Covid Roulette, rivolta social dei parrucchieri di Reggio
“Se non riapriamo subito moriremo tutti”

30/4/2020 – Il Phon puntato alla tempia e le limette alla gola. Si sono immortalati così oltre un centinaio di parrucchieri ed estetiste di Reggio Emilia, in rivolta contro il Governo per la riapertura delle loro attività prevista per il primo giugno.

Fotografie che danno vita a una campagna social ideata da Daniela Bondavalli che ha applicato le tecniche di “Guerrilla Marketing” utilizzate per questioni di grande impatto sociale ed economico. Si intitola ‘Covid Roulette‘, con un evidente riferimento all’infernale gioco della ‘roulette russa‘. L’iniziativa in poche ore ha fatto il giro del Paese (che del resto invoca disperatamente di potersi tagliare e sistemare le capigliature, ormai in disordine da un paio di mesi) e si parla già di “cloni” che stanno nascendo in diverse città d’Italia.

Covid roulette, la campagna social di parrucchieri ed estetiste di Reggio Emilia

“Rischiamo di morire e di chiudere tutti – afferma Andrea Guerrieri, responsabile di settore per la Cna reggiana – Chiediamo di riaprire subito, mettendo in atto tutte le precauzioni del caso, tagliando i capelli a un cliente per volta”. La deputata reggiana Benedetta Fiorini si è schierata a fianco dei parrucchieri ed estetiste in rivolta: “Condivido la loro protesta – ha scritto in un tweet – e chiedo al presidente Giuseppe Conte di ascoltarli!”La categoria protesta in tutta Italia. Questa mattina a Napoli, davanti alla Camera di commercio di piazza Bovio, barbieri e parrucchieri hanno allestito un salone a cielo aperto per pochi minuti, effettuando simbolici tagli di capelli. Lunedì scorso a Padova alcuni parrucchieri si erano incatenati ai negozi.

I vertici regionali delle associazioni dell’artigiana Cna e Lapam questa mattina hanno incontrato in videoconferenza l’Assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Colla, al quale hanno consegnato le linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere condiviso da CNA, Confartigianato, CGIL, CISL, UIL dell’Emilia-Romagna e i consigli di buone prassi elaborati dai dirigenti imprenditori.

ANTICIPARE LE RIAPERTURE: CNA E LAPAM STRAPPANO IL SI’ ALL’ASSESSORE REGIONALE

Un “manuale” per la ripartenza del settore, che si prefigge l’obiettivo definire le regole necessarie per anticipare l’apertura di acconciatori e centri estetici.

Regole che – sottolineano le associazioni – ” garantiscono la massima sicurezza di clienti e lavoratori, che da oggi sono sul tavolo della Regione impegnandola a farsene portavoce con il Governo per scongiurare la morte di migliaia di imprese, con conseguenze occupazionali ed economiche drammatiche, che non possono reggere un ulteriore mese di inattività”.

“Con la consegna delle linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere – dichiara il direttore generale CNA Reggio Emilia Azio Sezzi – abbiamo dimostrato che gli imprenditori del settore sono pronti a riaprire anticipando la data ipotizzata del primo giugno. Siamo soddisfatti che l’Assessore Colla abbia compreso la nostra volontà e accolto le nostre istanze nell’ottica della formulazione di un protocollo nazionale. Una riapertura delle attività di cura della persona non solo darebbe di nuovo la possibilità di occupazione, ma avrebbe anche un indubbio riflesso psicologico positivo dopo questo lungo periodo di apprensione e limitazioni. Infine, ma non secondaria, c’è la questione dell’abusivismo che sta toccando tutte le città della regione e che, come noto, è un fenomeno che sottrae slealmente risorse a chi rispetta le regole, oltre ad essere un possibile veicolo di contagio fuori da ogni controllo”.

“Il protocollo che abbiamo presentato congiuntamente – aggiunge il direttore Lapam Confartigianato Modena-Reggio Emilia Roberto Prearo – è il frutto di un’attenta analisi e di un confronto con gli esperti sanitari e con operatori del settore che ha messo al centro la sicurezza delle persone. Gli imprenditori del benessere sono perfettamente in grado di ripartire adottando queste misure, che si rivelano più stringenti di altri settori. Fra queste, figurano l’adozione di tutti i presidi di sicurezza individuale, i camici monouso, la sanificazione di ambienti e attrezzature, specificando anche la tipologia delle sostanze da utilizzare, la delimitazione degli spazi. Oltre a questo, vengono fissate regole di gestione precise, come la possibilità di ricevere per appuntamento, il numero di persone consentite in funzione della metratura, delle prassi di distanziamento sociale e della tipologia di trattamento che si va a eseguire”.

Il comparto benessere con 135mila imprese e oltre 260mila addetti in Italia. In Emilia Romagna le imprese sono 12 mila imprese (di cui quasi il 90% artigiane) che danno lavoro a oltre 23 mila addetti.

ALLARME ABUSIVISMO: LA LEGA CHIEDE CONTROLLI “IRREMOVIBILI

Con queste parole i  consiglieri regionali leghisti, Maura Catellani e Gabriele Delmonte che rilanciano l’appello di numerose associazioni di categoria. Soltanto alcuni giorni fa, Confartigianato aveva messo in allerta a livello regionale per quello che si starebbe verificando in varie zone, “per via di chi approfitta della chiusura di saloni e centri estetici per vendere servizi a casa dei clienti, provati da settimane di quarantena, e che si concedono con un senso di ritorno alla quotidianità a parrucchiere improvvisate, manicure, estetiste, arrecando un danno gravissimo ad un settore che vede il proprio “stop” prolungato fino al 1° giugno dalle misure adottate dal governo”.

Accanto a ciò, “esiste anche un problema di salute per i cittadini: le Istituzioni sono irremovibili nel dire che occorre riaprire in sicurezza, mentre registriamo testimonianze a tutte le latitudini di un fenomeno sotterraneo che rischia di agire come un vettore di contagio”, osservano i consiglieri leghisti. 

Inoltre, mentre i saloni e i centri estetici, da sempre, devono sottostare a rigorosi requisiti igienico-sanitari, assicurando l’utilizzo di prodotti certificati, “le stesse tutele e garanzie, di igiene e qualità, non possono essere rispettate da professionisti abusivi che si recano a domicilio, creando un danno gravissimo all’economia e all’erario.” “Pertanto – concludono Catellani e Delmonte – la giunta regionale valuti anche la possibilità che i parrucchieri possano riaprire anche prima della data, del 1° giugno, fissata dal Governo”.

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