Silenzio elettorale: scontro sulle inserzioni a pagamento sul web a campagna finita
Bonaccini e Rossi, parlate pure e spiegate le partite a sbafo regalate da Iren

25/1/2020 – Nel giorno del cosiddetto silenzio elettorale scoppia una polemica in Emilia-Romagna sulle inserzioni a pagamento sul web.

“Poiché Bonaccini, contravvenendo alle norme elettorali, non ha disattivato le inserzioni a pagamento alla mezzanotte di ieri, abbiamo deciso di procedere alla riattivazione delle nostre, in attesa di chiarimenti”:è quanto ha comunicato oggi la Lega.

Secca replica di Andrea Rossi, coordinatore della campagna di Bonaccini: “Sconcerta la segnalazione della Lega di presunte violazioni del silenzio elettorale da parte altrui. Lega e Salvini non sono nelle condizioni di dare lezioni di moralità e legalità a nessuno, Certamente non a Stefano Bonaccini e alle liste che lo sostengono”. Secondo Rossi, “basta guardare i profili di Salvini anche adesso: propaganda ininterrotta da questa mattina” e, dunque, “la cosiddetta ‘bestia‘ non ha mai spento i motori e continua a spargere fango a pieno regime”.

Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni

Nondimeno la loquacità durante il silenzio elettorale non appare com il vero problema, perchè oggi tutti candidati sono scatenati sugli smartphone e sui social. In particolare, quelli del centro-sinistra sono impegnati in una massiccia propaganda personalizzata per il voto disgiunto, nel tentativo di contenere il deflusso dell’elettorato tradizionale verso altri lidi.

Andrea Rossi


Invece è un problema molto serio, e diciamo pure che è vergognoso, lo spettrale silenzio su questioni scottanti come le costosissime partite della Juventus offerte da Iren a Bonaccini, a Manghi e pure ad Andrea Rossi. Il quale dovrebbe rispondere in merito, prima di tuonare sull’altrui fango, proprio perchè è il responsabile della campagna elettorale di Bonaccini, col quale è andato felice e contento allo juventus stadium di Torino, e soprattutto perchè i cittadini e gli elettori hanno il diritto di sapere anche se c’è lo scudo del silenzio elettorale. E allora, Bonaccini, Rossi e Manghi: quante partite avete visto, e come avete speso ottomila euro a testa?

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