Il vescovo Camisasca incontra i politici cattolici di destra e di sinistra
E detta la linea

18/2/2020 – Il suo ultimo libro “Abita la terra e vivi con fede” – lanciato con un’ampia intervista di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera – è appena uscito, e ora il vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca affronta il nodo dei cattolici in politica, riprendendo il filo di un impegnativo discorso avviato con l’omelia dell’ultimo San Prospero. E’ infatti sul tema “I cattolici italiani e la politica” l’incontro in programma giovedì 20 febbraio alle 21 nel salone del Museo Diocesano (palazzo vescovile di Reggio Emilia, secondo piano, con ingresso da via Veneto 2) nel corso del quale il vescovo si confronterà con cinque esponenti politici cattolici di schieramenti diversi: sono Maura Catellani, Gianluca Nicolini, Roberta Rigon, Mariafrancesca Sidoli e Ottavia Soncini.

Alle origini del vuoto di cultura politica di cui ogni giorno si vedono i deleteri effetti nel dibattito pubblico, afferma monsignor Camisasca, c’è la sempre più sbiadita appartenenza ecclesiale: “È proprio la povertà di una fede non pensata e non vissuta in tutte le dimensioni della vita a determinare l’aridità del pensiero e della riflessione, che si riflette anche nei giudizi sulle vicende sociali e politiche”. Ecco perché la prima delle sue proposte è quella di radunare i politici credenti per parlare della fede.

Al termine dell’incontro, monsignor Camisasca “indicherà le piste per orientare il cammino futuro, in diocesi, della formazione dei giovani al rapporto tra fede e politica”.

Il vescovo Massimo Camisasca

Nell’occasione sarà disponibile “Abita la terra e vivi con fede” (edizioni Piemme), il libro in cui sono raccolti i testi dei discorsi del vescovo Massimo alla Città tenuti durante il suo episcopato, con l’aggiunta di alcuni capitoli inediti.

Nel libro “vengono affrontate le sfide più impegnative che toccano i singoli e le comunità, dall’esperienza della fragilità e della malattia alle difficoltà dell’educare; dalla disumanizzazione del lavoro, asservito al profitto e al consumo, alla relazione dell’uomo con l’ambiente”.

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Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    18/02/2020 alle 17:30

    A me sembra che l’iniziativa del Vescovo Camisasca parta dalla presunzione che i cittadini sono divisi in due gruppi : i cattolici e non. Pertanto alla politica devono essere guidati i cattolici( su indirizzo della Chiesa) perché intervengano ed abbiano un peso. Riterrei una visione parziale della società e che tende a dividere anziché unire. Semmai il dialogo, non le direttive, va aperto liberamente con tutti, proprio per evitare spaccature e per evitare che sia la Chiesa a indicare la strada o , peggio, a condizionarla. Tra l’altro la storia della Chiesa non è brillante intorno alla politica, dove la Chiesa troppo spesso si è confusa col potere temporale. A mio avviso un popolo è maturo e responsabile nel condurre la società civile quando non si fa condizionare o ,peggio, guidare anche moralmente da chi ritiene di possedere la verità. E’ un conflitto storico, di cui non è marcatamente indenne l’Islam.

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