Morto a 81 anni l’imprenditore Alessandro Fagioli

23/3/2020 – E’ morto ieri a 81 anni Alessandro Fagioli, presidente della Fagioli di Sant’Ilario, azienda leader nella gestione del trasporto in tutta Italia fondata dal padre Giovanni nel 1955. Una settimana l’imprenditore fa si e’ sentito male ed e’ stato ricoverato: sono in corso gli accertamenti per verificare se avesse contratto il coronavirus. A dare notizia della sua scomparsa e’ stata l’azienda stessa, con un post sulla propria pagina di Facebook.

L’imprenditore Alessandro Fagioli aveva 81 anni

“Era un amico, un grande imprenditore, un uomo di impresa che ha saputo rappresentare le doti su cui si fonda il successo ed il benessere della nostra economia”, commenta Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio Emilia, di cui Fagioli fu membro della giunta e probiviro. “Ha guidato la sua azienda con grande passione- prosegue Storchi- dimostrando capacita’ imprenditoriali e un talento indiscusso, insieme ad una fervida vitalita’. Queste caratteristiche gli hanno permesso di portare in tutto mondo la tecnologia ingegneristica reggiana, riconosciuta come eccellente e scelta per i piu’ imponenti e impegnativi progetti infrastrutturali, come, da ultimo, la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova”. I risultati ottenuti dalla Fagioli, conclude Storchi, “hanno dato lustro all’intera industria italiana a 
livello internazionale”. 


Un messaggio di cordoglio arriva anche dai consiglieri regionali della Lega Maura Catellani e Gabriele Delmonte: “Protagonista della storia della citta’ di Reggio e del suo sistema industriale, Fagioli era uomo discreto, preparato e determinato. Attento al territorio e rispettoso delle persone che hanno lavorato con lui, ha dato centralita’ all’industria reggiana”. Con “Fagioli se ne va una figura importante non solo per il distretto reggiano, ma per tutta la nostra regione ed il Paese intero”. 

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Una risposta a 1

  1. fausto Poli Rispondi

    23/03/2020 alle 16:41

    Condoglianze.

    Certamente senza il Pci con Nilde Iotti prima e con Romano Prodi poi, sarebbe rimasto a fare il birocciaio come il padre.

    Il padre era nativo di Taneto, e la loro storia di inciuci politici e’ famosissima.
    Piu’ che un imprenditore, un opportunista. Una famiglia di furbi.

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