Famiglia cinese rientrata a Castelnovo Monti da Wenzhou
Tutto ok, ma resterà volontariamente 15 giorni a casa

02/02/2020 – Una famiglia cinese – papà, mamma e bambino – è rientrata venerdì sera a Castelnovo Monti da Wenzhou, metropoli dello Zhejiang, terra d’origine della maggior parte dei cinesi d’Italia. Wenzhou, più di tre milioni di abitanti, dista 800 chilometri da Wuhan, città-epicentro dell’epidemia generata da un coronavirus che può essere letale (al momento in Cina oltre 14 mila contagiati e 304 morti, secondo le cifre ufficiali).

Ma proprio da ieri anche Wenzhou è in quarantena come Wuhan, con i cittadini obbligati a restare in casa e le strade bloccate, a causa dell’elevato numero di malati di polmonite.

La famigliola di Castelnovo Monti – molto nota in paese: il padre gestisce un market – dopo la partenza ha fatto tappa a Pechino, a Francoforte e infine a Bologna: in tutti gli aeroporti è stata controllata, gli esami hanno dato esito negativo e quindi hanno potuto proseguire il viaggio. Nessun problema, dunque, i cinesi di Castelnovo Monti sono sani. Tuttavia, al fine di non alimentare l’allarmismo, la famiglia ha deciso di restare volontariamente in casa per 15 giorni, anche su consiglio di un medico.

La metropoli di Wenzhou

Una decisione confermata ieri sera ad Alessandro Raniero Davoli, capogruppodella Lega a Casgtelnovo Monti, il primo a lanciare su Facebook la notizia del rientro della famiglia cinese.

Marco China San – questo il nickname del giovane commerciante – ha scambiato alcuni messaggi su Facebook con Davoli: “Io e mia famiglia siamo partiti dall’aeroporto di Wenzhou, poi a Pechino, poi scalo in Germania (Francoforte)e fino a Bologna. Ma tutti scali che facciamo -scrive testualmente – siamo tutti disinfettati e controllati. Poi venerdì sera siamo arrivati a casa e abbiamo deciso di stare a casa per 15 gg – aggiunge – Perchè non sappiamo che situazione si è messo con questo virus! Non vogliamo mettere paura alla gente. Poi oggi domenica pomeriggio che stavo cucinando, un amico che mi ha telefonato di andare a vedere notiziario e ho saputo che parlavano di noi…”. e ha precisato in un altro messaggio: “Nel mio negozio ho due belli dipendenti che mi aprono e chiudono negozio, quindi non serve che ci vado”.

Dunque, una “quarantena volontaria” per non creare ulteriori allarmismi (molti genitori erano preoccupati perchè il bimbo frequenta la scuola dell’infanzia) con un gesto encomiabile e prudenziale, proprio perché nessuno sa come possa evolvere il virus. Al Sant’Anna di Castelnovo Monti comunque è già allestita (indipendentemente da questo caso) una unità speciale per affrontare eventuali emergenze.

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