REPRESSIONE POLITICA A CADELBOSCO
Sei consiglieri Pd querelano gli oppositori anti-ex Kis

DI PIERLUIGI GHIGGINI

11/3/2020 – Il clima di intimidazione e repressione che domina da tempo la scena nella repubblica autonoma di Cadelbosco, ha raggiunto vette inusitate. Ancora una volta pressioni inaudite vengono esercitate nei confronti degli oppositori al progetto della cosiddetta “fabbrica delle polveri”, l’imponente impianto di trattamento delle argille destinate all’industria ceramica che dovrebbe sorgere nell’area ex-Kis di Zurco.

Questa mattina, in piena emergenza coronavirus, mentre il governo vieta in tutta Italia gli spostamenti non strettamente necessari, sei cittadini di Cadelbosco Sopra sono stati costretti a recarsi negli uffici della Polizia delle comunicazioni di Reggio Emilia dalle 9 alle 3,30 per vedersi notificare una querela per diffamazione e addirittura minacce, firmata dalla capogruppo e cinque consiglieri comunali della maggioranza Pd.

Nel mirino, trascinati davanti al giudice penale, il noto bluesman e imprenditore agricolo Paolo “Oracolo” Brunazzi, in prima linea contro la fabbrica delle polveri, un suo congiunto e i quattro amministratori della pagina facebook “Se sei di Cadelbosco Sopra“.

Questa mattina per la verità si è trattato di un atto preliminare – la notifica e l’indentificazione dei presunti rei – al quale è interventuo l’avvocato Luca Tadolini, che assiste i sei cadelboschesi. I quali, a quanto si è appreso, finirebbero alla gogna per i post satirici su alcuni consiglieri comunali, pubblicati su fb sino a quando i Carabinieri non sono intervenuti con una discutibile moral suasion (sollecitata da chi?) per dirgli di smetterla.

Ora, se solo di satira si è trattato (lo stabilirà il giudice) i sei denunciati si trovano bene al sicuro in una botte di ferro, e anzi potranno chiedere cospicui risarcimenti ai querelanti.

Ma se anche non fosse, appare egualmente come un’enormità l’uso, da parte di consiglieri eletti dai cittadini e quindi soggetti per definizione alla critica politica, di strumenti repressivi, ancorchè formalmente previsti dalla legge, in un contesto di conflitto sociale. A maggior ragione in una vicenda come il progetto ex-Kis – dove da una parte è schierata una potenza economica pronta ainvestire decine di milioni, sostenuta a spada da un’ amministrazione comunale che, è noto, non è andata davvero per il sottile. E dall’altra vi sono cittadini inermi, che si possono difendere solo facendo sentire la loro voce nei social, e manifestando in modo pacifico e democratico.

Non è la prima denuncia che colpisce il movimento di Cadelbosco. Lo stesso Oracolo Brunazzi è stato querelato dal comandante della polizia locale per aver scritto che ad attendere i vigili a casa sarebbero stati in tre: “Io, Smith e Wesson“. Peccato che, lungi dall’esssere una minaccia, è una frase cult di Clint Eastwood nell‘Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo.

Solo satira, innocente e corrosiva satira. Però se uno il senso dell’umorismo non ce l’ha, non se lo può dare. Per lui, com per i suoi sodali, vale il verso di Giuseppe Giusti rivolto a sua Eccellenza che mi sta in cagnesco/ per qui pochi scherzucci di dozzina…: “Ah, comprendo: il suo cervel – Dio lo riposi – è in tutt’altre faccende affaccendato, e a queste cose è morto e sotterrato“.

Paolo Brunazzi “Oracle King”

Rimane, insopportabile, il clima di intimidazione intorno agli oppositori di Cadelbosco, che di recente ha visto persino il presidente dell’Anpi locale spintonare e offendere una signora nella sala del consiglio comunale. Ora però la denuncia dei sei consiglieri che sostengono la Giunta Bellarioa, fa pensare a un disegno preordinato.

Qualcuno pensa davvero che le libertà democratiche a Cadelbosco siano sospese? Qualcuno dovrebbe finalmente intervenire per ripristinare la legalità politica e mettere alla porta chi, nella repubblica autonoma, anzichè tutelare i cittadini mette in discussione con disinvoltura diritti e regole democratiche, oltretutto per interessi economici di parte.

MARINO ZANI: DAVVERO IL SINDACO NON SAPEVA DELLE QUERELE? BELLARIA E LA SUA GIUNTA SONO SEMPRE PIU’ INADEGUATI

“I cittadini che hanno utilizzato i social per manifestare il loro dissenso, lo hanno fatto per essere ascoltati e per condividere le loro idee e modo di pensare e li ringraziamo per il loro contributo”. Così il capogruppo dell’opposizione di Cadelbosco, il consigliere Marino Zani: “Ripercorrendo l’operato del Sindaco e della sua squadra riteniamo che siano inadeguati per il ruolo che ricoprono”.

Il sindaco Bellaria su organi di stampa ha dichiarato “non abbiamo querelato nessuno” – scrive Zani – E’ parzialmente vero , forse, perché la denuncia è stata presentata dalla sua capogruppo e da altri 5 consiglieri di maggioranza.

Loro dicono” “come privati cittadini” ma noi ricordiamo che spogliarsi dei panni di amministratore pubblico a seconda delle situazioni non sempre è corretto e capito da tutti.

La domanda a noi sorge spontanea: il Sindaco non sapeva che la sua capogruppo e la metà dei consiglieri avevano presentato questa denuncia querela?

A noi dispiace che si perda tempo in querele quando nel nostro territorio ci sono problemi che attendono risposte.

E’ dall’11 settembre 2019 che attendiamo risposte chiare sulla fabbrica delle polveri e nessuno ci ha fatto partecipe o ci ha esposto o fatto vedere documenti che nero su bianco ci dicono che l’intervento non si farà più. Siamo alle promesse o alle mezze verità.

I cittadini che hanno utilizzato per manifestare il loro dissenso i social lo hanno fatto per essere ascoltati e per condividere le loro idee e modo di pensare e li ringraziamo per il loro contributo.

Il grande silenzio del Sindaco non aiuta a risolvere i problemi del comune e non aiuta i cittadini in un confronto sereno e democratico.

Ripercorrendo l’operato del Sindaco e della sua squadra riteniamo che siano inadeguati per il ruolo che ricoprono”.

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Una risposta a 1

  1. Anna Maria Lorenzini Rispondi

    11/03/2020 alle 23:30

    Oggi si è scritta la pagina più buia per il comune di Cadelbosco di Sopra.

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