Dimissioni da Sicrea, scontro finale in Legacoop
Nicola Adriano attacca l’ex presidente Luca Bosi
Situazione grave, “autocelebrazione fuori luogo”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

8/2/2020 – Le dimissioni di Luca Bosi da Sicrea Group – la società di costruzioni che dal 2011 ha raccolto i cantieri attivi e il personale di diverse cooperative finite nel baratro come Cmr Reggiolo, Orion e CdC, – non sono state indolori. Proprio per nulla. Sarebbero anzi l’esito di uno scontro drammatico intorno alla conduzione e ai risultati della società – che a quanto pare non naviga in buone acque – culminato il 28 gennaio in una seduta rovente del consiglio di amministrazione, nel corso della quale Bosi ha gettato la spugna.

Lo si desume da un messaggio dai toni gelidi che l’amministratore delegato di Sicrea Nicola Adriano ha pubblicato in una chat di WhatsApp dei dirigenti Sicrea. Adriano infatti smentisce recisamente l’autenticità del comunicato emesso il 4 febbraio da Bosi, due ore dopo che Reggio Report aveva pubblicato la notizia delle dimissioni.

Luca Bosi

O meglio: Adriano smentisce “in modo assoluto” che quel comunicato stampa sia stato emesso da Sicrea “nelle persone abilitate”. Insomma, Bosi avrebbe diramato la nota del 4 febbraio, una settimana dopo le dimissioni, lasciando credere che fosse ufficiale, mentre non aveva più il titolo di parlare a nome dell’azienda. E’ quanto in sostanza afferma Adriano, che prende decisamente le distanze dai contenuti del comunicato, dichiarandosi “sorpreso e fortemente contrariato”.

Bosi (qui sotto il suo comunicato) aveva scritto di “otto anni intensi e bellissimi” magnificando i “700 milioni di euro di appalti e le 630 persone che differentemente sarebbero rimaste disoccupate, nonchè “la creazione di una prospettiva per oltre 200 lavoratori” . Ma, aveva aggiunto, il piano 2018-2020 va “rimodulato” alla luce delle mutate “condizioni esterne”, e per questo ” ho ritenuto corretto che questo lavoro venisse affidato ad altri, lasciando comunque una realtà pienamente operativa e totalmente in produzione sugli oltre 60 cantieri sparsi in tutta Italia”.

Traduzione: Sicrea ha fallito gli obiettivi del piano strategico, e soci hanno deciso che Bosi deve sloggiare. Del resto, con le presidenze del Ccfs e di Boorea, gli impegni non mancano.

Nicola Adriano

Il whatsapp di Adriano, non lascia dubbi. Il giudizio su Bosi è sprezzante, soprattutto per una “pratica autocelebrativa fuori luogo”. Ecco cos’ha scritto non ai media, ma ai dirigenti Sicrea: “Ho letto ora gli articoli di stampa presenti sui giornali e On Line che riportano la notizia delle dimissioni di Bosi. Sono sorpreso e fortemente contrariato per alcuni passaggi che riguardano lo stato attuale del Gruppo che meriterebbero ben altri commenti. Smentisco in modo assoluto che Sicrea (nelle persone abilitate) abbia emesso un comunicato stampa autorizzato come riportato da “Reggioreport”.

Spiace constatare che in un momento così complesso per Sicrea, i suoi soci, lavoratori, fornitori, la sobrietà e il riserbo abbiano lasciato posto ad una pratica auto celebrativa completamente fuori luogo. Adriano Nicola” .

L’uomo che oggi ha in mano la patata bollente di Sicrea non poteva essere più chiaro. Facciamo solo notare che di scontri, guai e giochi interni a Sicrea e a Legacoop non può certamente farsi carico Reggio Report, che anzi ha contribuito a diradare molte nebbie, nello spirito che contraddistingue da sempre questa testata.

Per comprendere bene la situazione, bisogna tenere presente che Sicrea costituisce l’ultimo baluardo del sistema Legacoop nel settore delle costruzioni, un tempo alfa e omega di ogni fortuna cooperativa a Reggio e in Emilia, e in pochi anni ridotto a un cumulo di macerie. Una malaugurata fine di Sicrea , che pure cooperativa non è , sarebbe il fallimento di un tentativo di rinascita e l’epitaffio su una storia di oltre un secolo, questa volta senza appello.

Luca Bosi, da dirigente della Reggiolo e “costruttore” di Sicrea ha scalato i vertici di Legacoop sino a diventare presidente dell’Alleanza Cooperativa e e sino all’ottobre scorso vicepresidente vicario della struttura territoriale Emilia Ovest con Andrea Volta, per assumere infine la presidenza della finanziaria Ccfs, dove ha avviato un controverso piano di ristrutturazione.

Nicola Adriano, amministratore delegato di Sicrea con pieni poteri da novembre, è a sua volta un pezzo da novanta della cooperazione reggiana. Già direttore generale di Coopservice, era approdato a Sicrea su indicazione di Par.co dopo il salvataggio avvenuto quattro anni fa con una robusta iniezione di capitale: 5,5 milioni di euro.

Conclusione: lo scontro non è circoscritto all’azienda, ma inevitabilmente coinvolge il vertice di Legacoop Emilia Ovest, che da qualche mese è guidata da Edwin Ferrari, in una sorta di ticket con Volta a sua volta approdato ad Alleanza 3.0.

Che comunque la situazione di Sicrea Group fosse molto diversa da quella dipinta dal comunicato (a questo punto attribuibile non gruppo, bensì alla persona dell’ex presidente) lo si è capito da un post firmato col nickname La Verità a commento del’articolo di Reggio Report sulle dimissioni.

Post che parla di “situazione disastrosa” di Sicrea, e addirittura conclude augurando a Bosi di doversi dimettere da tutte le altre cariche “così capirai cosa vuol dire veramente rimanere senza occupazione (anche se ne uscirai in piedi)“.

Di seguito il post firmato La Verità, il link all’articolo di Rep e il testo integrale del comunicato di Luca Bosi

IL POST: “UNA SITUAZIONE DISASTROSA”

“Il comunicato di cui sopra NON è un comunicato ufficiale di Sicrea bensì una pratica auto celebrativa scritta da Bosi e fatta pubblicare da tutte le testate giornalistiche. Sicrea risulta abbia preso nettamente le distanze da tali comunicati Bosiani. La situazione del gruppo è disastrosa e verrà resa nota dal 3 marzo giorno in cui si riunirà il CDA. si preannunciano nubi nere all’orizzonte sull’operato della presidenza uscente che si auto celebra vincente ma che i fatti stanno dimostrando essere stata disastrosa. E’ dal 2016 che il fuggi fuggi di “intelligenze” interne ha contribuito a disperdere sapere, conoscenze, storicità, motivazioni a vantaggi di pochi eletti senza capacità imprenditoriali. Direttori sulla carta di estrazione completamente differente rispetto ai valori cooperativi hanno contribuito a lasciare una eredità pesante a chi oggi deve risolvere una grana irrisolvibile. Cari giornalisti scrivete dei cantieri acquisiti palesemente sotto ai costi dal 2018 ad oggi e così dimostrerete il lavoro di costoro anzichè pubblicare comunicati divergenti dalla realtà. Caro Bosi la speranza di tutti coloro i quali ti hanno conosciuto è che presto ti costringano a dimetterti da tutte le attuali cariche così capirai cosa vuol dire veramente rimanere senza occupazione (anche se ne uscirai in piedi)”.

IL COMUNICATO DI BOSI: GRAZIE PER QUESTI OTTO ANNI INTENSI E BELLISSIMI

Luca Bosi, nel corso del Consiglio di Amministrazione dello scorso 28 gennaio, ha comunicato le dimissioni da presidente di Sicrea Group. “Sono stati otto anni davvero intensi e bellissimi – ha spiegato Bosi –, abbiamo prodotto 700 milioni di euro di appalti e ricollocato 630 persone che differentemente sarebbero rimaste disoccupate e si è creata una prospettiva per più di 200 lavoratori. Tutto questo a livello umano prima ancora che professionale significa una esperienza unica. Ora – in pieno spirito cooperativo – è venuto il tempo di dare spazio a nuove esperienze e professionalità, già al lavoro per elaborare un piano che rimoduli quello 2018-2020 anche alla luce delle evoluzioni di un settore che, come dicono chiaramente gli indicatori, non ha ancora trovato una via di uscita dalla crisi. Di fronte a condizioni esterne mutate (rispetto a quelle che si prevedevano a piano) è opportuno agire in tal senso e visto che ho sempre pensato non esistano “uomini per tutte le stagioni” ho ritenuto corretto che questo lavoro venisse affidato ad altri, lasciando comunque una realtà pienamente operativa e totalmente in produzione sugli oltre 60 cantieri sparsi in tutta Italia.

Nel mese di giugno dello scorso anno inoltre sono stato chiamato a ricoprire un incarico di grande responsabilità alla guida di CCFS, questo richiede tutto il mio tempo e il mio impegno. Grazie a tutti i colleghi, ai soci e ai collaboratori che in questi anni mi sono stati accanto, protagonisti insieme di questa avventura”. 

“Il Consiglio di Amministrazione rimane pienamente in carica e le attività gestorie già erano assunte dall’Amministratore Delegato nominato lo scorso novembre. Il Cda di Sicrea Group ha voluto ringraziare Bosi per la qualità e la dedizione del lavoro messo in atto negli anni. “Una famiglia rimane per sempre” è stato detto al termine della seduta“.

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8 risposte a Dimissioni da Sicrea, scontro finale in Legacoop
Nicola Adriano attacca l’ex presidente Luca Bosi
Situazione grave, “autocelebrazione fuori luogo”

  1. Pierluigi Rinaldo Rispondi

    08/02/2020 alle 22:22

    ahahah, che buffonata made in Reggio! Meritiamo l’estinzione!

  2. fausto Poli Rispondi

    09/02/2020 alle 15:01

    Mi pare che le scatole cinesi siano all’ ordine del giorno.

  3. Carlo Menozzi Rispondi

    09/02/2020 alle 20:55

    Volano gli stracci… D’altra parte visti i personaggi…

  4. Gogol Rispondi

    10/02/2020 alle 20:36

    Legacoop poteva considerarsi un soggetto autorevole. .almeno Fino a qualche anno fa. Una nuova generazione di dirigenti quarantenni, abili solo a postare proclami per sottolineare il proprio operato, ha purtroppo contribuito a generare questi risultati. I danni più consistenti li hanno prodotti nelle aziende coop, atteggiandosi a top manager, senza averne però gli skills e la visione del mutato contesto competitivo. Il fatto che poi fluttuino da un incarico all’altro e da un settore all’altro, senza alcun specifico background, è indice del peggior malcostume politico.
    A questo punto vediamo a quanto ammmenterà il buco, o presunto tale…il capitale di questa società non è sicuramente tale da assorbire perdite shock. sintomatico che quella bella opera di cementificazione che sorgerà dietro all’ospedale sia appannaggio di sic rea. È vero come si dice in giro che il contrattoconconad è stato sottoscritto ad una cifra sensibilmente inferiore al presunto costo dell’appalto?

  5. La Verità Rispondi

    12/02/2020 alle 09:26

    Certamente Gogol, i numeri di quel cantiere sono i seguenti: appalto tra committente ed impresa 12 milioni, costi diretti e indiretti di cantiere 12.825.000 euro; a questi costi andrebbero aggiunti spese generali d’impresa e utile d’impresa (cosa non applicata). Nessuna altra azienda in gara scese in trattativa sotto ai 13.500.000 € circa di offerta. Il cantiere, come tutta Reggio può vedere, è iniziato a Maggio 19 e non è ancora fuori terra!
    E non è finita qui: altri appalti sono stati acquisiti dal gruppo sotto ai costi: piattaforma Rossetto a MN, capannone 17 ex Reggiane RE e molti altri ancora sia privati che pubblici; inoltre i tempi di esecuzione lenti creano ulteriori maggiori costi mai riconosciuti dalle committenze.
    Questi sono i risultati delle strategie commerciali dal 2018 ad oggi dell’ex Presidente e del suo Direttore Commerciale (ex Unieco). La strada del baratro in questo modo è spianata.E chi paga tutto ciò??? I soci del gruppo, ossia le finanziarie del mondo cooperativo, ossia i cittadini che hanno ancora in alcune coop i loro risparmi (prestito sociale). VERGOGNA

  6. Pietro Rispondi

    17/02/2020 alle 10:42

    Spiace per gli ex colleghi di lavoro
    Sperando in una soluzione della crisi in positivo. La fine dei rottamatori era scritta da tempo segnali erano già comparsi con il mantenimento di cariche dirigenziali inconpetenti . Per giustizia terrena il rottamatori dovrebbe dimettersi anche dalle altre cariche che gli sono state affidate non per meriti sicuramente.

  7. Guinzagu Rispondi

    17/02/2020 alle 17:04

    Legacoop dirama comunicati in cui chiama in causa previsioni di crescita non avveratesi e bassissime marginalità. Abbiamo però scoperto che venivano deliberatamente acquisiti lavori palesemente sottocosto, probabilmente per gonfiare i numeri e farli sembrare il più possibile simili al piano “sogni di gloria in costruzione”.
    Le responsabilità sono tante ed emergono dopo che la stessa persona ha sparato a zero sui manager di altre coop Che se sbagliano o se non leggono bene il contesto Devono Andare a Casa. E ora che fa? Finanza! Sì, dopo aver giocato al casinò con le commesse si mette a fare finanza…il tutto senza vergogna, anzi autocelebrandosi con un comunicato stampa che sembra un autogol segnato da un giocatore che esulta anche se ha sbagliato porta.
    Vergogna? Non credo conosca questa parola, aspettiamo fuduciosi tutte le giustificazioni di rito, consapevoli del fatto che esistono poltrone per tutte le stagioni.

  8. Guido Rispondi

    25/02/2020 alle 17:14

    Conoscendo il sistema, e il protagonismo di questo fantastico personaggio che risponde. al nome di Bosi, solo degli sprovveduti e o persone illuminati dal vecchi pensiero politico, hanno potuto pensare che questo personaggio fosse la soluzione ai problemi, questo è stato un modo perché nessuno socio o altri promovessero una azione di responsabilità verso i vari amministratori responsabili delle vecchie cooperative!!! Ne vedremo delle belle!, se il movimento non è in grado di fare pulizia al suo interno, questo è solo l’Inizio della fine!!!!!!

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