Aemilia 92, il comune di Reggio non è parte civile per “un errore degli uffici”. 5 Stelle: “Fate il mea culpa”

10/3/2020 – Per “responsabilità verso la comunita’ reggiana”, la maggioranza che governa il Comune dovrebbe fare “un passo indietro e un mea culpa”.

E’ il commento del M5s sul “disguido” di cui ha dato conto ieri il sindaco Luca Vecchi, spiegando al Consiglio riunito in Sala del Tricolore perchè il Comune non è parte civile nel processo sugli omicidi di ‘ndrangheta del 1992.

Lo affermano la consigliera Paola Soragni (che ha presentato
l’interpellanza alla quale ha risposto Vecchi), con le
parlamentari pentastellate Stefania Ascari e Sabrina Pignedoli.
Nella risposta il sindaco ha chiarito che sulla decisione di non
farsi parte attiva nel procedimento contro gli esecutori e i
mandanti dei delitti di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggiero,
avvenuti nell’ottobre di 28 anni fa a Reggio Emilia e a Brescello
(Comune che invece è parte civile con il sindaco Elena Benassi),
non ha pesato alcuna valutazione politica. Si è trattato invece
di un errore degli uffici, che hanno lasciato scadere i termini
per la costituzione parte civile. Un fatto giudicato dal M5s
“pesante e gravissimo”.
Reggio Emilia, sottolineano Soragni, Ascari e Pignedoli, era
“un paesone di lavoratori, in cui si viveva bene ma è stato pian
piano divorato dalla criminalita’ organizzata”.

Proprio “in quegli anni, dei forti segnali dovevano farci aprire gli occhi,
prendere coscienza di ciò che stava accadendo”. Invece,
concludono le 5 stelle, “ancora oggi il nostro Comune dorme. E
proprio l’indifferenza, la noncuranza, o comunque l’omessa
attenzione sempre vigile sui fatti delittuosi che accadevano ed
accadono a Reggio ha permesso l’infiltrazione mafiosa nella
nostra società”. Il sindaco ha assicurato che il giorno della
sentenza- ormai in arrivo- l’amministrazione comunale sarà
rappresentata in aula.

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