Aggredita dal presidente Anpi per la ex-Kis
“Smetti di scrivere contro l’amministrazione”
Cadelbosco, i carabinieri convocano i testimoni

DI PIERLUIGI GHIGGINI

19/2/2020 – I carabinieri di Cadelbosco Sopra hanno già iniziato ad ascoltare i testimoni dei fatti accaduti nella sala consiliare del Comune la sera del 13 febbraio quando, subito dopo la conclusione della seduta, il presidente della locale sezione Anpi, Ivano Manicardi, ha aggredito la signora Anna Barbieri, mettendole le mani addosso, spintonandola e gridando: “Devi smettere di scrivere contro l’amministrazione”. In più la insultata in pubblico – e davanti all’assessore alla legalità! – con l’epiteto di “puttana” .

Nella giornata di ieri la signora Barbieri – che è assistita dall’avvocato Luca Tadolini di Reggio Emilia – ha presentato querela nei confronti di Manicardi per percosse e violenza privata, e i carabinieri hanno immediatamente iniziato gli accertamenti, con la convocazione già nel pomeriggio di ieri dei testimoni citati dalla signora Barbieri.

Il caso ha suscitato notevole sconcerto per il fatto in sè, perchè l’aggressore è un noto esponente politico delpaese, presidente dell’Anpi, e perchè è avvenuto nel contesto della vicenda del progetto della “fabbrica delle polveri” che si vorrebbe far sorgere a Zurco nell’area della ceramica ex Kis, progetto al centro di una forte opposizione da parte dei cittadini.

La signora Anna Barbieri è particolarmente esposta alle intimidazioni, in quanto attiva nel movimento e sui social, in particolare sul gruppo Facebook di Cadelbosco. E’ un fatto che dalla sera dell’aggressione Anna Barbieri ha paura a uscire di casa da sola a Cadelbosco, e ha smesso di scrivere i post su Facebook.

Ed è un fatto che il presidente Anpi avesse fermato più volte per strada il marito della Barbieri: “Devi dire a tua moglie che smetta di scrivere” . Parole ripetute in almeno quattro circostanze diverse da Manicardi. Sarebbe interessante se lo aveva mandato avanti qualcuno: l’intimazione dei confronti della Barbieri e di suo marito forse era stata decisa in qualche riunione?

Di certo – come rivela l’esposto querela – il nome di Anna Barbieri era inserito in una sorta di lista di proscrizione, pervenuta ai carabinieri, di persone attive sui social contro la “fabbrica delle polveri”.

Insomma, la vicenda che coinvolge il presidente dell’Anpi non ha a che fare con l’antifascismo – a meno di considerare fascista qualsiasi oppositore di amministratori, affaristi e capibastone – bensì con un business da decine e centinaia di milioni di euro, per realizzare un megaimpianto di bonifica e raffinazione delle argille destinate all’industria ceramica. E conferma, tale vicenda, che a Cadelbosco Sopra si respira già ora un’aria molto pesante, anche senza polveri: un’aria mefitica di ancien regime.

Il municipio di Cadelbosco Sopra, teatro dell’aggressione

SCONCERTO E CONDANNA DAL MONDO POLITICO

L’aggressione ad Anna Barbieri, rivelata dai social e da Reggio Report in tutta la sua gravità, ha suscitato sconcerto anche nel mondo politico. Appresa la notizia della querela, la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, deputata reggiana dei 5 Stelle, ha espresso “sgomento” per l’accaduto: “Se le accuse dovessero essere confermate, si tratterebbe di un fatto davvero grave” ha dichiarato.
“Leggo che la donna è attiva nel movimento che si oppone alla “fabbrica delle polveri”, colossale impianto di trattamento delle argille per la ceramica; qualsiasi cittadino è libero di esprime le proprie idee, soprattutto quando teme che il diritto alla salute possa venire meno. Sono sicura che i magistrati faranno luce su questo caso quanto prima”, ha aggiunto Spadoni.

Isabella Albertini , di Forza Italia, ha scritto su Facebook che sono “da stigmatizzare con forza queste modalità di ‘riduzione al silenzio’ dei pensieri non graditi. Il presidente dell’ANPI di Cadelbosco Manicardi ha offerto così anche un altro pessimo esempio a coloro che si professano i ‘partigiani’ del XXI secolo. La persona offesa è, come spesso accade, una donna, che raccoglie astiosità condita da un sessismo brutale. Solidarietà ad Anna Barbieri”.

Proteste contro la ex-Kis a Cadelbosco

“DEVI SMETTERE DI SCRIVERE CONTRO L’AMMINISTRAZIONE”: L’ AGGRESSIONE E LE INTIMIDAZIONI NEL RACCONTO DI ANNA BARBIERI

Ma cos’è accaduto in cossiglio comunale a Cadelbosco Sopra, la sera del 13 febbraio e nel periodo precedente? Ecco come Anna Barbieri, vittima dell’aggressione, racconta i fatti nella querela presentata contro il presidente Anpi Ivano Manicardi.

“In data 13 febbraio 2020 ho partecipato come cittadina alla seduta del consiglio comunale di Cadelbosco Sopra che aveva all’ordine del giorno una mozione sul progetto appunto riguardante la Ceramica ex Kis -scrive Barbieri -Alla conclusione della seduta, erano le 23,45 circa , mentre aspettavo che mio marito Franco Redini concludesse una conversazione con il consigliere Marino Zani, venivo aggredita fisicamente dal signor Ivano Manicardi, anche lui presente come spettatore. Il Manicardi senza pronunciare parole mi si avventava contro spingendomi indietro, mettendomi le mani sulle spalle davanti. A conseguenza dello spintone barcollavo e riuscivo a non cadere facendo un passo indietro. Il Manicardi però insisteva portando una seconda e una terza spinta sempre con le mani alle mie spalle”. E intanto “il Manicardi improvvisamente mi urlava, ripetendola più volte, la seguente frase: “Devi smettere di scrivere”, con voce aggressiva molto forte. Aggiungeva anche “devi smettere di scrivere contro l’amministrazione”.

“Mio marito interveniva immediatamente in mia difesa, cercando di allontanare il Manicardi che mi manteneva le mani addosso sempre all’altezza delle spalle e continuava ad urlare: “Non devi scrivere”.

A quel punto interveniva anche l’assessore alla legalità del Comune Boris Soncini (che è anche genero del presidente Anpi, ndr.) “che a sua volta allontanava da me il Manicardi di qualche passo”. “Mentre il Soncini si adoperava per fermare l’aggressione”, Manicardi gli urlava: “Lascia stare che è una puttana“, all’indirizzo della Barbieri.

“In conseguenza dell’aggressione iniziavo a piangere e non mi sentivo reggere in piedi e dovevo sedermi, in quanto avevo tremore alla gambe”.

Ma il fattaccio avrebbe avuto dei precedenti. Ecco cosa denuncia la vittima: “Dopo che ho iniziato a interessarmi del problema Ceramica ex Kis e a scrivere commenti e opinioni in merito sui social, in particolare sul principale gruppo Facebook dei cittadini di Cadelbosco, il Manicardi in più occasioni, quattro volte, ha avvicinato mio marito dicendo: “Devi dire a tua moglie che smetta di scrivere su Ceramica ex Kis“. La prima volta è accaduto “nei giorni immediatamente dopo il consiglio comunale dell’11 settembre 2019”, l’ultima volta il 1° febbraio 2020: anche quel giorno il presidente Anpi avrebbe fermato il signor Redini mentre andava in centro per commissioni, ripetendogli: “Tua moglie deve smettere di scrivere”.

Inviti (ma sarebbe meglio parlare di intimazioni) che – afferma Anna Barbieri – “mi hanno determinato timore” tanto da aver paura di “incontrarlo (il Manicardi, ndr) mentre mi recavo in centro a Cadelbosco”.

Ma c’è di più: “Il mio nome – scrive nella querela – compariva in una non ben precisata lista pervenuta all’Arma dei Carabinieri, relativa a persone che avevano scritto su internet commenti sempre relativi a ceramica ex Kis”.

Avvertita dagli stessi carabinieri, “in quella occasione andai in caserma per avere migliori chiarimenti, senza ricevere diffide ,ma neppure ottenendo informazioni su chi avesse compilato e inviato la lista. Circostanza che mi procurava inquititudine”.

“Ancora oggi – conclude – mi trovo in uno stato di timore a seguito di tutti questi fatti, e specialmente dopo l’aggressione del 13 febbraio “che mi impedisce libertà di movimento: da quella sera non sono più uscita da sola in Cadelbosco Sopra” e per gli stessi timori “dalla sera del 13 febbraio non ho più scritto su internet”.

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2 risposte a Aggredita dal presidente Anpi per la ex-Kis
“Smetti di scrivere contro l’amministrazione”
Cadelbosco, i carabinieri convocano i testimoni

  1. Alessandro Davoli Rispondi

    19/02/2020 alle 21:27

    Ripeto: un tempo non molto lontano, la soluzione di casi come questo non era complicata: niente denunce, niente cause legali, il marito della signora avrebbe reagito immediatamente. Due sganassoni, uno al naso, secco, e un’altro al mento … resistenza ora e sempre, si ma contro i prepotenti e gli imbecilli.
    Presidente locale dell’ANPI, se quanto scritto è realmente avvenuto, e ti sei reso responsabile di una ignobile aggressione a una donna, saresti indegno della carica di presidente di una onorata associazione di combattenti per la libertà.
    Te lo dice il figlio di un partigiano della 285* SAP.
    Alessandro Davoli

  2. Valeria Rispondi

    20/02/2020 alle 13:46

    Signora Anna sia fiera di se stessa e non dubiti, perchè anche se la sua battaglia non fosse stata sacrosanta e doverosa, lei avrebbe comunque avuto il DIRITTO di esprimere la sua opinione. Chi invece crede sia giusto demolire l’ avversario politico con denigrazioni sessiste va messo all’indice, perchè evidentemente non lo si può definire nè tollerante, nè inclusivo, nè contro la violenza.

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