Dai cento linguaggi ai “cento diritti”: la manomissione di Malaguzzi
Cinque seminari con diretta Radio Tre dall’asilo Diana
E per finire la Notte dei racconti

21/2/2020 – Dopo il convegno in plenaria “L’occhio se salta il muro“, ieri al Teatro Municipale Valli (con applausi scroscianti a un video di disegni e testi dei bambini delle scuole reggiane), oggi venerdì 21 febbraio è l’ora dei cinque seminari in cui pedagogisti dei “cento linguaggi”, psicologi, neuroscienziati, coreografi, studiosi sono chiamati a discutere su diversi temi: Diritto ad avere diritti, Diritto alla soggettività, Diritto alla ricerca, Diritto alla competenza, Diritto alla bellezza.

Il convegno al Valli

Titoli generici e ambigui (cosa si cela dietro il diritto alla soggettività?) di cui si dovrebbe spiegare la congruenza con la pedagogia attiva di Loris Malaguzzi. Ma evidentemente il Comune, forse inconsapevolmente, ha scelto il centenario per seppellire definitivamente il fondatore del Reggio Approach, impiccando i “cento linguaggi” alla moda dei “cento diritti”: dalla centralità della crescita del bambino, in processo che dalla scuola si espande alla famiglia e alla comunità cittadina, si passerebbe alla centralità delle ideologie rispetto al bambino, destinato inevitabilmente a diventare oggetto delle ideologie medesime. Un bel passo indietro, almeno a giudicare dai temi della giornata. C’è da sperare che la forza universale del pensiero di Malaguzzi riusca ad avere ragione anche sui nuovi tentativi di stravolgimento, già in essere in questo centenario.

Il sindaco Vecchi intervistato da Loredana Lipperini

 Per la cronaca, i seminari sui diritti sono ospitati al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, alla Sala degli Specchi del Teatro Municipale Valli, all’auditorium Credem, e Aula magna dell’Università. Ogni seminario è coordinato da un gruppo di lavoro composto da Scuole e Nidi d’infanzia – Comune di Reggio Emilia, Reggio Children, Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi e vi partecipano assessori della Giunta e consiglieri del Comune di Reggio Emilia. Non è dato di sapere se siano invitati anche consiglieri delle opposizioni.

Conclusi i seminari, per tutti i partecipanti al Convegno, è previsto un momento di accoglienza speciale dentro i nidi e le scuole dell’infanzia di Reggio Emilia in collaborazione con il sistema pubblico integrato. Questi i nidi e le scuole coinvolte: Andersen, Balducci, Belvedere/Picasso, Diana, Freire, Girotondo, Robinson, Munari, scuola Centro internazionale Loris Malaguzzi, Villetta, Michelangelo, Alice, Iotti, Rodari, Allende, Gabbianella, Maramotti, Choreia, Arca.

Nel pomeriggio la trasmissione di Radio Tre Fahrenheit dalle 15.00 alle 16.45, in diretta dalla Scuola dell’Infanzia Diana, racconta di Loris Malaguzzi, delle scuole di Reggio, del profondo legame con Gianni Rodari. Con la conduttrice, Loredana Lipperini, si alterneranno nella piazza del Diana, trasformata in studio radio: Vea Vecchi, atelierista,e una delle protagoniste storiche del Reggio approach, Claudia Giudici presidente di Reggio Children, Tommaso Vezzosi e Matilde Tedeschi (ex bambini della scuola Diana), Giulia Notari, insegnante, Evelina Reverberi, insegnante, il celebre burattinaio Mariano Dolci, Susanna Mantovani, pedagogista, Roberto Montanari, responsabile ricerca e sviluppo di RE: Lab, Giorgio Vallortigara, neuroscienziato. Concluderà Monica Morini, attrice, che lancerà la Notte dei racconti, prevista a partire dalle 21.

Quest’anno la Notte dei racconti dal titolo Storie in cielo e in terra, sarà dedicata a Gianni Rodari e a Loris Malaguzzi, nel centenario della loro nascita. Per quest’occasione, da Reggio Emilia torna l’invito all’Italia, all’Europa, al mondo, a riscoprire il valore e la magia del racconto.

“La notte dei racconti accade nelle case, nelle scuole, nelle biblioteche, nei condomini: tutti alla stessa ora, ognuno come vuole, adulti e bambini si ritrovano attorno a storie, avventure ed emozioni da leggere, narrare e ascoltare”.

La notte dei racconti è un evento che apre la strada a Reggionarra 2020 (15-17 maggio 2020). Ad oggi le scuole coinvolte sono una trentina, cui si aggiungono biblioteche, circoli e le case private dove c’è ancora il gusto e l’abitudine di narrare storie e fiabe ai bambini. Essendo un evento che ognuno può organizzarsi in autonomia, diventa difficile capire quanti parteciperanno, ma chi vuole potrà mandare via WhatsApp  al 3207681111 oppure via mail a [email protected] la registrazione di una filastrocca, che andrà a costituire una biblioteca sonora collettiva.

Sul sito www.reggionarra.it è possibile scaricare la filastrocca Apristoria, ricevere consigli e indicazioni sulle storie da leggere. E si potrà raccontare la propria notte dei racconti su Facebook e Twitter con l’hashtag #reggionarra.

Tutte le iniziative sono parte di”Inveceilcentoc’è”, promosso da Comune di Reggio Emilia,
Scuole e Nidi d’infanzia – Istituzione del Comune di Reggio Emilia, Reggio Children, Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

www.100lorismalaguzzi.it

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