Coronavirus, parla il veterinario
“State sereni con i vostri cani e gatti”
“Ma evitate alimenti made in China o scarti di dubbia provenienza”

DI MARCO CATELLANI, MEDICO VETERINARIO

1/2/2020 – Il panico corre sul filo, sono bastati pochi giorni per trasformare l’epidemia di Coronavirus in Cina in uno scenario apocalittico. La paura è legittima anche perché gli scienziati e gli Istituti di ricerca che ancora non sono in grado di dare risposte definitive.

Le telefonate che mi giungono in clinica e direttamente per chiedere se anche i cani e gatti possono essere contagiati e possono essere serbatoio di questa malattia sono sempre più frequenti.

Marco Catellani

Gli studiosi stanno lavorando per capire da dove venga il Coronavirus che sta provocando l’epidemia in Cina. Gli usi e consuetudini alimentari in Cina, così come le condizioni igienico sanitarie sono ben lontane dalle nostre. Una tesi che sta prendendo piede è che l’origine possa derivare dalla macellazione di animali selvatici vivi al mercato di Wuhan, condizioni igieniche precarie e dai pipistrelli. Tuttavia la verità non c’è ancora.

Erano i primi di gennaio quando hanno iniziato a circolare le prime voci relative ai casi di polmonite in Cina. Le somiglianza con il coronavirus della Sars (Sindrome Respiratoria Acuta e Grave) scoppiata nel 2002 ad Hong Kong sono lampanti, stesso corredo sintomatologico, stessa correlazione con un mercato di animali vivi.

Oggi le ricerche hanno permesso di delineare la sequenza genetica del virus in soli 8 giorni, con la SARS ci vollero dei mesi.

Esistono tanti tipi di coronavirus in molte specie di mammiferi e d uccelli, e nei pipistrelli ma sono considerati per lo più innocui nell’uomo. Questo suggerisce che il passaggio diretto da pipistrello a persona non sia sufficiente a scatenare l’epidemia.

Il fatto che il coronavirus cinese di Wuhan somigli a un virus di pipistrello ma che, al contrario della maggior parte di questi, sia in grado di infettare l’uomo, potrebbe essere dovuto al contagio di un ospite intermedio da parte del pipistrello. È proprio in questo frangente che il virus può essersi trasformato favorendo il passaggio all’uomo.

È già successo venti anni fa quando un virus, forse originato dai pipistrelli, si adattò ai dromedari e successivamente alle persone causando nella penisola arabica l’epidemia di MERS (Sindrome Respiratoria Medio Orientale) nel 2012. Allora noi ci dobbiamo preoccupare per i nostri pet e di conseguenza i nostri cani e gatti potrebbero essere “serbatoi” nei quali il virus si potrebbe trasformarsi e diventare patogeno per noi?

I 18 anni intercorsi dall’emergenza causata dall’epidemia della Sars hanno insegnato diverse cose.

Oggi si focalizza l’attenzione su comportamenti come la caccia, il commercio di animali selvatici vivi ed il loro consumo, oltre alle scarse condizioni igieniche di alcuni mercati in grado di favorire l’incremento dei contatti tra animali e uomo, dando maggiori possibilità ai virus di trasmettersi dall’uno all’altro.

La capacità di infettare però dipende dalla compatibilità tra le proteine di superficie del virus e i recettori umani. In altre parole, il microrganismo dovrebbe modificarsi per poter attecchire sull’uomo, la stessa cosa dovrebbe succedere per attecchire sui nostri animali.

Esistono già coronavirus che colpiscono cani e gatti, ma sono differenti da quelli che colpiscono l’uomo e non sono inter trasmissibili. Il nuovo coronavirus 2019 nCoV sembra essere più veloce ma con un tasso di letalità inferiore.

Le abitudini alimentari, gli usi e i costumi e le condizioni igienico sanitarie in Italia rispetto alla Cina sono determinanti per confortarci e darci maggiore sicurezza sia per noi sia per i nostri piccoli animali.

Consiglio di non dare da mangiare scarti alimentari di dubbia provenienza e concentrare i nostri acquisti prodotti alimentari commerciali no made in China. Fino ad ora, né in clinica né i miei cagnoni in canile, hanno avuto problemi respiratori di rilievo né morti improvvise, solo forti dolori articolari per il freddo e la vecchiaia.

Pur valendo sempre il principio di precazione, seguendo i consigli che vi ho dato, mi sento molto sereno e mi permetto di rassicurarvi per la salute dei vostri quattro zampe e per la vostra convivenza con loro.

Questo week end lo passerò a lavorare in canile, al freddo con i miei cagnoloni, per nulla preoccupato del Coronavirus.

Marco Catellani

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