Ma chi gli crede più?
Bonaccini giura di riaprire i punti nascita, dopo averli chiusi
Fischi e sberleffi dal centro destra

13/1/2020 – Ha sollevato un coro di critiche e sberleffi dal centrodestra la promessa fatta questa mattina dal governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini di riaprire i punti nascita in montagna, dopo le parole a favore spese dal ministro della Salute Roberto Speranza al convegno della Spi-Cgil al quale hanno partecipato entrambi.

Una mossa evidentemente studiata di fronte al rischio di un tracolloelettorale nella montagna emiliana (che è nell’aria). Ma Nessuno dimentica che a chiudere i centri nascite di Castelnovo Monti, Pavullo e Borgotaro era stato proprio il governatore ricandidato, con il suo assessore alla sanità Venturi.

Maura Catellani

“Il ministro della Salute Roberto Speranza è stato di parola: riapriremo i Punti nascita. È ciò che gli avevamo chiesto fin dal giorno del suo insediamento e che il precedente governo non aveva saputo o voluto fare, nonostante i proclami”. È quanto ha dichiarato Bonaccini a margine del convegno. “Nel Patto per la Salute che abbiamo appena sottoscritto tra Governo e Regioni è indicata la revisione del Decreto ministeriale 70 per la disciplina e i parametri dei Punti nascita. E oggi Speranza ha confermato l’intenzione di procedere speditamente. Come Regione Emilia-Romagna – giura oggi – siamo pronti a fare fino in fondo la nostra parte, mettendo le risorse finanziarie, umane e organizzative necessarie.

Dicevamo delle reazioni severe e sarcastiche del centro destra.

“Cinque anni di completo immobilismo sul tema per poi svegliarsi oggi, a due settimane dal voto, per la paura di perdere i voti della montagna- attacca Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia in Senato- A Bonaccini diciamo basta incolpare sistematicamente Berlusconi per una norma del 2011, frutto di un accordo con la Conferenza Stato-Regioni presieduta da Vasco Errani”.

Secondo Bernini, in realtà, “la Regione aveva tutti gli strumenti normativi per tenere in vita i punti nascita, motivando adeguatamente la richiesta di deroga. Ma in questi anni non ha mai ascoltato le ragioni dei comitati”.
Duro anche il capogruppo della Lega in Regione, Stefano Bargi.
“Se il numero di nascite necessario al mantenimento dei reparti
puo’ essere magicamente cambiato grazie a un rapido accordo
politico- dichiara – allora viene da chiedersi se fino ad oggi il
presidente non abbia mentito alla collettivita’, rendendo impossibile
ai cittadini del crinale il poter mettere alla luce i figli nel territorio in cui vivono”.

Sulla stessa linea anche Maura Catellani, candidata
del Carroccio all’assemblea legislativa regionale. “Sembra
che la Regione non sia stata governata da Bonaccini, ma da un suo
alter ego cattivo- ironizza- quando sono stati chiusi i punti
nascita, al governo della Regione c’era lui. Perchè dovremmo
credere che oggi, alla vigilia delle elezioni, voglia riaprire
cio’ che lui stesso ha chiuso?”.

Afferma a sua volta la deputata di Forza Italia Benedetta Fiorini: “Era prevedibile che il presidente uscente dell’Emilia Romagna non avrebb e esitato a fare propaganda anche su un tema delicatissimo come quello della salute. Durante questi anni ha chiuso i punti nascita nei centri appenninici e adesso, a pochi giorni dal voto, vorrebbe far credere ai cittadini che intende riaprirli. Non gli crede più nessuno – conclude – Bonaccini dovrebbe vergognarsi!”

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