Borgo Visignolo: tre calabresi accusati per la bomba dell’estate 2016

10/3/2020 – Era la notte del 29 luglio 2017 quando un ordigno dinamitardo esplose davanti all’ingresso di una villa di Borgo Visignolo, paesino del comune di Baiso. Una forte deflagrazione causò danni seri all’edificio, una villetta con due unità abitative affittata da un commerciante modenese. Fortunatamente, nessuna persona era rimasta coinvolta nell’esplosione anche perché in quel momento l’abitazione era vuota.

Estate 2017: la villa di Borgo Visignolo danneggiata dalla bomba

Sul posto oltre ai Vigili del Fuoco, che dichiararono lo stabile inagibile a causa degli ingenti danni, erano intervenuti anche i carabinieri del nucleo operativo della compagnia  di Castelnovo Monti che supportati dai colleghi del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia hanno condotto le indagini. Da subito i carabinieri, viste anche le modalità attuative avevano ricondotto l’esplosione ad un atto intimidatorio rivolto al commerciante modenese.

Le investigazioni si sono concentrate su tre calabresi: un 49enne di Palmi, un 53enne di Oppido Mamertina e un 44enne di Vibo Valentia. Ora la Procura reggiana ha emesso a carico dei tre indagati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e l’informazione di garanzia sul diritto della difesa, notificata ai diretti interessati dagli stessi carabinieri. I tre sono chiamati a rispondere di concorso nei reati di detenzione e porto di esplosivo detonante ad alto potenziale (dinamite gelatina innescata da un detonatore  da cava attivato da una miccia), di crollo di costruzione dolosa per aver provocato ingenti danni all’edificio oggetto della deflagrazione (portone d’ingresso divelto, scoperchiamento tegole, danneggiamento suppellettili interni), danneggiamento aggravato e tentata estorsione.

Secondo le accuse l’attentato aveva lo scopo di cosgringere la vittima a restituire la somma di 5 mila euro a lui consegnata affinché si intestasse fittiziamente di un’area di servizio del modenese,  già di proprietà di una società riconducibile agli indagati. Circostanza chetuttavia non si concretizzava, per la desistenza da parte della vittima.

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