8 MARZO – Nel 2019 si sono rivolte ai Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna 4.389 donne (+5%)

Nel 2019, ai 14 centri antiviolenza che fanno parte del Coordinamento dell’Emilia-Romagna hanno chiesto aiuto 4.389 donne. Fra queste, 4.035 donne hanno subito violenza (il 92%). Anche quest’anno, il Coordinamento sceglie la data simbolica dell’8 marzo per presentare i numeri riguardanti l’anno precedente. Sul totale, le donne che hanno preso contatto per la prima volta perche’ hanno subito violenza sono state 3.154; 881 quelle che hanno continuato un percorso iniziato in anni precedenti. Mettendo a confronto i dati del 2019 con quelli raccolti nel 2017 e nel 2018 si evidenzia un aumento costante delle donne accolte, di circa 5% l’anno. Rispetto al 2017, le donne nuove accolte che hanno subito violenza sono aumentate infatti di 302 unita’, pari all’11% (nel 2017 erano state 2.852). 

Il dato disaggregato per centro evidenzia che l’aumento non si verifica in modo omogeneo su tutto il territorio regionale: in alcuni luoghi, come a Bologna e Rimini, la percentuale si presenta maggiore rispetto alla media.

Le donne che si sono rivolte ai centri sono in maggioranza italiane (1.989, il 65%). Nel 2019 le donne provenienti da altri paesi sono state 1.057 (35%), una presenza simile a quella rilevata negli anni precedenti (+1% rispetto al 2018 e sempre +1 rispetto al 2017). Le donne nuove accolte che subiscono violenza con figli sono state 2.165, pari al 74%. Fra di esse coloro che hanno figli vittime di violenza sono il 51% (1.097).

Le donne accolte che subiscono violenze fisiche sono pari al 62% (1.957 donne); coloro che subiscono violenze psicologiche sono l’89% (2.809 donne); coloro che subiscono violenze economiche il 37% (1.170 donne); coloro che sono vittima di violenze sessuali il 14% (443 donne).

La Lega: “Chiediamo da tempo l’istituzione di un Garante regionale per la tutela delle vittime di reato”

“Si tratta di numero allarmanti – commenta una nota del gruppo Lega Emilia-Romagna – che ribadiscono come nel nostro territorio il problema della violenza sulle donne sia ancora sottovalutato, così come quello della sicurezza in generale. La sinistra deve rendersi conto che i problemi ci sono e devono essere risolti”.

“Ed è per fronteggiare questo clima di insicurezza che andiamo da tempo proponendo l’istituzione di un Assessorato alla Sicurezza e Legalità, che abbia competenze sul coordinamento delle Forze dell’Ordine su tutto il territorio regionale. Un assessorato all’interno del quale dovrebbe trovare spazio il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato (Progetto di legge già presentato in questa legislatura regionale dalla Lega), una figura di riferimento per chi ha subito furti o violenze personali, con un ufficio dedicato all’interno dell’ente e aperto ai tanti cittadini che hanno bisogno di sostegno e consulenza” concludono i consiglieri leghisti Matteo Rancan, Lucia Borgonzoni, Fabio Rainieri, Gabriele Delmonte, Stefano Bargi, Daniele Marchetti, Andrea Liverani, Massimiliano Pompignoli, Fabio Bergamini, Maura Catellani, Michele Facci, Matteo Montevecchi, Emiliano Occhi, Valentina Stragliati e Simone Pelloni.

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