meccanica agricola. Ripartono anche le costruzioni, ma per ora a metà: possono riaprire solo cantieri di opere pubbliche su dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica e penitenziaria. Lo potranno fare solo se in condizioni di rispettare i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro firmati dal Governo e da tutte le parti sociali sui due settori tre giorni fa, il 24 aprile, inviando una comunicazione ai Prefetti.

Nelle provincia di Piacenza, dove sono tuttora in vigore le misure regionali ulteriormente restrittive, anche per le attività economiche.

La possibilità di partire da domani è prevista in una comunicazione inviata oggi dai ministri Speranza (Sanità), Patuanelli (Sviluppo economico) e De Micheli (Trasporti) e Lamorgese (Interno). La ripartenza delle azienda è condizionata dal pieno rispetto le misure anti-coronavirus previste nei protocolli di sicurezza.

A darne notizia, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella riunione della Cabina di regia nazionale di oggi pomeriggio, nella quale il premier ha descritto le modalità di ripartenza dell’intero comparto produttivo manifatturiero e di quello delle costruzioni dal 4 maggio, compreso il commercio all’ingrosso funzionale ai due settori. Nuove norme, sempre dal 4 maggio, anche per la mobilità delle persone: ad esempio, potrà ripartire l’attività sportiva individuale.

“Mentre si profilano le linee guida nazionali e il quadro complessivo che permetteranno una prima, importante fase di ripartenza dal prossimo 4 maggio- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini– viene accolta la nostra proposta, che qui avevamo condiviso con tutte le parti sociali nel Patto per il lavoro regionale, e che come Emilia-Romagna avevamo poi avanzato al Governo, anche a nome delle altre Regioni. Cioè la possibilità di far ripartire anche prima due settori – le filiere a maggior valenza internazionale e le costruzioni, riferite alle opere pubbliche – e di farlo attraverso comunicazioni alle Prefetture. Sia chiaro – prosegue – non siamo in presenza di alcun via libera generalizzato e incondizionato. L’azione di contrasto al contagiodeve proseguire, nel frattempo creiamo le condizioni sicure per ripartire gradualmente. Certo siamo di fronte a un passo avanti importante”.

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