Parmigiano Reggiano Non scattano i dazi Trump al 25%, ma il danno c’è lo stesso: dimezzato l’export in Usa
Corto circuito tra Bertinelli-Consorzio e Bertinelli-Coldiretti

18/2/2020 – L’Italia è uscita sostanzialmente indenne dalla revisione della lista dei prodotti soggetti a dazi che gli Usa avevano emanato lo scorso ottobre a seguito della sentenza del Wto sul caso Airbus. Dal confronto tra i codici doganali riportati dall’ufficio del rappresentante Usa per il commercio (Ustr), nelle due liste di ottobre e odierna non risultano infatti colpiti prodotti italiani. E’ stato quindi scongiurato il rischio che la revisione potesse estendersi ad altri importanti settori del nostro export sul mercato Usa. Lo riferisce l’Ansa.

In sostanza Usa hanno deciso di non alzare i dazi al 25% imposti lo scorso ottobre a vari prodotti europei (compreso il Parmigiano Reggiano) e avrebbero compiuto solo “lievi modifiche” alla lista, rimuovendo ad esempio il succo di prugna ma aggiungendo i coltelli da cucina importati da Francia e Germania. L’ufficio per il commercio Usa si riserva comunque di cambiare le merci colpite dalla tariffe.

Sostanzialmente, Washington ha deciso soltanto di inasprire i dazi, dal 10 al 15%, sui velivoli Airbus importati dall’Europa a partire dal 18 marzo. Lo ha annunciato l’ufficio del rappresentante del Commercio americano, sulla base della sentenza Wto contro i sussidi pubblici europei al consorzio Airbus. 

“Con la leadership del presidente Trump, gli Usa hanno vinto il più grande premio nella storia del Wto il 2 ottobre del 2019 quando sono state autorizzate contromisure su 7,5 miliardi di beni” per pratiche commerciali scorrette nell’Unione europea e nel Regno Unito, si legge nella nota del rappresentante al Commercio americano nella quale si annunciano i nuovi dazi. Lo scorso ottobre Washington aveva imposto tariffe del 10% agli aerei di Airbus e del 25% su vari prodotti europei, in gran parte del settore agroalimentare (anche italiano), dai formaggi alle olive, dai vini al whisky. Washington si dichiara comunque disponibile ad raggiungere un accordo negoziato sulla disputa relativa ai sussidi ai colossi dell’industria aerea. In aprile e’ attesa un’analoga sentenza del Wto sui sussidi pubblici Usa all’americana Boeing. 



Bellanova, lavoro Italia ed Europa ha dato suoi frutti
“Il lavoro fatto in questi mesi ha dato i suoi frutti. L’agroalimentare italiano non compare nella lista dell’Ustr americana appena pubblicata dei prodotti soggetti a dazi. Abbiamo scongiurato il rischio che le nostre eccellenze subissero danni irreparabili”. Così, in una nota, la ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova. “Nell’incontro avuto con il Segretario all’Agricoltura Usa Perdue il 30 gennaio scorso – sottolinea Bellanova – lo avevo ribadito a chiare lettere: tenere l’agroalimentare italiano fuori dalla vicenda Airbus. E avevo registrato condivisione e disponibilità. Oggi raccogliamo i risultati dell’impegno messo in campo e di un grande lavoro di squadra. In Italia e in Europa”.

Nicola Bertinelli all’ultima assemblea del Consorzio Parmigiano Reggianon


Entusiasmo del Consorzio Parmigiano Reggiano. Dichiarazione di Bertinelli

“Il Consorzio del Parmigiano Reggiano accoglie con entusiasmo la notizia che gli Usa hanno deciso di non alzare i dazi al 25% imposti lo scorso ottobre a vari prodotti europei. Abbiamo lavorato nella direzione giusta, facendo squadra con le altre Indicazioni Geografiche, credendo fermamente che la Commissione Europea fosse l’unico tavolo al quale portare avanti la negoziazione, evitando di disperdere energie portando avanti diversi interessi da parte delle singole classi di rappresentanza”. E’ il commento di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano che sottolinea la necessità di mantenere “nervi saldi e credere di più nell’Europa come Istituzione: il Parmigiano Reggiano è in prima linea in quest battaglia , considerando che il mercato americano rappresenta per noi il secondo mercato estero, con ben 10 mila tonnellate di prodotto esportato ogni anno ed enormi capacità di crescita. Il fatto che gli Usa abbiano deciso di non incrementare ulteriormente i dazi “porterà sicuramente un clima più disteso e oggettivo e – ci auguriamo – un riequilibrio del mercato con un prezzo all’origine più alto”.

Nondimeno le conseguenze del limitato aumento dei dazi sono pesanti, come riferisce una analisi di Coldiretti Emilia-Romagna: “Le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano negli Stati Uniti sono praticamente dimezzate nei due mesi successi all’entrata in vigore dei dazi il 18 Ottobre 2019″, scrive l’associazione presieduta proprio da Bertinelli, che fra l’altro continua a parlare di incremento dei dazi Usa al 25%. Le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano negli Usa dopo i dazi sono crollate rispetto all’anno precedente del 54% a novembre e del 43% in dicembre ma effetti negativi si sono verificati anche negli altri settori interessati”.

Il comunicato di Bertinelli come Coldiretti Emilia-Romagna non sprizza certo l’entusiasmo della dichiarazione all’Ansa di Bertinelli come presidente del Consorzio. Il corto circuito è evidente, e la confusione è davvero grande sotto il cielo se Bertinelli non riesce nemmeno a mettersi d’accordo con se stesso”.

Di certo il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini (del quale Nicola Bertinelli è il vicario parla di “impatto pesante”, anche se “almeno per i prossimi 120 giorni l’importante lavoro diplomatico che è stato svolto ha scongiurato la minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy, dal vino all’olio fino alla pasta, che erano inizialmente ricompresi nella black list Usa”.

L’obiettivo di Coldiretti è evidente: “Occorre riprendere la via del dialogo con gli Usa ma anche – martella Prandini – attivare al più presto aiuti compensativi ai settori che restano colpiti e che per l’Italia rappresentano in valore più del 10% del totale delle esportazioni in Usa” .

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