Gastronomia trascendentale e carnale da Vittorio Novani , ovvero Iodio Puro e orgasmi di pesce
E il coronavirus vada pure a quel paese

DI DILETTO SAPORI

Vittorio Novani e Sergio Bevilacqua

29/2/2020 – Cari amici, cari amici… Non pensate che Diletto abbia abbandonato la presa o, meglio, “presina” (da cucina…), tutt’altro!

Ha semplicemente rinfrescato l’immaginario nelle profondità dell’oblio, per darvi, poi, ancora migliori scenari di gastronomia davvero trascendentale. Ed eccolo riemergere a vena fresca di scrittura, grazie a una intensa e bellissima esperienza che vado a raccontarvi.

A Modena, commovente cena di pesce dal grande Vittorio Novani. In Calle di Luca 30. Vittorio, ex Michelin 2009-2014 con l’“Hostaria del Mare”, fa sentire di nuovo il suo canto: sirena sotto firmamento, non mancherà molto a un rinnovo stellare oppure anche forchettato, essendo la sua cucina molto originale dal punto di vista manifatturiero.

Ricordando, in questi giorni cupi di contagio, i piaceri nascosti perpetrati dai nostri avi in postriboli o bordelli o case di tolleranza o case d’appuntamento o semplicemente case chiuse, mi permetto di usare questi termini sul versante di quel piacere e di quella gioia anacronistica: perché, cari amici, questo breve periodo di pseudo-pestilenza presto finirà e ci sarà un grande rimbalzo di gioia.

Vittorio Novani

E così sorridendo e ammiccando all’estro artistico/culinario di Vittorio, lo chiamerò (ebbene sì!) “tenutario”, e non semplice gestore (troppo generico), né ristoratore (troppo usato per il solo senso del gusto o poco più). Tenutario, ripeto, e mi si scuserà… Ma da lui ci sono orgasmi.

Da Sociologo (e serissimo!) del Convivio, mi assumo la responsabilità dei soppesati termini che utilizzo. Infatti, la cucina di Novani è a dir poco, erotica: quindi il suo servizio è più simile a quello di un tenutario che di un banale gestore o ristoratore.

Menu di pesce “Civiltà del passato”

Due ristoranti, a Modena: 1 carne ed enoteca, Monreali, e 1 pesce, Iodio Puro (che ha lasciato Reggio per l’ottuso delle “teste-quedre”, nomignolo ironico che dice tutto dei reggiani, usato da parmensi e modenesi).

Gastronomicamente, Novani è un genio e ama le derive artistiche con passione e partecipazione degustativa. Nessuna ambiziosa rifondazione: la sua cucina procede da un sentire pseudo-lunigiano di mare, Marina di Massa, verso il buon senso della gente emiliana, dalle illustrissime tradizioni, inossidabili sia in terra (regno elevatissimo) che in mare (prova di forza emiliano romagnola, con test mondiale di turismo e tensione dall’entroterra).

Di queste seconde parleremo ora. Anzi, no: parleremo del loro intorno. Ed ecco perché: come si può descrivere il mare se esso si muove, con la sua onda e risacca, i suoi marosi ogni tanto, le sue bufere…

Ma quale magistralità nell’identificare profumi e accostamenti, miscele e fusioni, quando l’ispirazione sono le diverse civiltà nel loro rapporto col mare: assiro-babilonesi, egizi, greci, maya, aztechi rivivono negli accostamenti tra crudo e cottura a bassa temperatura, in un viaggio nel mediterraneo, tra nord e sud mediorientale, con suggestioni centro e sudamericane.

Non mi compete il dir come, qui mi compete un’esortazione: andateci. Perché domina la trascendenza in questa gastronomia, supportata dalla mano pittorica di Rossano Ferrari che in un murale ispira la fantasiosa proposta gastronomica di un menù da menzione.

L’ingrediente è speciale, soprattutto quello marino: pescato, solo pescato, dalla Sicilia, forte del suo grande mare, e dall’Adriatico, forte della sua varietà e gusto. E non mi sento d’andar oltre, perché cadrei in valutazioni da gastronomo immanente, mentre, come ben sapete, il vostro Diletto trascende la gastronomia da cui parte, e vi dona la chiave per avvicinar l’anima al corpo, proprio col nutrirsi.

Il murale di Rossano Ferrari allo Iodio Puro

Si affacciano così al mio, e perché no, vostro futuro, miei cari, 3 altre grandi esperienze con Vittorio Novani, nel suo Iodio Puro o da Monreali: la prima, “Delle Spergole”, con l’eccellente cantina Aljano che porta nell’empireo questi bianchi, autoctoni della collina reggiana; la seconda, con i Bianchelli del Metauro di vari invecchiamenti audacissimi, addirittura più che decennali, della eroica “Conventino” del pesarese e, speriamo, con la presenza del poeta-enologo Otello Renzi; la terza in qualità ed allegria col Sangiovese Riserva “Via Mari 10”, del più grande vigneron del mondo in z.t.l., Tullio Masoni da Reggio Emilia. E pesce e carne “Vittoriosi” in coordinamento estatico.

Bene, posso dirvi di scrivere già sull’agenda, tra un mesetto, la visita in queste occasioni allo Iodio Puro o al Monreali. Da Vittorio Novani, a Modena, dimenticherete prima e celebrerete meglio la fine del mugugno da coronavirus! Per chiunque legga questo pezzo, non sarà più di così, di un mugugno, che sarà tosto cancellato grazie a quelle esperienze gastronomiche trascendentali col vostro… Diletto Sapori!

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *