Cancellare via Tito: se non ora, quando?

14/2/2020 – E l’ora di cancellare via Tito a Reggio Emilia. Lo chiede la deputata di Forza Italia Benedetta Fiorini dopo che qualcuno per protesta nel Giorno del Ricordo ha coperto con dei cartelli il nome della strada tuttora intitolata al fondatore della ex-Jugoslavia, primo responsabile dei massacri delle foibe e della persecuzione degli italiani in Istria e nel territorio giuliano.

Benedetta Fiorini

“In Italia ci sono comuni, tra cui Reggio Emilia ed altri due comuni della sua provincia, con strade ancora intitolate al maresciallo Tito, responsabile del massacro di migliaia di italiani uccisi e infoibati dai suoi partigiani. Questo non è più accettabile – sostiene Fiorini – A Reggio Emilia la proposta di cancellare l’intitolazione della strada a Tito fu avanzata nel 2015 in consiglio comunale, e bocciata dalla maggioranza di sinistra che da sempre amministra la città. Mantenere questa intitolazione vuol dire continuare a negare la storia. Anche il Presidente della Repubblica ha definito le foibe una sciagura nazionale, condannando il negazionismo”W.

E aggiunge: “In tv il capogruppo alla Camera del Pd Graziano Delrio ha dichiarato che si è arrivati troppo tardi alla verità, ma è soltanto la sinistra ad essere arrivata tardi alla verità. Ritengo che sia un atto doveroso nei confronti della memoria dei nostri connazionali trucidati nelle foibe cancellare almeno le vie intitolate a Tito. Bisogna farlo a Reggio Emilia – conclude Fiorini – che è la città del Tricolore e in tutti gli altri comuni d’Italia”.

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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    14/02/2020 alle 16:45

    Gli americani mettono normalmente il numero alle vie ( prima, seconda ecc.) così non corrono il rischio di osannare persone che in seguito si scopre che sono indegne. Infatti è pericoloso mettere alle vie nomi di politici , perché la storia, che è normalmente soggettiva perché guidata da chi è al potere, può fare brutti scherzi e aprire gli armadi. A meno che si ragioni come il nostro bravo Ziloch, che ,a chi gli diceva, durante il fascismo, che occorreva cancellare con la vernice rossa la targa ” Via Mussolini ” rispondeva ” Meglio lasciarla ,ma piutost sota a Via Mussolini scriverei ” Via anche suo fratello”

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