“Il bordello della nuova dittatura italiana”

DI PAOLO COMASTRI

Paolo Comastri

27/3/2020 – Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello.

E’ il verso iniziale di un celebre invettiva di Dante nel VI canto del Purgatorio ( vv. 76-78 ) della Divina Commedia: introduce la sua amara riflessione sulla condizione politica dell’Italia, alla vista dei poeti Virgilio e Sordello che si abbracciano dopo aver saputo di essere due compatrioti mantovani.

Vale davvero la pena di approfondire questa intemerata del Sommo Poeta; Il tema del VI canto di ognuna delle tre cantiche della Divina CommediaInfernoPurgatorio e Paradiso, è quello politico: se nell’Inferno Dante aveva trattato le vicende politiche di Firenze, nel Purgatorio estende la propria requisitoria all’Italia nel suo complesso. Egli la paragona ad una nave senza timoniere, come peraltro già aveva fatto nel De Monarchia o nelle Epistole e poco dopo ad un cavallo privo di cavaliere come nel Convivio.

Un tempo dominatrice delle provincie dell’Impero Romano, l’Italia è divenuta un «bordello» e non essendoci nessuno che faccia rispettare la legge, essa si trova in balia dei particolarismi e di scontri intestini.

Tale decadenza è dovuta per Dante alla crisi delle due principali istituzioni di allora, la Chiesa Cattolica, custode del potere spirituale, ed il Sacro Romano Impero, detentore di quello terreno: egli denuncia che la prima si era corrotta facendosi prendere da interessi sempre più mondani, mentre il secondo, cioè l’Imperatore tedesco d’Asburgo, aveva ormai perso il controllo dell’Italia, «giardino dell’Impero», rivolgendo tutta l’attenzione alle proprie contese in Germania.

La storia, pur nella sua genesi evolutiva, si ripete, come sempre; ci troviamo quindi oggi a constatare che l’Italia non merita un presidente del Consiglio a dir poco inadeguato, circondato da ministri incompetenti.

E’ mai possibile che sia stato permesso al nostro (!!!???) governo di mettere in atto misure così drastiche di privazione della libertà personale dei cittadini senza che l’aspetto etico di tali misure sia mai entrato nemmeno per un momento nell’equazione politica ?

Nel “pavone”, il Sig.re Presidente del Consiglio Avv.to Giuseppe (i) Conte, non percepiamo nessun “travaglio morale” nell’implementare dispositivi che hanno un’intrusività drammatica nella vita delle persone.

E ancor più preoccupante è la sostanziale docilità con cui la nazione sta accogliendo i provvedimenti liberticidi; siamo davvero in pochi a percepite concretamente come un problema il livello di ingerenza che lo Stato sta mettendo in atto nella vita dei singoli individui.

La tenuta democratica del nostro Paese appare concretamente a rischio; il Parlamento è stato sostanzialmente neutralizzato ed escluso dal processo di decisione politica e il presidente del Consiglio opera ormai in maniera sempre più irrituale e autocratica.

Ormai in Italia non esiste più possibilità di dissenso; non si può dissentire sulle scelte di fondo e sulla gestione dell’emergenza, non si può più nemmeno eccepire su argomenti diversi dall’epidemia. Qualsiasi altro tema politico è sparito dal dibattito; il “misticismo collettivista” che si è alimentato è tale che il nostro governo si trova nella condizione, senza precedenti, di potere imporre al Paese qualsiasi cosa.

La mia generazione e, soprattutto quelle precedenti, hanno dato la vita per la libertà……….

Oggi questa banda, nella migliore delle ipotesi, di dilettanti allo sbaraglio, sta letteralmente barattando la libertà con la vita !

Vergognatevi !!!, ammesso e non concesso che conosciate il significato di questa parola.

Nell’auspicio che, terminata questa “guerra”, arrivi anche l’inevitabile resa dei conti…..


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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    28/03/2020 alle 12:30

    Non occorre una riflessione prima di acconsentire la pubblicazione di articoli di questo tipo ?

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