Reggiani incatenati
Autodichiarazioni per ogni spostamento
Cosa rischia chi fa il furbo
La direttiva del ministro ai Prefetti

DI PIERLUIGI GHIGGINI

9/3/2020 – Il decreto anti coronavirus è chiaro. Nella gigantesca, nuova zona rossa che comprende tutta la regione Lombardia e 14 province del Nord, comprese Reggio Emilia, Parma e Modena, va evitato ogni spostamento delle persone in entrata e in uscita dai territori nonchè all’interno dei medesimi territori, salvo che per comprovate esigenze lavorative, o situazioni di reale necessità o per motivi di salute.

Cosa accade in concreto? Fatto salvo sempre il diritto di rientrare al luogo di residenza o di dimora, un cittadino di Reggio Emilia e provincia non può entrare e uscire dal territorio provinciale, e neppure spostarsi all’interno di essa, se non per motivi di lavoro, di salute e di tutela dei bisogni primari (come provvedere alle esigenze della famiglia).

Ieri la Regione, dopo una videoconferenza col governo, ha assicurato che è sempre consentita la mobilità dei lavoratori e delle merci. Però il decreto non è una grida di manzoninana memoria, destinata a restare sulla carta. Tutt’altro.

E’ vero che il rispetto delle misure di emergenza è affidato “alla responsabilità dei singoli“, ma è altrettanto vero che chiunque si muova da e per le province comprese nella “zona rossa”, o all’interno di esse, può essere controllato da polizia e carabinieri, e deve dimostrare che il suo spostamento avviene per un’esigenza ammessa dal decreto.

Chiunque si muova da, per, o all’interno della provincia di Reggio Emilia, può essere fermato, deve dare spiegazioni e firmare un’autodichiarazione che sarà controllata a posteriori.

I leoni di San Prospero con la mascherina anticoronavirus

Se si dichiara il falso – ad esempio, che siamo usciti di casa per andare dal medico, e poi veniamo sorpresi a farci l’aperitivo al bar – può essere denunciato per violazione dell’articolo 650 del codice penale (inosservanza del provvedimento dell’autorità, pena di tre mesi d’arresto o l’ammenda di 206 euro), salvo che non costituisca reato più grave con denuncia per la violazione dell’articolo 452 c.p. che punisce, anche con pene sino a 13 anni, i delitti colposi contro la salute pubblica.

Tutto questo è contenuto in una direttiva del ministro dell’Interno Lamorgese indirizzata ai Prefetti, che chiarisce i contenuti del decreto Conte, in particolare dell’articolo 1 relativo alle restrizioni alla libertà di movimento nella nuova Zona Rossa comprendente la Lombardia e 14 province del Nord, tra cui Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini.

I Prefetti sono incaricati di far rispettare il decreto con i suoi vincoli, a cominciare dalla convocazione del Comitato Provinciale Ordine e sicurezza pubblica. Sulle autostrade e nella viabilità di grande comunicazione è la Polizia Stradale incarica dei controlli.

Nelle altre strade i controlli spettano a Carabinieri e Polizie Locali.

Più stringenti ancora i controlli nelle stazioni ferroviarie dove la Polfer, con la collaborazione del personale sanitario e della Protezione Civile, dovrà “canalizzare i viaggiatori” per sottoporli a controlli immediati anche con apparecchi termoscan. Resta da capire se vi sono personale e apparecchi sufficienti per procedere ai controlli in tutte le stazioni.

In coda, ma distanziati,al supermercato (Ph. Bellentani)

A queste si aggiungono le ordinanze dei governatori regionali che prescrivono ulteriori obblighi: come quella del governatore Rossi che impone a tutti i cittadini arrivati in Toscana dalla zona rossa di avvertire il servizio sanitario e di mettersi in quarantena volontaria, con obbligo di restare in casa per 14 giorni in isolamento con mascherina davanti alla bocca.

I reggiani sono avvertiti: chi pensasse di muoversi per andare aprire casa a Forte dei Marmi, rischia di rimanere bloccato in Versilia.

In proposito tuttavia, la direttiva Lamorgese chiarisce che ogni decisione in materia di ordine e sicurezza pubblica è di competenza esclusiva dello Stato. E comunque, in base al decreto Conte, resta fermo per tutti il diritto di far rientro alla propria residenza o al proprio domicilio.

Il quadro, in ogni caso, è di una gravità senza precedenti. E non resta che attenersi alle disposizione d’emergenza, a tutela della propria salute e di quella degli altri.

La direttiva del ministro Lamorgese ai Prefetti

Ecco di seguito, alcuni stralci della direttiva Lamorgese ai Prefetti

…Va rilevata l’esigenza che in ogni caso, e soprattutto in questo delicato momento non vi siano sovrapposizioni di direttive aventi incidenza in materia di ordine e sicurezza pubblica, che rimangono di esclusiva competenza statale e che vengono adottate esclusivamente dalle Autorità nazionale e provinciale di Pubblica sicurezza.

Il riferimento è in particolare alla previsione di cui alla lettera a) del comma 1 del citato articolo che, nei suddetti ambiti territoriali, prescrive di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori in questione, nonchè all’interno dei medesimi, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero spostamenti per motivi di salute.

Al riguardo, attesa l’ampia estensione geografica delle aree interessate, nonchè l’elevato numero dei potenziali destinatari dell’applicazione delle msire in questione, la previsione normativa in esame non contempla l’adozione di procedure di autorizzazione preventiva agli spostamenti.

Si rende pertanto necessario adottare, nell’ambito del più ampio piano coordinato di controllo del territorio a mente della legge 128/2001, specifiche modalità di vigilanza sull’osservanza delle cennate prescrizioni, anche ai fini dellaverifica della rispondenza delle motivazioni addotte dagli interessti ai presupposti indicati dalla disposizione sopra citata.

Rileveranno in proposito, elementi documentali comprovanti l’effettiva sussistenza di esigenze lavorative, anche non indifferibili, a condizione naturalmente che l’attività lavorativa o professionale dell’interessato non rientri tra quelle sospese ai sensi delle vicenti disposizioni contenute nei diversi provvedimenti emanati per far fronte alla diffusione del Covid-19 (come ad esempio i servizi educativi e le attività didattiche) ovvero di situazioni di necessità che, in sostanza, devono essere identificati in quelle ipotesi in cui lo spostamento è preordinato allo svolgimento di un’attività indispensabile per tutelare un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile: o motivi di salute che si devono identificare in quei casi in cui l’interessato deve spostarsi per sottoporsi a terapie o cure mediche non effettuabili nel comune di residenza e di domicilio.

Si soggiunge che nell’attività di controllo dovrà essere posta particolare attenzione ai fini di garantire lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali, fatto salvo quanto previsto relativamente all’iostruzione, attività già sospesa dal Dpcm in oggetto…

Premesso che viene comunque fatto salvo il diritto al rientro nel territorio del comune di residenza, di domicilio o di dimora degli interessati, va qui evidenziato che l’onere di dimostrare la sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato.

Nella logica di responsabilizzazione dei singoli, di cui si è fatto sopra cenno, si ritiene che tale onere potrà essere assolto producendo un’autodichiarazione ai sensi degli articolo 46 e 47 del Dpr 28 dicembre 2000 n. 445, ch potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione dei moduli appositamente predisposti in dotazione agli operatori delle Forze di polizia e della Forza pubblica.

Va comunque evidenziato che la veridicità delle autodichiarazioni potrà essere verificata ex post.

Stante comunque il richiamato senso di responsabilità dei singoli cittadini, si osserva che il mancato rispetto degli obblighi di cui al citato provvedimento, è assistituto dalla sanzione prevista dall’articolo 650 c.p. per l’inosservanza deiprovvedimenti dell’autorità, qualora il fatto non concretizzi più grave reato. Il personale operante provvedere anche a rendere edotti gli interessati circa il fatto che le più gravi conseguenze sul piano penale possono portare a configurare ipotesi di reato, quali quelle di cui all’articolo 452 c.p. (delitti colposi contro la salute pubblica).

Il quadro delle misure afferenti alla mobilità è completato dalla previsione del comma 1 lettera bi che si estinseca in una forte raccomandazione a rimanere presso il proprio domicilio e a limitare al massimo i contatti sociali rivolta a coloro che presentano sintomi da infezione respiratoria e rialzo delle temperatura corporea maggiore di 37,5gradi, si soggiunge che l’inosservanza di tale raccomandazione può arrivare a configurare l’elemento materiale dei reati contro la salute pubblica

I CONTROLLI SU STRADE E FERROVIE

La direttiva Lamorgese precisa che dovranno essere attuati mirati controlli lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema del trasporto. E’ la Polstrada incaricata di acquisire le autodichiarazioni sulla rete autostradale e nella viabilità principale.

Nella viabilità ordinaria sorveglainza e autodichiarazioni sono affidate a Carabinieri e Polizie Municipali “con piani condivisi e coordinati di controllo”. Nelle autostrade i controlli vengono effettuati anche sul rispetto dei limiti imposti all’esercizio di attività di ristorazione (distanze interpersonali di un metro, no assembramenti, chiusura dalle 18 al mattino etc,).

Nelle stazioni ferroviarie la Polfer, affiancata da personale delle Ferrovie, del servizio sanitario e della Protezione civile, ” curerà la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni, al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato disalute dei viaggiatori anche atgtraverso apparecchi termoscan“. Sempre la Polfer attuerà i controlli anche sui viaggiatori, acquisendo le autodichiarazioni.

IL DECRETO CONTE DELL’8 MARZO, ARTICOLO 1 PRIMO COMMA

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandri, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, sono adottate le seguenti misure:

a) evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonchè all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

b) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

c) divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.

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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    09/03/2020 alle 18:09

    Sono decisioni necessarie. Purtroppo abbiamo qualche cliente che non riesce a far partire la merce destinata all’estero perché gli autotrasportatori si rifiutano di andare a caricare.

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