Contagiati, Reggio ancora al sesto posto in Italia
E’ bene preoccuparsi
L’Ausl spiega il boom con l’alto numero di tamponi

9/4/2020 -Anche oggi, in base ai dati pubblicati dal ministero della Salute e dalla Protezione Civile, la provincia di Reggio Emilia è in vetta alla classifica peggiore degli ultimi decenni: quella del coronavirus.

Con un totale di 3 mila 505 contagiati, Reggio si piazza al sesto posto nella classifica nazionale, subito dopo Cremona (4.489 contagiati) e prima di Monza-Brianza (3.355).

Record negativo ancora per Milano con 12.478 persone positive al test Covid, seguono Brescia con 10.122, Bergamo 10.043, Torino 6.925, Cremona 4.489, Reggio Emilia 3.505.

Piacenza è 11ma con 3.020 contagiati (alle spalle di Roma), Modena al 13° posto (2.867), Bologna al 14° (2.856) e Parma al 17°con 2.421 contagiati.

Il quadro del virus (dal sitodel ministero della Salute)

LE PRIME VENTI PROVINCE PER NUMERO DI CONTAGIATI ( 9 APRILE 2020)

Milano: 12.479

Brescia: 10.122

Bergamo: 10.043

Torino: 6.925

Cremona: 4.489

Reggio nell’Emilia  3.505

Monza e della Brianza  3.355

Padova  3.134

Verona  3.049

Roma 3.026

Piacenza  3.020

Pavia  2.889

Modena 2.867

Bologna 2.856

Genova 2.849

Trento 2.708

Parma 2.421

Lodi 2.376

Mantova 2.277

Alessandria 2.081

PERCHE’ TANTI CONTAGIATI? L’ AUSL: “A REGGIO ANCHE 700 TAMPONI AL GIORNO”

Questa sera l’Ausl di Reggio ha diffuso una nota nella quale afferma che “l’elevato numero di casi positivi confermati attraverso l’esecuzione di tamponi per il coronavirus in provincia di Reggio Emilia” andrebbe letto “in relazione alle strategie messe in atto in ambito di sanità pubblica dall’Azienda USL e concordate con la Regione”.

In sostanza, il laboratorio di Reggio Emilia, grazie alle sue tecnologie ” è in grado di eseguire e refertare il maggior numero di tamponi, fino a 700 al giorno”. Per fare un esempio ” in data 3 aprile il laboratorio di Reggio ha processato 641 tamponi, pari al 16,1% della produzione complessiva regionale a fronte di una popolazione residente che è l’11,3%”.

Di conseguenza il numero elevato di contagiati (come abbiamo visto Reggio è al sesto posto a livello nazionale) sarebbe in stretta relazione con l’elevato numero di tamponi effettuato grazie anche all’apertura degli ambulatori Covid gestiti da medici di medicina generale, “all’esecuzione di tamponi ai degenti nelle strutture protette per anziani” , all’attivazione dei drive through (esecuzione dei tamponi in auto) etc.

In definitiva, a fronte di oltre 9.600 tamponi effettuati

  • circa 5800 tamponi eseguiti in ospedale
  • circa 700 tamponi eseguiti negli ambulatori COVID
  • circa 850 tamponi eseguiti nelle residenze protette per anziani
  • circa 1650 tamponi nei drive through
  • circa 300 tamponi a domicilio
  • il resto dei tamponi, circa 300 per la sorveglianza sanitaria degli operatori

con una percentuale di tamponi eseguiti sul territorio del 36,5%.

L’Ausl rileva inoltre che “da fine marzo si registra un trend in riduzione del numero dei ricoveri ospedalieri e dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, pur avendo ad oggi ancora 440 pazienti ricoverati nelle sezioni e negli ospedali COVID del Presidio Ospedaliero Provinciale oltre che nella sezione COVID attivata a Villa Verde.

Pur rimanendo un numero elevato si consideri che il picco della ospedalizzazione si è registrato il 26 marzo con 603 pazienti compresenti”.

Tutto questo naturalmente non mette in discussione il fatto che Reggio Emilia sia entrata in un trend inverso a quello di Piacenza e di Parma, e che il virus continua a diffondersi a Reggio Emilia senza dare segni, al momento, di rallentamento. Come nota l’Ausl, questa tendenza ha a che fare con il disastro dei morti e dei contagi nelle strutture per anziani, ma non sarebbe questa l’unica causa di una situazione diventata davvero preoccupante. Sarebbe bene cercare qualche risposta plausibile, e presto, se si vuole arginare il fenomeno. Sempre che sia ancora possibile.

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