Multiappalti comunali
a Reggio in sciopero i lavoratori coop Acapo
“Pagateci come gli altri, non siamo carne da macello”

16/2/2020 – Le lavoratrici ed i lavoratori della Società Cooperativa Acapo hanno deciso di incrociare le braccia scioperando per l’intera giornata di Lunedì 17 Febbraio con presidio e volantinaggio dalle 10.00 alle 12.00 in Piazza Scapinelli, a Reggio Emilia.

Si tratta di lavoratori in appalto presso la Centrale operativa del Comune di Reggio Emilia e i servizi dell’Anagrafe, dove svolgono attività di ricezione di segnalazione di guasti, richieste di interventi e reclami relativi al patrimonio comunale da parte dei cittadini, trasmissione ordine di lavoro a ditte esterne, pronto intervento, controllo ordini, controllo contabilità, gestione illuminazione pubblica, gestione calore e gestioni appuntamenti dei cittadini.

il Municipio di Reggio Emilia

“Scioperano per chiedere di avere retribuzioni in linea con quelle dei dipendenti comunali, come previsto dal contratto commerciale tra Acapo e il Comune – spiega la Filcams Cgil Reggio Emilia – mentre oggi hanno retribuzioni fortemente inferiori. Scioperano per dire basta agli appalti al massimo ribasso. Nonostante le richiesta che abbiamo inviato ad Acapo Soc Coop. ed allo stesso Committente titolare dell’appalto, il Comune di Reggio Emilia, si protrae l’assenza di una risposta alle maestranze”.

“Crediamo che il rispetto delle condizioni contrattuali e normative nei cambi appalto stabilisca il principio fondamentale della “genuinità” nella nostra Regione e Provincia – continua il sindacato – il ridurre il trattamento economico non porta che ad una condizione di “appalto al massimo ribasso e se la nostra Provincia decide di aggiudicare le gare al ribasso, riducendo il salario dei lavoratori e farne “ carne da macello “, la Filcams Cgil non ci sta. Chiediamo pubblicamente – conclude la categoria – la volontà politica di risolvere la situazione da troppo tempo ignorata e denunciata”.

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Una risposta a 1

  1. josuè Rispondi

    17/02/2020 alle 17:14

    Meno male che qualcuno comincia a sollevare il problema delle coop prestatrici di mano d’opera e servizi per pagare minor retribuzioni.
    E la nuova riforma sugli appalti di sola o prevalenza di m.o. non si applica, col controllo delle retribuzioni da parte della stazione appaltante ?

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