Ipocrisia, repressione e maschilismo sinistro a Cadelbosco
“Puttana”: il presidente Anpi insulta e spintona una oppositrice nella sala consiliare

14/2/2020 – E meno male che poco prima il Pd in consiglio comunale, a Cadelbosco Sopra, aveva approvato un “manifesto” contro la comunicazione ostile, pomposamente intitolato “Io ho stile”. Sì, proprio a Cadelbosco, la repubblica autonoma dove domina ancora il vecchio stalinismo e vige la repressione degli oppositori, che si spinge sino al divieto di esporre lenzuoli di protesta contro la fabbrica delle polveri, e alla convocazione in caserma dei cittadini oppositori. Manon bastava: ora si èarrivati all’insulto maschilista e all’aggressione fisica. Altro che “manifesto contro la comunicazione ostile”, altro che stile: questa è ipocrisia bella e buona. In quella repubblica autonoma, quando perdono il lume della ragione a sinistra affondano come minimo nella mala educacion.

Il Muncipio di Cadelbosco Sopra, esempio di architettura del periodo fascista

In proposito, ieri sera la sala consiliare di Cadelbosco è stata teatro di un episodio inqualificabile, protagonista non un cittadino qualsiasi, non un bieco fascista e ancora peggio leghista, Dio ci scampi, bensì il presidente della locale sezione Anpi, Ivano Manicardi.

Al termine della seduta, l’educatissimo presidente dell’Associazione partigiani ha aspettato al varco la signora Anna Barbieri, una delle oppositrici della “fabbrica delle polveri”, che aveva assistito alla riunione insieme al marito. Nel corso della discussione la signora avrebbe contestato dal pubblico le affermazioni di un consigliere che aveva negato la storia dei cittadini convocati in caserma per i toni usati sui social. Barbieri avrebbe confermato ad alta voce di essere stata chiamata lei stessa dai carabinieri.

Il presidente dell’Anpi di Cadelbosco Ivano Manicardi

Proprio questo, dicono i testimoni, non è andato giù al presidente Manicardi: ha atteso la fine della seduta e l’uscita del pubblico per affrontare la signora Barbieri, snocciolarle in faccia un rosario di improperi (“puttana” il più gentile) e, secondo diverse testimonianze concordanti, aggredirla fisicamente e spintonarla nella sala consiliare. Sarebbe finita peggio se non fosse intervenuto il marito insieme ad altre persone.

L’approvazione, avvenuta poco prima, della mozione del Pd contro i toni usati nei social network, non solo conferma che l’apparente difesa delle buone maniere nasconde una sostanziale intolleranza – considerato appunto il clima di repressione istituito a Cadelbosco – ma che la sinistra cadelboschese galleggia su una quantità industriale di ipocrisia. E dire che nel corso del dibattito un esponente del Pd aveva tuonato che è l’ora di smetterla di dire a una donna “vai a fare la sfoglia, vai a fare i cappelletti”…
Ora molti chiedono non solo le scuse, ma anche le dimissioni di Ivano Manicardi. Molti si aspettavano anche una condanna senza se e senza ma da parte dell’amministrazione comunale, invece – a conferma dell’ipocrisia di cui sopra – sindaco e giunta hanno emesso un belato, tanto per non disturbare il compagno insultatore e – così dicono concordi testimonianze – spintonatore di donne. Il comune derubrica il grave episodio a “diverbio tra due persone”e – silegge in un comunicato – “prende le distanze da ogni tipo di comportamento verbale o fisico che possa ledere il rispetto delle persone e le pacifiche regole comportamentali”. Avete capito? Lorsignori prendono le distanze dal “diverbio”, non una parola nei confronti dell’aggressore maschilista. Evidentemente a Cadelbosco se una donna non è di sinistra si merita questo e altro.

Comunque l’ aggressione subita dalla signora Barbieri è stata stigmatizzata da decine di persone sui social. Lei stessa, che ancora questa mattina era sotto choc, ha voluto ringraziare tutti postando una rosa nella pagina Facebook della comunità castelboschese.

“Il fatto è di una gravita senza precedenti – ha scritto l’imprenditore e bluesman Paolo “Oracolo” Brunazzi, in prima linea con Anna Barbieri nella lotta contro la “fabbrica delle polveri” – ma non c’è limite al peggio: ecco infatti puntuale il comunicato del Comune che prende le distanze definendo l’episodio “diverbio”. Conclusione: “Andate a casa, siete fascisti rossi“.

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3 risposte a Ipocrisia, repressione e maschilismo sinistro a Cadelbosco
“Puttana”: il presidente Anpi insulta e spintona una oppositrice nella sala consiliare

  1. Silvia Misdaris Rispondi

    14/02/2020 alle 23:35

    Ahahahah ma so gli stessi che dicono, : comcompagne e compagni, facendo finta di esser attenti alle donne?? Ahahah buffoni

  2. Stefano Paglia Rispondi

    15/02/2020 alle 20:54

    Scusate, ma se ci sono i testimoni cosa si aspetta a fare una denuncia?

  3. Alessandro Davoli Rispondi

    16/02/2020 alle 11:04

    La soluzione di casi come questo non è complicata: niente denunce, niente cause legali, il marito della signora doveva reagire immediatamente. Due sganassoni, uno al naso, secco, e un’altro al mento … resistenza ora e sempre, si ma contro i prepotenti e gli imbecilli. Presidente locale dell’ANPI, sei indegno, te lo dice il figlio di un partigiano della 285* SAP.
    Alessandro Davoli

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