“Anche a me il governo ha voltato le spalle”
La denuncia di un ambulante invalido reggiano

20/4/2020 – Ha 56 anni, una moglie e due figli, da 30 monta e smonta la sua bancarelle nelle piazzole dei mercati di tutta la provincia di Reggio Emilia, da una decina d’anni percepisce un assegno di invalidità di 590 euro a causa di una malattia invalidante, e da 43 versa tasse e contributi allo Stato italiano. Il quale, tuttavia, di lui non vuole saperne nulla, tant’è che gli ha voltato le spalle negandogli il bonus previsto per i lavoratori autonomi. Proprio oggi, nel momento più critico per il nostro Paese e anche per la vita familiare di un reggiano che qui chiameremo Matteo.

La bancarella di Matteo

Con la moglie ed il figlio di 20 anni, dunque, il nostro Matteo vive della sua attività di ambulante, bloccata dal 10 marzo scorso, all’indomani della conferenza stampa con la quale il presidente del consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato la serrata del nord del Paese. “Era lunedì mattina, avevamo sistemato i banchi ed esposto la nostra merce – capi di abbigliamento – quando un vigile ci è venuto ad informare che le attività erano sospese a causa dell’emerenza Covid-19. Da quel giorno zero lavoro e zero incasso” spiega Matteo a Reggio Report.

Da allora la situazione si fa critica ogni giorno di più, anche perché dai bisbigli che trapelano da Palazzo Chigi non risultano disposizioni relative a mercati e ambulanti che non vendano alimentari. Una svista o una mancanza di attenzione verso una categoria, che, tuttavia, sembra essere considerata fra le priorità più marginali da considerare in caso di riaperture programmate.

“Insomma, una disattenzione che di certo non è mancata ai ministri Catalfo e Gualtieri, quando è stato emanato il decreto Cura Italia che inizialmente prevedeva che potessero beneficiare del bonus da 600 euro anche i lavoratori autonomi che già percepivano una pensione di invalidità. Invece dall’oggi al domani i ministri del Lavoro e dell’Economia con un colpo di spugna hanno impedito il cumulo dei due assegni. Risultato: mia moglie ha presentato la richiesta per accedere al bonus da 600 euro, mentre a me non è stato consentito”, denuncia Matteo.

Come sta vivendo questo periodo?

Stiamo tenendo duro: mia moglie, mio figlio ed io (la seconda figlia è indipendene e fa un altro lavoro) abbiamo sempre vissuto con l’attività di ambulanti e oggi siamo fermi, non sappiamo quando potremo riaprire e nel frattempo aspettiamo dallo Stato i 600 euro del bonus.

Non li avete ancora ricevuti?

No, ho chiamato in banca anche questa mattina e del bonifico non c’è traccia. Nonostante la nostra richiesta sia stata fatta dal nostro commercialista nei termini e nelle modalità richieste.

Cosa ha provato quando la commercialista le ha detto che lei non aveva diritto al bonus?

Amareggiato e discriminato. Ho sempre pagato tutto quello che si doveva pagare, ogni anno, tra me e mia moglie, versiamo all’Inps oltre 8mila euro. In questo modo, il governo mi fa sentire discriminato. La malattia non me la sono andata a cercare ed il mio assegno di invalidità è addirittura inferiore al bonus del governo. Mi chiedo che senso abbia, dunque continuare a pagare tasse e contributi, quando lo Stato ti discrimina in questo…”

Cosa si augura?

Di ripartire, al più presto. Così diventa impossibile andare avanti ed oltre al lavoro e ai soldi si rischia di perdere la dignità. E questo non lo accetterò mai”.

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