Ue l’è morta, ma lei non lo sa
La paura degli europei, la viltà delle classi dirigenti e la verità scomoda di Trump

DI ALESSANDRO BETTELLI

10/2/2020 – Facciamo due conti semplici semplici.

Irlanda e Lussemburgo attuano da decenni il dumping fiscale aggressivo nei confronti dei Paesi membri, violando impunemente le regole europee sulla concorrenza.

La Francia sfora regolarmente il 3% del deficit senza incorrere nelle minacce e sanzioni subite dall’Italia per lo stesso motivo – e Bruxelles nulla dice perché senza Parigi a reggere il moccolo, si vedrebbe troppo bene che la Germania è quella che comanda da sola.

Tutte queste trasgressioni, si badi, non vengono da una supposta “eurofobia”, nazionalismo o “sovranismo populista”: sono dettate dalla necessità e dalle circostanze, da queste regole a taglia unica inadatte alle situazioni nazionali, mentre i governi – asserviti a Bruxelles e Francoforte – sarebbero tutti volonterosi di obbedire, di mostrarsi “europeisti”, di compiacere Berlino scodinzolando. Solo che non possono.

Diciamo di più: la stessa BCE infrange le sue stesse regole bancarie a favore di Deutsche Bank, lasciando che valuti i titoli tossici e derivati che ha in pancia secondo criteri suoi propri, ma non secondo quelli che valgono per le altre banche.

La verità è che, di colpo, nessuno rispetta più le ‘regole’ europee. E allora cosa resta più della UE?

Il referto di morte della UE sembra contraddetto dall’euro. La gente continua ad “aver fiducia” nell’euro. L’euro esiste perché è la sola moneta a corso legale in un insieme economico con 300 milioni di consumatori-produttori.

La visione della tortura inflitte ai greci e i discorsi terroristici dei media e dei cortigiani in caso di uscita dall’euro, fanno sì che per la maggioranza non informata del Vecchio continente, cambiare moneta significa prendere dei rischi che appaiono più immediati dei benefici.

Viltà e paura della classe dirigente che ha fondato tutta la sua residua legittimità sull’europeismo e giustamente teme di perdere il potere, ed è riuscita a trasferire alle popolazioni la paura del futuro.

Di qui la rabbia, il panico, lo scandalo, quando è apparso un Trump che dice dell’Europa che è una colonia della Germania e serve solo al lei, che attraverso essa Berlino esporta con moneta sopravvalutata, che non è che una burocrazia soffocante, che blocca lo sviluppo dei paesi membri. E’ la paura della verità. Nuda e cruda, alla Donald.

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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    10/02/2020 alle 19:04

    Certo che il Donald non è il miglior giudice ! Infatti ha già colonizzato l’Inghilterra e vorrebbe farlo con il resto dell’Europa. Semmai il problema è quello di una classe politica europea debole; al riguardo quale politico di qualità non è certo Salvini , a cui nessuno darebbe il pass per blaterare anche in Europa!

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