Disastro Sicrea, in 225 senza lavoro
Appello dei lavoratori del cantiere Conad: “La città non resti a guardare”

18/4/2020 – Sicrea, un disastro economico (e cooperativo) che – nel momento peggiore per l’Italia – sta creando centinaia di disoccupati e mette in ginocchio una miriade di fornitori. A pochi settimane dalla liquidazione della società già guidata da Luca Bosi, nata ottoannin fa per rilevare cantieri e il personale delle grandi cooperative di costruzione in fallimento, i lavoratori rimasti disoccupati del cantiere di via Luxembourg a Reggio Emilia (dove viene realizzato un nuovo centro commerciale) lanciano un appello “alla responsabilità e alla coscienza del gruppo Conad, così come a tutti i protagonisti della Comunità reggiana” perchè ciascuno faccia la propria parte “per arginare il disastro economico e sociale derivante dalla chiusura di Sicrea, per il quale lo sterile esercizio di attribuzione di colpe e responsabilità a cui oggi assistiamo non salverà le centinaia di lavoratori e di piccoli imprenditori dalle difficoltà causate dai mancati introiti di mesi di lavoro nei cantieri”.

Lo striscione appeso dai lavoratori Sicrea nel cantiere Conad di via Luxembourg

I lavoratori hanno appeso in via Luxembourg un grande striscione con scritto ConadPersone oltre le cose” – salva i lavoratori di questo cantiere. Inoltre, in un documento diffuso oggi, fanno esplicito riferimento all’appello alla città del vescovo Camisasca per un piano straordinario di investimenti per creare lavoro e rimettere in moto l’economia reggiana, e denunciano che sono 225 le persone che con il crac Sicrea hanno perso il posto di lavoro, senza contare la voragine aperta nella platea dei fornitori non pagati.

In questi giorni si parla con insistenza di un’operazione di soccorso che vedrebbe protagoniste imprese private o coop della Romagna e del centro Italia, ma al momento le voci non sono confermate. Resta la dura realtà dell’ennesimo disastro con tutte le sue macerie economiche e sociali. Uno scenario purtroppo già visto con Cmr Reggiolo, Orion, Coopsette. Unieco, Cormo, Tecton etc.

IL DOCUMENTO DEI LAVORATORI DI VIA LUXEMBOURG

La crisi mondiale generata dalla diffusione del virus Covid-19 è considerata da molti anche più grave di quella del 2008. I recenti provvedimenti del Governo Conte per la tenuta del sistema Italia stanno cercando di arginare il disastro economico e sociale che avrà fortissime e durature ripercussioni su tutto il Paese.

A Reggio Emilia, la chiamata del Vescovo Camisasca all’unità di tutti i livelli istituzionali per costruire opportunità di lavoro e non assistenzialismo ha ottenuto la pronta risposta dei principali attori della città e ha innescato una sottile speranza anche tra i lavoratori di settori, come quello delle costruzioni, che già da anni stanno scontando uno stato di crisi molto grave.

Settore che a Reggio Emilia, più che in altre province, ha risentito della chiusura, una dopo l’altra, delle principali cooperative di costruzione, di cui la società per azioni Sicrea era rimasta l’ultimo baluardo di un sistema sostenuto anche da tante piccole aziende fornitrici che ci hanno creduto e hanno lavorato con impegno, mettendo a disposizione competenze e professionalità.

La scelta necessaria degli azionisti di mettere in liquidazione volontaria Sicrea, a causa di una situazione economica e finanziaria non più sostenibile, sta generando un effetto domino devastante non solo per le 225 persone che hanno perduto il posto di lavoro, ma anche per le tante piccole imprese fornitrici che si vedono interrotte attività su cui costruiscono fatturato, utili e posti di lavoro.

Quantificare il danno di questa ulteriore perdita del mondo imprenditoriale reggiano è prematuro, ma sarà sempre troppo tardi se i principali attori del territorio non saranno in grado di rimanere uniti per mettere in campo risorse ed energie volte ad arginare le gravi conseguenze economiche e sociali che a cascata si stanno abbattendo su migliaia di famiglie del territorio.

L’appello del Vescovo Camisasca è frutto di una visione intelligente e lungimirante, una chiamata al senso di responsabilità e alle coscienze di tutti, alla quale non si può rimanere indifferenti.

Oggi “lanciamo il nostro appello al senso di responsabilità e alla coscienza del Gruppo Conad, così come a tutti i protagonisti della Comunità reggiana, di fare la propria parte per arginare il disastro economico e sociale derivante dalla chiusura di Sicrea, per il quale lo sterile esercizio di attribuzione di colpe e responsabilità a cui oggi assistiamo non salverà le centinaia di lavoratori e di piccoli imprenditori dalle difficoltà causate dai mancati introiti di mesi di lavoro nei cantieri.

Questo è il tempo della responsabilità e della solidarietà.

I reggiani sono persone concrete e grandi lavoratori. Non mancano risorse e competenze. Dobbiamo solo stare uniti e fare ognuno la propria parte“. I lavoratori impegnati nel cantiere di via Luxemburg

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12 risposte a Disastro Sicrea, in 225 senza lavoro
Appello dei lavoratori del cantiere Conad: “La città non resti a guardare”

  1. Carlo Menozzi Rispondi

    19/04/2020 alle 19:12

    Rispetto i lavoratori di Sicrea e la loro richiesta di continuare a lavorare. Ma a loro stessi vorrei fare una domanda; non avete mai pensato a tutti quegli operai, a quelle ditte, che si sono trovati in difficoltà, qualcuno anche chiuso, quando gli appalti pubblici venivano studiati ad hoc affinché solo certe ditte, in genere le coop, potessero partecipare? Non so, la clausola tipica “avere realizzato una struttura simile nei 5 anni precedenti” per esempio? Allora la discarica X a faceva Unieco, la scuola la coop7 e così via… Non ci avete mai pensato?
    Comunque un augurio che possano riprendere a lavorare al più presto, magari con manager più capaci….

    • La Verità Rispondi

      20/04/2020 alle 10:37

      Concordo pienamente Carlo………
      e non dimentichiamo svariati terreni acquistati agricoli sui quali dopo poco venivano eretti condominii e/o centri commerciali, quindi trasformati in edificabili da politici compiacenti………non dimentichiamo la gara del CORE vinta in realtà da una azienda NON di Reggio che aveva previsto la prefabbricazione e per questo esclusa per assegnare i lavori ad Orion (poi Sicrea)che guarda caso fece poi la struttura in prefabbricato……..basti pensare a tutte le manutenzioni reti Iren da sempre eseguite da Orion-Siteco (sicrea) con gare PILOTATE fin dalla costituzione dei bandi……
      a tutti i lavoratori che oggi perderanno il lavoro và il massimo rispetto, anche se essi sanno tutte queste cose e tutti erano stati messi in guardia da anni che la fine era scritta, dal 2012 ma soprattutto dal 2017 non poteva reggere nulla………….oggi un liquidatore amico del potere rosso cerca di convincere i lavoratori in sofferenza in una ripartenza dei cantieri magari con finanziamenti straordinari dello stato previsti per il Covid……vorrei dire ai dipendenti: ma lo sapete che per ottenere tali finanziamenti occorre avere i numeri in ordine? con 22 milioni di buco (che in realtà sono molti di più, supereranno di gran lunga i 30) chi pensate possa darvi del credito? colleghi, amici non fatevi incantare dalle Vanna Marchi di Legacoop…….questi signori sono dei FALLITI e voi purtroppo pagherete un prezzo senza avere responsabilità, il secondo sacrificio in soli pochi anni dopo i crac delle coop dal 2012…….alle prossime puntate.

    • il Menestrello Rispondi

      24/04/2020 alle 09:49

      MI scusi ma scuole o bonifiche simili nei 5 anni precedenti le hanno fatte solo cooperative..???
      Queste sono le solite sciocchezze da Piazza Prampolini tipo che “le cooperative non pagano le tasse”.
      se le cooperative avevano tutto il sistema a favore perchè sarebbero fallite tutte???
      Magari è colpa di Bruxelles o della Merkel……. o degli immigrati.
      per piacere restiamo sui fatti.
      Sicrea ha unito alle carenze tipiche delle cooperative (missione precisa nello sviluppo di una attività imprenditoriale, allocazione delle responsabilità, mancanza della figura dell’imprenditore titolare del rischio imprenditoriale) carenze peculiari quali l’assenza di un management non dico capace, ma almeno cosciente di quello che andava a fare.
      That’s all folks.

  2. mamma Rispondi

    20/04/2020 alle 10:08

    Capisco la loro drammatica situazione, e non solo loro, ma perchè non protestano contro i soci di Sicrea ed i suoi amministratori ?

  3. La Verità Rispondi

    20/04/2020 alle 11:10

    Oggi si protesta per il Fallimento di Sicrea facendo appello a CONAD…….perchè Conad non si espone dicendo la verità? ossia che ha assegnato questo appalto di via Luxemburg a questa impresa ampiamente sotto il budget? vergognosamente sotto ai costi primi? Un appalto assegnato dal numero uno di Conad Centro Nord a sicrea per un importo di 12 milioni di euro quando i costi ammontavano a 12.825.000 euro? costi stimati da sicrea escluso costi generali d’impresa e utile d’impresa. Giochetti col pallottoliere fatti da Bosi e dal suo Direttore stratega Commerciale inventati e non applicabili (terra all’arena spettacoli per non pagare i trasporti, demolizione casa colonica anzichè ristrutturazione) strategie fallimentari e NON accettate dall’amministrazione comunale e dai progettisti. Conad è da ritenersi RESPONSABILE pienamente perchè NON si deve appaltare alcunchè ad imprese che propongono numeri violentati e sotto soglia di sopravvivenza…….Le imprese devono essere condotte come un buon padre di famiglia conduce il focolare domestico non certamente spendendo più di quanto si guadagna. Ora si cercherà qualcuno che subentri, sperando con numeri diversi, ma certamente la comunità reggiana dovrà sopportare un anno in più di cantiere con una viabilità (vedi la nuova rotonda) fatta da SCHIFO!!!
    Vogliamo parlare del cantiere sicrea capannone 17 ex reggiane??? gara andata deserta in quanto nessuna impresa italiana, tranne sicrea, vi ha partecipato; numeri a bando abbondantemente sotto ai costi. Sicrea che vuole assolutamente acquisire tale appalto e propone sconto su base gara. Risultato: pronti via il cantiere parte con -18% (meno 18) di marginalità (a cui devono sommarsi spese generali e utile d’impresa)……cari BOSI e BEGGI così si FALLISCE!!!!! Lo avete capito???
    E a giugno FINALMENTE BOSI OUT anche dal CCFS…..basta fare danni!!!!
    Aspettiamo ora di vedere come e dove costoro verranno riciclati!!!

    • Gianferrari Domenico Rispondi

      19/06/2020 alle 17:31

      Dalla gazzetta di oggi una bella intervista al n 1 di Conad.
      Dice che loro (Sicre) hanno vinto la gara e ci hanno assicurato di poterlo portare a termine…ora cerchiamo un sostituto.NON VOGLIO POI SENTIR PARLARE DI APPALTI RISICATI, NON È IL NOSTRO CASO e NON CREDO NEMMENO CHE CI SIA CHI PRENDE APPALTI PER LAVORARE IN PERDITA.

      E allora perché nessun altro è arrivato così in basso?

  4. mamma Rispondi

    20/04/2020 alle 11:58

    Normalmente , verso amministratori che operano o hanno operato il tal modo si promuovono azioni penali ( parlo di Bosi e C.) Perchè nessuno le promuove o le sollecita ? Insisto: perchè i lavoratori, coi sindacati in testa, non vanno a far proteste verso i soci e gli amministratori ? Anzi tutto dorme.Strano non vi sembra ? Anzi si lascia ancora Bosi nella calda sedia presidenziale del CCFS. Chissà quanta fiducia daranno i finanziatori di CCSF e le Banche a tale ente con tale presidenza ? Per non parlare anche del personale e dei soci dello stesso.Si abbia almeno il coraggio di far piazza pulita con urgenza e, una volta tanto, si promuova una giusta azione di risarcimento.

    • City Rispondi

      19/05/2020 alle 21:03

      Perché i lavoratori erano in balia delle intemperanze dei loro dirigenti ed i loro dirigenti erano diventati la proprietà.
      Bosi e le sue braccia spadroneggiavano in azienda con fare ineluttabile ed il sindacato ha spesso accettato supinamente le molteplici strategie di mobbing a cui erano sottoposti i dipendenti. Chiedere supporto al sindacato nel trascorrere del tempo era diventato sconveniente perché serviva solo ad accendere il bersaglio.
      Sicrea doveva apparire come l’azienda modello e molto è stato fatto a partire dalla definizione di “Golden boy della cooperazione reggiana”….. Nulla doveva trasparire ed articoli, interviste e salotti televisivi hanno dato forza al personaggio. Il pieno supporto (anche mediatico) dei soci aveva infine reso granitica l’immagine della dirigenza sicrea.

      • Arrigo monzoni Rispondi

        19/05/2020 alle 21:47

        Dipendenti e fornitori ora niente anno più da perdere. È il momento di farsi sentire e vedere. Più che golden boy direi re bida, tutto quel ke tocca diventa m…a.
        Scappato come skettino, mentre la nave affonda.
        E ovviamente salvato dai soliti noti, con la scusa ridicola del corona virus che è scoppiato quando già tutto era in malora.

  5. Gabetto Giampaolo Rispondi

    20/04/2020 alle 15:16

    I numeri lasciano veramente perplessi….sono incapaci o lestofanti? O Entrambe le cose? Di sicuro non verrà promossa alcuna azione dai soci, che si limiteranno a trasferire altrove i responsabili. È presumibile che anche il vecchio ccfr subisca perdite dovute alla liquidazione del sickrea Group. Tanto per cominciare mi risulta che La sede di Modena sia dei proprietà del ccfr. Ma anche il collegio sindacale di ccfr puzza di sicrea lontano un kilometro. Vaghissimo sentore di Conflitto di interesse.
    L’unica certezza è rappresentata dal fatto che questo genio camuffato da clown farà la spesa gratis (indovinate dove) per qualche anno.

  6. mamma mia Rispondi

    20/04/2020 alle 17:53

    Giusto.Ma mi sembra che tra i soci, o il socio, sia Parco spa, che vive ovviamente coi mezzi delle cooperative, ed il cui dirigente è lo stesso A.D. di Sicrea. E Borea ? Che ruolo ha il Bosi ? Non è per caso presidente ? Lo stesso non è stato vicepresidente Lega Coop ?

  7. mamma mia Rispondi

    20/04/2020 alle 18:05

    Per Borea, poi, specialista in cene per raccogliere risorse, oltre ad altre fonti coop ecc, c’è una bella foto su Internet con tutti i migliori cuochi, tra i quali anche il nostro Sindaco Vecchi. Poi , tra i progetti, quello di una barca , in accordo col Vescovado reggiano, per l’Amzzonia ” per raggiungere le popolazioni della foresta “.A che pro ? Portare i nostri virus e la nostra cultura anche religiosa ? E’ la continuità dei conquistadores spagnoli ?

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