“Non si citofona a casa degli altri”
L’errore infantile di un leader in battaglia
Legalità e stato di diritto sempre, anche nei piccoli gesti quotidiani

DI GIORGIA MANZINI

Giorgia Manzini

28/1/2020 – “Mi citofoni o no? Io non cedo per prima!”.
Suonare il citofono degli sconosciuti rievoca gli scherzi dei bambini di altri tempi. Chi di noi non ha mai fatto uno scherzo al citofono, da piccolo? I bambini di oggi, grazie al telefonino, non devono neppure uscire di casa per invadere la sfera altrui, con intento burlone. Quanto si arrabbiavano le nostre mamme per gli scherzi ai citofoni del vicinato!

Il suono del campanello ti arriva come un allarme, il citofono è fuori dalla tua porta di casa e tu sai che a un passo dal tuo inviolabile domicilio c’è uno sconosciuto. È ben diverso l’effetto di una telefonata, in cui la lontananza fisica ti fa sentire al sicuro.
Ma la famosa citofonata di Salvini non è stata né muta, né spiritosa, né utile. L’intento del nostro leader talentuoso era evidentemente di fare il “buon padre di famiglia”, nel dramma della droga. Minando in un attimo il principio di civiltà giuridica del non farsi giustizia da sé e lo spirito emiliano del neminen ledere (non danneggiare il prossimo).

La citofonata di Salvini a Bologna

Noi abbiamo dei riferimenti a cui rivolgerci quando ci sentiamo offesi, lesi, danneggiati. Abbiamo fiducia nelle nostre forze dell’ordine e nelle nostre procure. E il più delle volte riceviamo risposte soddisfacenti. Come gran parte degli italiani.
Qui non vogliamo guerriglia urbana, normalmente non si va a suonare al debitore inadempiente, ma si intenta un processo civile contro di lui, che per quanto lungo e costoso rimane la via migliore per la convivenza civile. Non andiamo dal ladro a riprenderci la merce rubata, andiamo dai carabinieri. Non accusiamo il prossimo per strada, produciamo le prove agli avvocati. Talvolta segnaliamo fatti gravi ai giornalisti, perché la loro voce arrivi più forte. Questa è l’Emilia sana, questa è l’educazione che vogliamo dare ai nostri figli.
La mediazione di un terzo imparziale nella soluzione delle controversie secondo diritto è la scelta della nostra Costituzione. Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e la difesa è un diritto inviolabile (art. 24 Cost.). Ripetiamo con forza che nessuno è considerato colpevole sino alla condanna definitiva (art. 27 Cost.), prescrizione o non prescrizione. Ciascuno a casa sua, e buon lavoro alle istituzioni.
Perché la sola evocazione delle squadre della giustizia sommaria sotto casa rimanda a un tempo che non dobbiamo ripetere e a un modo che vogliamo condannare. E che qui sanguina ancora nel ricordo degli anziani.
La conseguente rappresaglia incivile e illecita ai danni dell’auto della denunciante deve riportarci allo stato di diritto.
Legalità, anche nei piccoli gesti quotidiani, come esempio per gli altri e limite dello stato di grazia di un leader, che ha conquistato il cuore di tanti emiliani. Comunque e innegabilmente.

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