A Cadelbosco il virus (ignorante) del regime
Dopo la querela Pd, minacce e insulti ad attivista anti-Kis
“Puttana togli li striscioni, la fabbrica si farà”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

14/3/2020PUTTANA TOGLI LI STRISCIONI LA FABBRICA DI FARA’. Questo l’elegante quanto zoppicante bigliettino che una mano anonima, nella giornata di giovedì, ha infilato nella cassetta delle lettere di un’ attivista del Comitato che si oppone al progetto della fabbrica delle polveri, quel mega impianto per il trattamento di centinaia di migliaia di tonnellate l’anno di argille destinate all’industria ceramica, che dovrebbe sorgere nell’area ex-Kis a Zurco di Cadelbosco.

La destinataria dell’intimazione, Petra Franchi, è una dei sei cadelboschesi del movimento anti polveri che hanno avuto l’onore di una querela da parte dalla capogruppo e da cinque consiglieri comunali del Pd, a causa dei post satirici e di critica apparsi in questi mesi sulla pagina facebook “Se sei di Cadelbosco Sopra“. Il sindaco Bellaria, con una mossa da avanspettacolo, ha precisato che i consiglieri hanno agito a titolo personale. Ma anche un bambino neppure troppo sveglio si rende conto che si tratta di un atto politico. Si tratta solo di stabilire in quale sede è stato concordato, e se il primo cittadino davvero non ne sapesse niente.

Fra l’altro, la signora Franchi viene chiamata in causa come moderatrice della pagina facebook per alcuni post pubblicati da altri in dicembre, mentre lei è stata nominata solo a gennaio. Sarà comunque il magistrato a stabilire se si tratta di querela temeraria o infondata. E se la signora avrà diritto a un risarcimento. Chiusa parentesi.

In ogni caso è evidente che il bigliettino sgrammaticato ma minaccioso, non è una mossa isolata: Petra Franchi viene presa di mira in modo pianificato, come gli altri oppositori della fabbrica delle polveri, dal fronte della repressione politica che sembra dominare a Cadelbosco, unico paese “affetto da querela virus” (così nei social), e dove in poche settimane se ne sono viste di tutti i colori: dall’ordinanza anti-striscioni alle querele del comandante della Municipale e dei consiglieri comunali, dalla convocazione in caserma degli autori dei post sino alla recente l’aggressione avvenuta nella sala del consiglio comunale ai danni della signora Barbieri, e per la quale è stato querelato il presidente della locale sezione Anpi.

Ora, Petra Franchi ha inviato via mail ai Carabinieri di Cadelbosco Sopra una denuncia querela contro ignoti per minacce e violenza privata. Ed è decisa a non farsi intimidire.

“Io abito in campagna, in una casa isolata – spiega a Reggio Report – Giovedì sono andata a fare la spesa al Conad e quando sono tornata nella buca delle lettere ho trovato un foglio a quadretti con questo messaggio scritto al computer: “Puttana togli li (scritto proprio così) striscioni la fabbrica si farà”.

Non riuscivo a crederci, poi ho ripensato agli insulti ricevuti sul web come persona che si oppone al progetto ex-Kis, e ho capito che non dovevo passarci sopra. Ho chiamato l’avvocato Tadolini, che mi ha consigliato di procedere subito con la querela.

Non ero mai stata minacciata sino a ora, però – aggiunge – mi hanno attaccato più volte su Facebook. Ho ricevuto tantissimi insulti e hanno cercato di zittirmi. I miei post? Pubblico le bandiere, gli slogan, scrivo che non molliamo contro la fabbrica delle polveri, messaggi semplici ma senza scrivere offese nei confronti di chicchessia.

Io sono una persona pulita, non ho fatto male a nessuno, e queste cose non dovrebbero succedere. Ma a Cadelbosco oggi si respira repressione, in 50 anni non si era mai registrata una situazione del genere: sono intanti a dirlo. Il paese è diventato invivibile. Su facebook, dopo che ci hanno querelati, sono arrivati a dichiarare che siamo “tutti colpevoli”. Invece vuole scommettere che saranno loro a essere condannati?”.

In attesa che i magistrati si pronuncino, qualcuno dovrebbe occuparsi seriamente di quello che accade a Cadelbosco, dove gli oppositori sono guardati a vista come se si vivesse in uno stato di sospensione delle libertà democratiche. L’enterno virus del regime, qui più aggressivo che altrove. Nell’immediato, viene da chiedersi se non sia il dio denaro a rendere il clima irrespirabile, quel totem che nelle campagne di Cadelbosco prende la forma di torri alte una trentina di metri ciascuna e che vale decine di milioni di euro. E che muove una miriade di interessi, pochi alla luce del sole e molti non confessati.

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Una risposta a 1

  1. ganassi Mauro Rispondi

    14/03/2020 alle 21:05

    Non c’è peggio al peggio e forse anche i commenti verso questi atteggiamenti da vermi sono superflui….Ed oltre a questo rimane lo squallore delle scelte di una maggioranza che si definisce (di rinnovamento) di un sindaco a cui ogni giudizio sembra “inadatto” e del suo capo prov…che conoscendo molto bene il gergo poletichese si é presentato ai fini elettorali,ed ha dichiarato quanto tutti sappiamo: Io da cittadino di cadelbosco che vorrei un mondo meno NOCIVO,MA ANCHE CHE CREDO CHE LA SINISTRA DEBBA ESSERE QUELLA CHE DIFENDE L’AMBIENTE ,I DEBOLI E L’EQUITA’, DICO A QUESTI SIGNORI CHE SONO DEGLI SPORCACCIONI!!!! Ganassi Mauro

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