Il centro destra a Scandiano
“Miglior risultato in 11 anni, ma andare oltre per costruire un’alternativa di governo”

DI ALESSANDRO NIRONI FERRARONI*

A. Nironi Ferraroni

29/1/2020 – Qualche numero sul centro destra a Scandiano:

4758 voti (elezioni amministrative 6/7 giugno 2009)
2306 voti (elezioni amministrative 25 maggio 2014)
4422 voti (elezioni politiche – Camera dei Deputati – 4 marzo 2018)
5629 voti (elezioni europee 26 maggio 2019)
3260 voti (elezioni amministrative 26 maggio 2019)
5643 voti (elezioni regionali 26 gennaio 2020)

(I dati sono aggregati per aree di collocazione politica delle liste e/o dei candidati).

Se consideriamo l’enorme ed encomiabile impegno che è stato dispiegato in quest’ultima competizione – molto assimilabile alle ultime elezioni europee – e il trend di crescita degli ultimi anni, penso possiamo tranquillamente dire che il centro destra, anche a Scandiano, è di fronte ad un bivio:

  1. scegliere di rimanere come è, magari addirittura accentuando alcune sue sfaccettature più estreme per contendersi le briciole del medesimo paniere, sperando nelle vicende alterne del centro sinistra cioè, per capirci, in suoi errori clamorosi;
  2. scegliere di interrogarsi seriamente su come provare a costruire un’alternativa di governo.

Visti i numeri – che alla fine in politica quelli soli contano – tenderei ad escludere la prima opzione, anche considerando l’entità del distacco ancora esistente, a carte immutate non superabile (2529 voti).
Perdere di moltissimo (come qualche anno fa) o di poco meno (come ora) non cambia assolutamente nulla.
E’ un vicolo cieco che si può indorare con, anche doverosi e giusti, complimenti. Ma resta un vicolo cieco. Nulla di più. L’illusione che può ingenerare il miglior risultato degli ultimi dieci anni può essere fatale.

Quanto alla seconda, è senz’altro, a mio avviso, l’unica soluzione. Ma è tremendamente in salita. Non facciamoci illusioni.
Essere inclusivi, innanzitutto come idee e progetti, e non esclusivi è molto, molto complicato.
Come complicato è formare e selezionare quella che vorremmo che fosse la nostra classe dirigente. I nostri concittadini vogliono essere governati e governati bene, pretendono competenza e serietà, esigono fatti concreti.
Ce lo hanno spiegato più volte nelle urne: un conto è parlare di temi generali, altro è governare la macchina amministrativa.
Di ciò che hanno, nel bene e nel male, a torto o a ragione, si fidano.
Se cambiano vogliono cambiare per qualcosa che gli dia la ragionevole certezza che miglioreranno e di molto le loro prospettive rispetto a quelle attuali. Chi farebbe il contrario?
Pensare poi che gli elettori capiscano poco è una follia che lascio volentieri ad altri.

Piaccia o no questa è la realtà che i dati elettorali ci consegnano.

A ognuno degli attori, ivi compreso chi vi scrive, trarne quindi l’insegnamento che vorrà.

*Consigliere comunale a Scandiano

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