“Ora vive nel terrore la bambina “rapita” dai servizi sociali di Reggio Emilia”
Nuova denuncia dell’avvocato Miraglia

10/2/2020 – “La piccola di due anni rapita dai Servizi sociali di Reggio Emilia, è tornata a casa lo scorso settembre, ma porta ancora su di sé i segni della brutale sottrazione dai genitori e dei sei lunghi mesi trascorsi affidata ad estranei. E potrebbe riportare conseguenze permanenti da quel trauma”. Lo sostiene l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena, cassazionista esperto in diritto minorile, legale di questa e altre famiglie sottoposte alle attenzioni dei dai servizi sociali: casi che direttamente o indirettamente riportano al cosiddetto, impropriamente, sistema Bibbiano.

Per questo, per essersi esposto a difesa di bambini e genitori, l’avvocato Miraglia da qualche tempo viene attaccato in modo pesante: l’ultima bordata a freddo è arrivata dall‘Espresso di questa settimana, che ha rivangato alcuni guai giudiziari del passato, per gettare di proposito un’ombra sulla credibilità dell’avvocato. I fatti tuttavia sono i fatti, e la figura di tolla alla fine è solo di chi non li racconta e non li spiega, soprattutto se lo fa per difendere una parte politica.

Miraglia non si è lasciato intimidire: è sceso nuovamente in campo per denunciare i danni provocati a livello psicologi dal “rapimento” della bambina – un fatto che comunque resterà negli annali – forte delle consulenze teniche del Tribunale dei minori.

“I genitori – afferma – hanno cambiato casa pur di farle ritrovare serenità, ma ogni volta che il campanello squilla, la piccola urla “no” e corre a nascondersi. Teme ancora, dopo tutto questo tempo, che qualcuno all’improvviso si presenti a casa per portarla via. Per tutto il tempo in cui è stata lontana, quando vedeva i genitori li prendeva per mano chiedendo “Casa?”: non capiva perché dovesse restare lontano da mamma e papà. “Non lo comprende nessuno, in verità – afferma il legale – anche perché, come emerso dalla Consulenza tecnica del tribunale, psicologi e psichiatri che hanno visitato e analizzato i comportamenti della bambina e dei suoi genitori non avevano riscontrato criticità”.

I genitori di Perla sul palco della Lega a Bibbiano

Anzi “i consulenti avevano invitato il tribunale a far rientrare la bambina a casa, non essendoci problemi in famiglia e avendo notato segni di sofferenza nella piccola. Ma i Servizi sociali e il tribunale hanno procrastinato il suo rientro, aggravando i suoi traumi.

Nel tempo, infatti, sono emersi nella bambina paure dei rumori intensi, terrore di rimanere sola, timore degli estranei, segni che prima non aveva mai mostrato. Come evidenziato dai consulenti del tribunale, la bambina si sveglia di notte e ricerca mamma e papà, piangendo in maniera inconsolabile, teme il buio e le porte chiuse. Comportamenti che mostrano «sintomi del trauma subito a seguito del “rapimento”»: così scrive la consulente tecnica”.

L’avvocato Francesco Miraglia

“Avevamo visto giusto fin dall’inizio – prosegue l’avvocato Miraglia- esponendoci anche in maniera mediatica perché sapevamo che l’allontanamento della bambina fosse del tutto immotivato. Allora ci chiediamo perché il tribunale assume decisioni che possono sconvolgere in maniera irreparabile la vita delle persone, di una bambina, senza avviare un’istruttoria adeguata e senza attendere le consulenze tecniche, limitandosi a fare il “copia e incolla” delle relazioni dei Servizi sociali, prendendone i contenuti come oro colato”.

Ad aprile dello scorso anno la bimba, che dormiva tranquilla nel suo lettino, venne prelevata senza preavviso dai servizi sociali di Reggio Emilia – avvalendosi dei poteri straordinari conferiti da una legislazione concepita in altri tempi per la difesa della “stirpe” – che si erano fatti aprire la porta spacciandosi per ispettori dell’ ente protezione animali: “Consideravano la madre problematica per passati (e da anni superati) problemi di dipendenza – sostiene l’avvocato medenese – Erano arrivati addirittura a manomettere le cartelle cliniche al momento del parto, facendo figurare la presenza di tracce di droga nel sangue della piccina. Ancora più crudele il modo in cui portarono via la piccola: dichiarandosi rappresentanti dell’Enpa si presentarono alla porta di casa sua e mentre distraevano la madre chiedendole i libretti sanitari dei cani, altri operatori salivano in camera, afferravano la bambina dal lettino e la portavano via, tenendola in braccio malamente, a penzoloni, senza il suo ciuccio e il suo peluche rassicurante, senza il saluto della mamma. Svegliata di soprassalto, caricata in auto e affidata ad estranei” .

L’episodio – rievocato dai genitori dal palco di Bibbiano, alla chiusura della campagna elettorale della Lega – è documento in modo implacabile, senza possibilità di smentita, grazie alle telecamere di sorveglianza installate nell’abitazione dal papà della bambina. Videocamere che “sono state la salvezza di questi genitori, perché ha permesso loro di essere creduti senza ombra di dubbio”. Resta il fatto che a causa di quel forzato allontanamento “la bambina potrebbe riportare traumi permanenti”.

 

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4 risposte a “Ora vive nel terrore la bambina “rapita” dai servizi sociali di Reggio Emilia”
Nuova denuncia dell’avvocato Miraglia

  1. Alessandro Davoli Rispondi

    10/02/2020 alle 21:23

    Per aver scritto che la dirigente dei servizi sociali di Reggio Emilia, la dipendente del comune, Germana Corradini era “responsabile” anche di aver supervisionato e avallato le relazioni false inoltrate al tribunale dei minori e aver acconsentito alla sottrazione della bimba di due anni , un vero e proprio “rapimento”, lo studio legale Miari & Preite, di Reggio Emilia, mi ha prima diffidato e minacciato di querela, se non avessi rimosso il post e chiesto scusa (scusa di che? Di aver detto una scomoda verità?) e passato ale vie legali.
    Un avviso di querela mi è arrivato alcune settimane fa. Attendo sereno il seguito: sarà il PM che ha aperto il fascicolo a giudicare se è prevalente il diritto di informare i cittadini e la critica politica, portata avanti da un consigliere comunale, capogruppo di opposizione, e consigliere dell’Unione Montana dell’Appennino reggiano, oppure il diritto all’intoccabilità di una dipendente pubblica che con tutta evidenza ha commesso un abuso su un minore e su due cittadini onesti. Sono curioso, veramente, di vedere se c’è un magistrato indipendente, “un giudice a Berlino”, nella Procura della Repubblica, presso il tribunale di Reggio Emilia. Ripeto, attendo sereno e tranquillo lo svolgersi del procedimento penale aperto contro di me dalla denuncia di Germana Corradini.
    Alessandro Davoli
    Consigliere comunale, capogruppo Castelnovo Libera, (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e UDC)
    Consigliere Unione Montana dei comuni dell’Appennino reggiano, gruppo Lega – Fratelli d’Italua

  2. GEMMA Rispondi

    11/02/2020 alle 09:53

    IL SISTEMA GIUDIZIARIO RISALE A “TEMPI BEN NOTI”…..Il CSM DOVREBBE CREARE UN POOL CHE RIVEDA I CRITERI DI TUTELA DEI MINORI E..FAR ANNIENTARE IL SISTEMA DI LUCRO CHE SI E’ CREATO NEGLI ANNI.. PERCHE’ SOTTRARRE I BAMBINI AGLI AFFETTI FAMILIARI?….PERCHE’ I GIUDICI DELEGANO A PSEUDO ASSISTENTI SOCIALI CASI DI MINORI CHE NON HANNO GRAVITA’ PARENTALI?….HANNO UNA COSCIENZA QUESTI GIUDICI..NON SI PONGONO RIFLESSIONI DEL DANNO CHE PROVOCANO IN QUESTI BAMBINI? E’ PIU’ FORTE IL dio denaro…MA NELLA VITA E’ TUTTO UN BOOMERANG E NOI…ASPETTIAMO CRIMINALI!!!!

  3. Stefano Torricelli Rispondi

    11/02/2020 alle 15:44

    Sottoscrivo al 100% cioè che ha detto l’avvocato Miraglia. C’è un sistema ideologico criminale, dietro tutto ciò, che proviene dal sistema finanziario Neoliberista che comanda il mondo e trova esecuzione in una politica prona, asservita e corrotta.

  4. Stefano Torricelli Rispondi

    11/02/2020 alle 16:05

    Potere feudale della oligarchia finanziaria, che usa i suoi vassalli della politica per imporre un modello sociale aberrante, fatto di interesse economico e assoluto abuso degli esseri umani in funzione del dio profitto.

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