Luca Bosi (presidente Ccfs) si è dimesso da Sicrea Group
Tutto il potere a Nicola Adriano

4/2/2020 – Nuovo giro di valzer nel mondo Legacoop. Luca Bosi si è dimesso dalla presidenza di Sicrea Group, la società che a partire dal crac della Cmr Reggiolo ha recuperato cantieri e personale di diverse coop collassate in modo rovinoso: da Cmr a Orion, da Cmc di Modena a Mecoop. Il gruppo – che ha la sede operativa a Modena ma ha mantenuto la sede legale a Reggio Emilia in via Gandhi – controlla le società Sicrea, Siteco, Sitecofer, Sirav, Sidea e Siteco Dakar, che in Senegal sta realizzando la sede dell’Istituto italiano di cultura.

Fonti aziendali hanno confermato la notizia (che potrebbe essere annunciata ufficialmente a breve). Del passo indietro di Bosi si parla da qualche tempo, dopo che il manager ex Reggiolo – al quale è stata poi affidata l’operazione Sicrea – e da anni alla guida di Boorea è succeduto a Lino Versace nella carica di presidente della finanziaria cooperativa Ccfs.

Dimissioni che si spiegano con l’esigenza di sgombrare il campo da possibili conflitti d’interesse, in considerazione del fatto che il Ccfs è intervenuto, e potrebbe intervenire, a sostegno di Sicrea.

Luca Bosi

Le redini del gruppo sono ora affidate a Nicola Adriano – ex direttore generale Coopservice – amministratore delegato e “uomo forte” imposto nel settembre 2016 da Par.co (partecipazioni cooperative di Legacoop Reggio), Coopfond e dalla finanziaria Sofinco di Modena, che avevano disinnescato il crac di Sicrea con un maxi aumento di capitale di oltre 5 milioni di euro.

I conti del gruppo, peraltro, non vanno benissimo e continuano a risentire di un quadro economico e finanziario difficile, che ha ancora il suo punto di caduta proprio nel settore costruzioni. Il bilancio 2018 (l’ultimo disponibile) si era chiuso un utile di 2 mila euro a fronte di un fatturato in crescita a 128 milioni. E comunque non si parla più del progetto di costituire una nuova cooperativa nazionale delle costruzioni, che avrebbe dovuto assorbire anche le attività di Sicrea.

IL COMUNICATO DI SICREA.

BOSI: “OTTO ANNI INTENSI E BELLISSIMI. GRAZIE A TUTTI”

4/2/2020 – Poco prima delle 13 SICREA ha emesso questo comunicato ufficiale sulle dimissioni del presidente Luca Bosi.

Luca Bosi, nel corso del Consiglio di Amministrazione dello scorso 28 gennaio, ha comunicato le dimissioni da presidente di Sicrea Group. “Sono stati otto anni davvero intensi e bellissimi – ha spiegato Bosi –, abbiamo prodotto 700 milioni di euro di appalti e ricollocato 630 persone che differentemente sarebbero rimaste disoccupate e si è creata una prospettiva per più di 200 lavoratori. Tutto questo a livello umano prima ancora che professionale significa una esperienza unica. Ora – in pieno spirito cooperativo – è venuto il tempo di dare spazio a nuove esperienze e professionalità, già al lavoro per elaborare un piano che rimoduli quello 2018-2020 anche alla luce delle evoluzioni di un settore che, come dicono chiaramente gli indicatori, non ha ancora trovato una via di uscita dalla crisi. Di fronte a condizioni esterne mutate (rispetto a quelle che si prevedevano a piano) è opportuno agire in tal senso e visto che ho sempre pensato non esistano “uomini per tutte le stagioni” ho ritenuto corretto che questo lavoro venisse affidato ad altri, lasciando comunque una realtà pienamente operativa e totalmente in produzione sugli oltre 60 cantieri sparsi per l’Italia.

Nel mese di giugno dello scorso anno inoltre sono stato chiamato a ricoprire un incarico di grande responsabilità alla guida di CCFS, questo richiede tutto il mio tempo e il mio impegno. Grazie a tutti i colleghi, ai soci e ai collaboratori che in questi anni mi sono stati accanto, protagonisti insieme di questa avventura”. 

La nota di SICREA così prosegue: “Il Consiglio di Amministrazione rimane pienamente in carica e le attività gestorie già erano assunte dall’Amministratore Delegato nominato lo scorso novembre. Il Cda di Sicrea Group ha voluto ringraziare Bosi per la qualità e la dedizione del lavoro messo in atto negli anni. “Una famiglia rimane per sempre” è stato detto al termine della seduta“.

Luca Bosi, 44 anni, sposato, un figlio vive a Luzzara. Dopo la laurea in filosofia svolge diverse esperienze lavorative e approda nel 2008 alla cooperazione con il ruolo di funzionario commerciale.

È presidente di Sicrea Group dal 2012, di Boorea Emilia Ovest dal 2014 e da giugno 2019 di Ccfs, ruoli di responsabilità primaria che ne hanno accresciuto il percorso formativo manageriale

Il Consiglio di Amministrazione rimane pienamente in carica e le attività gestorie già erano assunte dall’Amministratore Delegato nominato lo scorso novembre.Il Cda di Sicrea Group ha voluto ringraziare Bosi per la qualità e la dedizione del lavoro messo in atto negli anni. “Una famiglia rimane per sempre” è stato detto al termine della seduta.

Luca Bosi, 44 anni, sposato, un figlio vive a Luzzara. Dopo la laurea in filosofia svolge diverse esperienze lavorative e approda nel 2008 alla cooperazione con il ruolo di funzionario commerciale. È presidente di Sicrea Group dal 2012, di Boorea Emilia Ovest dal 2014 e da giugno 2019 di Ccfs, ruoli di responsabilità primaria che ne hanno accresciuto il percorso formativo manageriale

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12 risposte a Luca Bosi (presidente Ccfs) si è dimesso da Sicrea Group
Tutto il potere a Nicola Adriano

  1. jolly Rispondi

    04/02/2020 alle 14:57

    Non è una fuga a causa della difficile situazione di Sicrea ?
    Come sempre, anziché un tecnico o un capocantiere, si mette in un’impresa edile a capo un ragioniere. I coop.ri non hanno ancora capito niente dai disastri Tecnon, Coopsette e Unieco ?

  2. jolly Rispondi

    05/02/2020 alle 09:06

    Tra l’altro è strano che uno , che è stato presidente fin dall’origine, si dimetta prima dell’assemblea di bilancio.

  3. Rino Ceronte Rispondi

    05/02/2020 alle 11:27

    Bando alle ciance, il piano industriale che prevedeva per il 2020 ben 200 milioni di fatturato si è rivelato irrealizzabile, il fatturato 2019 non è stato in line con le previsioni e la proiezione di quello 2020 è tragicamente diverso da quello del piano industriale.
    Tutto lascia presagire che la sostituzione avvenuta repentinamente sia il frutto di un bilancio 2019 molto negativo.
    I soci si sono resi conto che il progetto di Bosi è insostenibile e gli hanno chiesto di farsi da parte.
    La domanda che Voi giornalisti dovreste fare a Nicola Adriano è: Sicrea Spa ha un futuro?

  4. fausto Poli Rispondi

    05/02/2020 alle 15:51

    Lettera aperta agli elettori di sinistra: aSicrea nasce dalle ceneri di UNIECO. UNIECO FALLISCE CON DEBITI ESOSI IN PANCIA. ANCORA I DEBITI FANNO MALE AI FORNITORI. SICREA PYO’ CRESCERE, MA COME ?

  5. La Verità Rispondi

    05/02/2020 alle 17:23

    Il comunicato di cui sopra NON è un comunicato ufficiale di Sicrea bensì una pratica auto celebrativa scritta da Bosi e fatta pubblicare da tutte le testate giornalistiche. Sicrea risulta abbia preso nettamente le distanze da tali comunicati Bosiani. La situazione del gruppo è disastrosa e verrà resa nota dal 3 marzo giorno in cui si riunirà il CDA. si preannunciano nubi nere all’orizzonte sull’operato della presidenza uscente che si auto celebra vincente ma che i fatti stanno dimostrando essere stata disastrosa. E’ dal 2016 che il fuggi fuggi di “intelligenze” interne ha contribuito a disperdere sapere, conoscenze, storicità, motivazioni a vantaggi di pochi eletti senza capacità imprenditoriali. Direttori sulla carta di estrazione completamente differente rispetto ai valori cooperativi hanno contribuito a lasciare una eredità pesante a chi oggi deve risolvere una grana irrisolvibile. Cari giornalisti scrivete dei cantieri acquisiti palesemente sotto ai costi dal 2018 ad oggi e così dimostrerete il lavoro di costoro anzichè pubblicare comunicati divergenti dalla realtà. Caro Bosi la speranza di tutti coloro i quali ti hanno conosciuto è che presto ti costringano a dimetterti da tutte le attuali cariche così capirai cosa vuol dire veramente rimanere senza occupazione (anche se ne uscirai in piedi).

  6. Alex Novelli Rispondi

    06/02/2020 alle 00:51

    Bosi…personaggio in carriera proveniente dal partito, riuscito a infilarsi nel mondo della cooperazione. Entrambi (partito e cooperazione) sono messi parecchio male. La mediocrita’ al potere, tanto chi paga i buchi? Non Bosi, non il partito…

  7. Rino Ceronte Rispondi

    06/02/2020 alle 07:40

    “La Verità” fammi capire, vuoi dire che l’Ex Presidente Bosi, ha inviato un comunicato stampa a nome dell’Impresa senza averne titolo in quanto già fuori dall’Impresa? Se così fosse mi auguro che il nuovo Presidente, cioe’ l’unico che ha titolo a parlare a nome dell’Impresa, prenda immediatamente posizione e provvedimenti.
    Appare una situazione alquanto grave e promette altri colpi di scena, l’ex Presidente è ancora Presidente di CCFS e Borea.

    • La verità Rispondi

      06/02/2020 alle 11:53

      Esattamente, è proprio così

  8. gio Rispondi

    06/02/2020 alle 12:24

    Non si nasce geni o grandi manager; occorre lunga esperienza e , specialmente nell’edilizia, conoscenza e specializzazione.
    Purtroppo gli ambiziosi, già contestati in precedenza per default ( vedi Coop. Reggiolo), non hanno alcuna modestia di tornare alle origini, specie se ritengono di essere dei buoni parolai di partito.
    Bosi non era anche ( o forse lo è ancora), il vicepresidente di Legacoop ? Però la colpa è solo sua od anche di chi avalla o tollera queste ambizioni ? Se non avesse avuto la tessera avrebbe potuto emergere ? Ecco perché la coop.ne paga un così duro prezzo. Non è così avvenuto anche per Alleanza 3.0 ?

  9. Ai noi Rispondi

    06/02/2020 alle 21:53

    Intervista 2019:
    Veniamo alla crisi dell’edilizia: molte grandi coop sono saltate con evidenti responsabilità manageriali. Cosa si sente di dire ai soci che hanno perso tutto?
    «Mi sentirei di chiedere scusa per non essere stati all’ altezza come sistema cooperativo di leggere un contesto e di limitare le sofferenze venute dopo. Se un manager si è dimostrato inadeguato deve andare a casa».

    È successo?
    «A volte sì e a volte no»

    E stavolta????

  10. gio Rispondi

    07/02/2020 alle 19:01

    Non preoccupatevi. La rete per quelli che sono in alto opererà ed riserverà un posto di riguardo ( ed anche di prestigio)! Non è avvenuto così anche per quello di Tetcon e per il modesto ex presidente parmigiano di Legacoop ?
    Purtroppo non è così per chi lavora duro sui cantieri e negli uffici, perché cooperatori di serie B !
    Poveri Vergnanini e Prampolini. I nipoti e pro nipoti hanno distrutto tutti i loro sacrifici ed ideali.

  11. patty Rispondi

    13/02/2020 alle 12:38

    Uomini ambiziosi senza competenze ma soprattutto senza gli ideali dell’origine del movimento cooperativo…..sfruttano i soci lavoratori per il tempo necessario per poi andare a fare danni in altre realtà societarie con superfunzioni e megastipendi senza professionalità in tasca (meritocrazia)…
    I dipendenti fanno solidarietà per il bene dell’azienda ed il dirigente stipendio pieno, neppure il buon senso di condividere i momenti difficili (spirito mutualistico)
    In campagna elettorale avete forse sentito delle scuse per tutto ciò…
    Molta esaltazione, senza un minimo di mea culpa nei confronti di tutti i lavoratori delle cooperative azzerate, derubate di tutto il patrimonio costruito dai nostri padri.
    Le aziende sono morte a causa della mente e dell’incapacità dei propri imbarazzanti dirigenti. Troppe cravatte e mancata capacità imprenditoriale (molta apparenza e pochissima sostanza).

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