Coronavirus, misure durissime: non si entra e non si esce dalle “zone focolaio”
Dieci comuni off limits nel Lodigiano
Stop gite scolastiche e serie A in Lombardia e Veneto

In quarantena sorvegliata migliaia di persone

23/2/2020 – Divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree ‘focolaio’ del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni.

Stop alle gite scolastiche in Italia e all’estero, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, partire da tutte quelle previste per domani in Lombardia e Veneto, compresa la serie A .

Quarantena con “sorveglianza attiva” per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus: si tratta probabilmente di migliaia di persone.

E ancora, chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone.

Il Consiglio dei ministri, al termine di una riunione fiume nella sede della Protezione Civile, ha approvato a tarda sera e non senza contrasti un decreto con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l’esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto e il primo caso registrato in Piemonte che ha portato il totale sei contagiati in Italia a 76.

Il Cdm straordinario nella sala della Protezione Civile

“Abbiamo adottato un decreto per tutelare la salute degli italiani, che è quella che ci sta più a cuore e che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto” dice il premier Giuseppe Conte ripetendo più volte che gli italiani “devono avere fiducia” della politica e delle istituzioni scientifiche, che stanno facendo tutto il possibile.

Le misure di cui parla il presidente del Consiglio riguardano al momento i dieci comuni del lodigiano individuati già ieri, dove vivono oltre 50mila persone, e l’area di Vo’ Euganeo, in provincia di Padova. Saranno, a tutti gli effetti zone rosse: non si entra e non si esce. Non solo: all’interno delle zone focolaio “l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità – dice il decreto – è condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale”. Questi i comuni delLodigiano dichiarati off limits: Betonico, Castiglione d’Adda, Castelgerundo, Maleo, Terranova dei P., Codogno, San Fiorano, Somaglia, Fombio e Casalpusterlengo.

La sala operativa della Protezione Civile durante la riunione del consiglio dei ministri

E a tutti coloro che hanno avuto “contatti stretti con casi confermati” dovrà essere applicata la “misura della quarantena con sorveglianza attiva”.

Ma come si farà a far rispettare il divieto? Il decreto prevede che siano le forze di polizia a garantire “l’esecuzione delle misure” e, “ove occorra”, si potrà ricorrere anche all’utilizzo dei militari. “Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”, che prevede una multa e l’arresto fino a 3 mesi.

Infografica Coronavirus

Non ci sarà, invece, la sospensione di Schengen (libvera circolazione delle persone nei Paesi dell’Unione europea, ndr.) come aveva chiesto Matteo Salvini quando il governo ha informato l’opposizione delle misure che sarebbero state prese.

Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli

“Adotteremo sempre misure nel segno dell’adeguatezza e della proporzionalità. Ora non ci sono i presupposti per chiedere la sospensione della libera circolazione delle persone. E’ una misura draconiana e sproporzionata rispetto alla necessità di contenere contagio. E poi cosa vogliamo fare dell’Italia un lazzaretto? Non ci sono le condizioni” , ha detto Conte rivendicando come il governo intero si assume “la piena responsabilità politica” delle scelte compiute.

Il premier ha anche annunciato che nei prossimi giorni un altro decreto contenente però le misure economiche e di ristoro che dovranno essere messe in campo per far fronte alla sospensione di tutte le attività nelle aree focolaio.

La riunione del Consiglio dei Ministri

Il percorso per arrivare al testo approvato a tarda sera, come dicevamo, non è stato liscio e pacifico, con diverse discussioni nel corso del Cdm tra le varie anime del governo, con alcuni che chiedevano una linea dura e altri che, invece, fino alla fine hanno tentato di evitare che intere zone del paese diventassero, di fatto, delle zone off limits per tutti. Tra questi il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che proviene dal lodigiano.

Medici e infermieri eroi, in prima linea fra contagiati  – Sono rimasti al lavoro fino a oggi gli operatori sanitari della terapia intensiva dell’ospedale di Codogno che erano di turno la sera del 20 febbraio, quando si è scoperto che un 38enne ricoverato con gravi problemi respiratori era positivo al coronavirus.

Ospedale di Codogno (ANSA/ANDREA FASANI)

Sono rimasti in servizio ‘prigionieri’ del loro stesso reparto ad accudire i malati fino a quando i loro colleghi – con le dotazioni adatte – hanno potuto dare loro il cambio. Poi però non sono andati a casa ma in isolamento, come prevedono le misure per evitare ulteriore contagio. Questo è solo uno degli esempi, forse uno dei più estremi, del superlavoro e del rischio che medici ed infermieri si trovano ad affrontare ogni giorno a causa dell’emergenza Coronavirus. Superlavoro di chi deve analizzare i tamponi (259 quelli esaminati ad oggi pomeriggio in Lombardia), di chi deve somministrarli alle persone che devono essere valutate, e di chi deve curare i pazienti.

Mia mamma lavora nel pronto soccorso di Codogno. Non sapete quanto fa male sapere che lei e tutti i suoi colleghi dovranno stare in isolamento per 15 giorni”, ha scritto sui social la figlia di una degli operatori dell’emergenza, che resterà chiusa al pubblico almeno fino al 2 marzo.

“Chi fa questo lavoro – ha aggiunto – va ringraziato ogni giorno per ciò che fa”.

D’accordo con lei il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in un messaggio ha voluto “esprimere riconoscenza ai medici, al personale sanitario, ai ricercatori, alle donne e agli uomini della Protezione civile e delle Forze armate, a quanti in questi giorni si stanno impegnando, con abnegazione e generosità, per fronteggiare e arginare il rischio di diffusione del coronavirus”.

(FONTE: ANSA.IT, CONSIGLIO DEI MINISTRI)

Condividi

Una risposta a 1

  1. Sisso Rispondi

    23/02/2020 alle 10:00

    In compenso i barconi sbarcano e tutti circolano e circolavano.
    Ma per cortesia…vabbeh che è carnevale..ma quando si esagera…

    Inoltre mi chiedo : come mai nessuno pensa al possibile ‘paziente zero’ in un qualche ‘bordellificio’/centro – massaggi cinese, numerosissimi & stra frequentati dai ‘maschioni’ italiani ??
    La solita ipocrisia del moralismo dilagante ?
    Che noia che barba che barba che noia…
    Punto focale : come mai in Cina disinfettano col cloro TUTTO, pure coi droni e qui fan finta di nulla ??
    Nessuna credibilità.
    Un terno al lotto.
    Conte? Ma de chee??

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *