Per Craxi , vent’anni dopo
Convegno con Bobo, Del Bue, Bernardi e Maura Manghi

13/1/2020 – La figura di Bettino Craxi, leader socialista e presidente del Consiglio morto vent’anni fa nell’esilio di Hammamet, sarà ricordata anche a Reggio Emilia dalla sinistra riformista Mercoledì 15 gennaio nel corso di una manifestazione alla Sala del Capitano di piazza del Monte (Hotel Posta, ore 17,30) alla quale interverranno l’on. Bobo Craxi, il direttore dell’Avanti on line Mauro Del Bue (già parlamentare del Psi), l’on. Antonio Bernardi presidente del centro Prampolini) e la coordinatrice di Italia Viva a Reggio Maura Manghi. Presiede Daria De Luca.

Perché è giusto che Reggio Emilia ricordi Craxi

di MAURO DEL BUE

Mauro Del Bue

I pentitismi, il rito melenso di tante anche sincere revisioni di giudizio, personalmente mi interessano poco.

Quel che è giusto, anche se molto tardivo, è ricollocare Bettino Craxi nella trincea della politica e in particolare nell’alveo della sinistra riformista italiana ed europea. Dopo vent’anni questa sarebbe l’unica operazione autenticamente riparatrice.

Tangentopoli fu l’occasione per capovolgere le sentenze della storia e per distruggere, col Psi, un intero sistema politico che aveva fatto il suo tempo dopo l’89 e la fine del comunismo, ma al quale occorreva riconoscere di avere sollevato l’Italia dalla macerie della guerra, di averla rilanciata economicamente e democraticamente, di avere sconfitto terrorismo e inflazione, di averla promossa tra i primi cinque paesi industriali del mondo. A questo scopo il contribuito del Psi, e in particolare del Psi di Craxi, è stato essenziale.

La politica costava e si manteneva (tutti i partiti nessuno escluso) in forme irregolari. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, con questa logica evangelica Craxi invitò tutti i parlamentari, col suo discorso del luglio 1992, a giurare di non avervi mai fatto ricorso profetizzando che costoro si sarebbero rivelati prima o poi spergiuri. Craxi ha pagato per tutti da solo. E il prezzo è stata la dimenticanza dell’intera storia socialista italiana oggi sacrificata sull’altare di altre storie, che per essere servite vengono completamente falsate. Mi chiedo se Reggio Emilia non possa dare un segnale a tale proposito approfittando del fatto che i socialisti sono stati parte integrante del modello politico emiliano e che se oggi la regione si vanta d’essere all’avanguardia molto deve anche ai tanti e operosi amministratori del Psi.

Costoro sarebbero ben lieti che la città di Reggio volesse intestare, come avvenuto in diverse città italiane, una strada alla memoria di Craxi, tenendo presente anche il fatto che il suo governo fu quello che stabilì nel 1985 la paternità reggiana del tricolore che aveva altri pretendenti.

Credo peraltro che l’insieme dei grandi leader politici italiani meriterebbero tale onore a cominciare da Enrico Berlinguer che fu leader dell’altro partito della sinistra italiana. In una città dove sono riservate intestazioni all’Unione sovietica, a Lenin e alla rivoluzione d’ottobre, perfino a Tito, ma anche a Francesco Crispi, il repressore dei fasci siciliani che mise fuori legge il Psi di Prampolini e a re Umberto I, che si macchiò di complicità con la strage di Milano del 1898, non dovrebbe essere difficile ricordarsi anche di chi difese la democrazia e l’orgoglio nazionale.

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Una risposta a 1

  1. Paolo cadini Rispondi

    14/01/2020 alle 05:34

    Morto lui morta la sinistra laica

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