Un meteorite è caduto sull’Emilia
Caccia aperta ai frammenti, istruzioni per l’uso

3/1/2020 – E’ altamente probabile che i alcuni resti del meteorite visto sfrecciare la sera del 1° gennaio sulNord Italia, sia caduto in Emilia, e in particolare nella zona di Cavezzo, in provincia di Modena.

E’ quanto scrive il sito del progetto Prisma (rete nazionale di sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) con un articolo firmato da Albino Carbognani, rilanciato dall’Inaf – Istituto nazionale di Astrofisica. E’ possibile anche che i frammenti siano caduti anche in altrer zone della provincia di Modena e di Reggio Emilia.

La caccia è aperta: chi trovasse una pietra ricoperta da una patina scura e con gli angoli smussati è invitato a mandare una mail a [email protected]. Solo gli esami di laboratorio potranno stabilire se si tratta effettivamente di un frammento di meteorite.In ogni caso la raccomandazione di Prima e Inaf e di non tenere assolutamente un “meteorite nel cassetto“.

“È probabile che qualche frammento del bolide visto la sera del primo gennaio nel nord Italia sia riuscito ad arrivare al suolo – scrive il sito Prisma – I calcoli suggeriscono di cercare vicino al paesino di Disvetro, pochi km a nord-ovest di Cavezzo (Modena), in piena Pianura Padana .

“Il 1° gennaio alle 18:26:54 UT,  ben 8 camere della nostra rete hanno rilevato un brillante bolide nei cieli del nord-Italia – spiega l’articolo –  Fra queste 8 camere i dati utilizzabili per la triangolazione sono stati quelli di Bedonia, Rovigo, Felizzano, Loiano, Cecima e Navacchio. Oltre ai dati delle camere abbiamo ricevuto decine di segnalazioni visuali da Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Toscana e le segnalazioni continuano ad arrivare anche ora. Ecco il quadro intrigante che esce ad una prima analisi dei dati delle camere PRISMA”.

“Il bolide è stato osservato per la prima volta a 76 km di quota, mentre percorreva una traiettoria inclinata di circa 68° rispetto alla superficie terrestre. La velocità di ingresso del meteoroide in atmosfera è stata relativamente bassa, circa 12 km al secondo, ma l’elevato angolo di caduta ha dato luogo ad un intenso processo di ablazione che ha portato il bolide a brillare con una magnitudine assoluta compresa fra -7 e -8. La massa iniziale stimata per il meteoroide è di diversi chilogrammi e, durante la caduta, è andato incontro ad un processo di disgregazione, in particolare a 50 e a 30 km d’altezza. L’ultima quota osservata è stata a 21,7 km, poi il bolide si è estinto”.

La traiettoria atmosferica del bolide IT20200101T182654. Il segnaposto giallo segna la zona con la maggiore probabilità di trovare eventuali piccole meteoriti.

Tuttavia – precisa Prisma – i calcoli indicano che probabilmente qualche frammento del meteoroide originario è riuscito ad arrivare al suolo. Tenendo conto dello stato dell’atmosfera, la zona interessata dalla caduta è quella del paesino di Disvetro, pochi km a nord-ovest di Cavezzo (Modena), in piena Pianura Padana. La zona di incertezza a 2 sigma è di circa 2,2 × 1,5 km. Considerato i processi di frammentazione cui il meteoroide è andato soggetto, qualche pezzo potrebbe essere finito anche sulla congiungente fra Rovereto sul Secchia (frazione di Novi di Modena) e Disvetro“.

“Se qualcuno, abitante in zona, si imbattesse in un piccolo sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA (prima di raccoglierlo seguite queste ISTRUZIONIOpens in a new window), inviando una foto all’email: [email protected]. Potremo verificare se si tratta di una sospetta meteorite o di una pietra comune. Nel primo caso andranno fatte ulteriori analisi in laboratorio. Va detto che le meteoriti non classificate sono prive di valore commerciale, quindi affinché il ritrovamento valga qualcosa il frammento deve prima essere analizzato e classificato dai ricercatori dell’INAF o dell’Università: non tenete nel cassetto una sospetta meteorite!”

Un frammento di meteorite

Da dove proveniva il meteoroide che ha generato il bolide? “Proiettando all’indietro la traiettoria e la velocità di arrivo è stato possibile ricostruire l’orbita eliocentrica originaria. L’afelio, ossia il punto dell’orbita più distante dal Sole, si colloca nella regione interna della Fascia Principale degli asteroidi: quindi era un meteoroide di origine asteroidale, probabilmente di natura rocciosa”.

Prisma Inaf invitano a cercare i frammenti perchè – sottolineano – di grande importanze per lo studio del solare: “Riuscire a raccoglierne anche un piccolo frammento vorrebbe dire poter studiare come era il Sistema solare miliardi di anni fa, subito dopo la sua formazione. Ogni meteorite è il testimone di un’epoca remota, per questo motivo nessuna deve andare persa”.

Ai cacciatori delle pietre piovute dal cielo, Prisma raccomanda di seguire le istruzioni a questo link .

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2 risposte a Un meteorite è caduto sull’Emilia
Caccia aperta ai frammenti, istruzioni per l’uso

  1. fausto Poli Rispondi

    03/01/2020 alle 15:04

    Capita che cio’ accada. Anche in Italia non ne siamo esenti.

  2. Cosmos Rispondi

    05/01/2020 alle 08:07

    Un meteorite sulla meteora Emilia…

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