Scandalo Encor, l’ex sindaco Iotti : “Tutto il consiglio comunale è chiamato a rispondere, ma la sindaca Malavasi sorvola…”

DI MARZIO IOTTI*

28/3/2020 – “Nel commento alla sentenza apparso sul sito del Comune di Correggio a firma del Sindaco è del tutto omesso un aspetto di rilevantissima importanza amministrativa e politica.

Il Sindaco Ilenia Malavasi infatti, non riferisce che i Giudici Contabili hanno ritenuto responsabili di danno erariale ( per un ammontare di 1.372.802 euro) anche i membri del Consiglio Comunale.

Infatti sono ben 43 le delibere di Consiglio Comunale che hanno definito e indirizzato l’iter amministrativo della partecipata En.Cor.

Il Consiglio Comunale ha approvato dal 2006 al 2013 tutti i piani industriali di En.Cor, le previsioni di investimento e la possibilità di indebitamento a 40 milioni dieuro (si veda a tal proposito la delibera n.130 del 2007 alla cui votazione unanime – e quindi con voto favorevole anche delle opposizioni – era presente in qualità di assessore Ilenia Malavasi).

Il Consiglio Comunale ha inoltre individuato i beni e approvato gli atti di conferimento di terreni e immobili alla società. Tutto ciò senza rilievi di organi di controllo, neppure in sede di ispezione da parte di funzionari del Ministero delle finanze nell’anno 2010.

Il cancello della En.cor chiuso da una grossa catena

La stessa Procura della Corte dei Conti afferma: ” Il fascicolo “En.Cor” era presente nei piani programmatici comunali, nelle delibere, determine, esame di atti e documenti da parte di revisori, assessori e ovviamente funzionari dipendenti.”

Quindi tutti erano al corrente di tutto, opposizioni comprese. La Giunta ha dato seguito agli indirizzi e ai piani approvati in Consiglio Comunale che consentiva indebitamento fino a 40 milioni di euro per dare corso al programma di investimenti che Encor aveva in corso di attuazione.

Gli atti di Giunta considerati dannosi sono stati assunti dopo essere stati tutti validati da pareri tecnici e contabili dei dirigenti del Comune.

I cittadini correggesi, l’opinione pubblica e le forze politiche devono conoscere questi aspetti che, quindi, non possono essere abilmente “sorvolati” da chi, con enfasi, oggi commenta la sentenza di primo grado. Faremo ricorso in appello, anche per evitare che la giustizia contabile ignori parte dei responsabili e si accanisca sui pochi capri espiatori.

Quanto alle affermazioni rilasciate dalla europarlamentare Pignedoli, devo constatare che Ella nulla conosce del caso che mi ha riguardato nei confronti del maresciallo Cesi; mai ho presentato denunce-querele contro il Maresciallo Cesi.

Io mi sono limitato a rispondere in sede di richieste di informazioni che mi sono state rivolte durante le indagini, (che avevano coinvolto un centinaio di testimoni) ed ho risposto solo riportando quello che i cittadini di Correggio mi riferivano; era mio dovere rispondere e riferire ciò che conoscevo per quanto a me reso noto da terzi.

Ricordo all’onorevole Pignedoli che rispondere a domande degli inquirenti è un preciso dovere di legge, e a tale dovere io non mi sono sottratto. Invito l’autorevole esponente politico ad informarsi prima di formulare insinuazioni che in modo gratuito infangano la reputazione di cittadini oltre la sua stessa immagine”.

*già sindaco di Correggio

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