Giù le mani dai bambini: Salvini dà voce alla disperazione di mamme e papà. Le vittime dei servizi sociali sfilano sul palco di Bibbiano

DI PIERLUIGI GHIGGINI

23/1/2020Valeria Bigi, madre coraggio che si è vista togliere la figlia con false accuse, dopo la morte del marito Lorenzo Burani, scultore assassinato a Modena sette anni fa, e il cui padre, famoso partigiano, è morto di crepacuore dopo l’affidamento della nipote.

Marco e Stefania, i genitori della piccola Perla “rapita” dai servizi sociali di Reggio Emilia entrati in casa con l’inganno, annunciandosi come ispettori dell’Enpa.

Maria Josè, da ventidue anni dipendente del Santa Maria Nuova, una donna stimata da tutti, mai avuto problemi di droga e nemmeno processi penali, che può vedere la figlia solo un’ora ogni 30-40 giorni.

E la mamma del piccolo Tommy Onofri, rapito a 17 mesi il 2 febbraio 2006: il suo corpicino fu ritrovato due mesi dopo sepolto nel greto dell’Enza su indicazione di Mario Alessi, uno dei tre rapitori.

Valeria, Marco e Stefania, Maria Josè e Paola Onofri sono stati i protagonisti questa sera della manifestazione con Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni in piazza della Repubblica a Bibbiano, a conclusione della campagna elettorale della Lega. Manifestazione elettorale decisamente inconsueta, nell’epicentro dell’inchiesta Angeli e Demoni, perchè sul palco non campeggiavano simboli di partito, ma soltanto una frase a caratteri cubitali: “Giù le mani dai bambini“.

Bibbiano: Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni insieme ad alcuni genitori ai quali i servizi sociali hanno tolto i bambini

Salvini e Borgonzoni, insieme all’ex ministra per la famiglia Locatelli, hanno parlato lo stretto necessario: la manifestazione è stata quasi interamente per “mamme, papà e bambini”, per “genitori coraggiosi ” che hanno rappresentato con le loro storie personali raccontate dal vivo con foga, con rabbia e con dolore, le tragedie di migliaia di famiglie che i servizi sociali e i tribunali dei minorenni, vale a dire lo Stato, hanno privato dei loro figli.

Molte volte ciò è avvenuto con ragione, perchè i piccoli dovevano essere salvati e protetti dalla violenza, ma in troppi casi si sono consumate ingiustizie terribili – in tutta Italia – a causa di incompetenza, di una follia ideologica che si è spinta a falsificare le carte e a manipolare psicologicamente i bambini, e purtroppo per avidità di denaro.

La piazza di Salvini a Bibbiano

Di tutto questo nei servizi andati in onda questa sera – a Bibbiano c’erano molte troupe e decine di giornalisti e blogger, compresi nomi importanti come Gad Lerner e Selvaggia Lucarelli – è rimasto ben poco. Nelle tv si è parlato soprattutto del confronto quantitativo tra le due piazze, quella della Lega e quella delle Sardine risalite a Bibbiano contro lo “sciacallaggio” di Salvini.

La piazza della Lega a Bibbiano, in attesa di Salvini e Borgonzoni

Diciamo subito che alla stessa ora, quando la Lega concludeva il comizio e le Sardine invece lo cominciavano, le due piazze apparivano equivalenti. Millecinquecento-duemila persone da Salvini, duemila persone dalla Sardine, che ne avevano annunciato cinquemila. Di fatto un concerto, quello del movimento di Sartori, cresciuto numericamente mano a mano che la musica live e “Bella ciao” scaldavano la piazza e in cui, sotto l’occhio di un drone, si è anche cercato di battere il record della sardina più grande del mondo.

La piazza delle Sardine a Bibbiano

Nonmeno, dal punto di vista qualitativo, i contenuti della manifestazione salviniana hanno surclassato quelli del movimento generazionale “di opposizione all’opposizione”. I racconti dei genitori dal palco della Lega hanno suscitato ondate di commozione incontenibile: proprio perchè erano storie di vita vissuta, storie vere di oppressione e di ingiustizie capaci, per la loro enormità, di frantumare anche i cuori di pietra.

Lucia Borgonzoni e Matteo Salvini sul palco di Bibbiano

Quanto di tale messaggio sia arrivato stasera nelle case degli italiani , è difficile dirlo. Certo è che, se in piazza della Repubblica la scena era dominata dai fatti e dalla vita vissuta, in piazza Libero Grassi si cantava Bella Ciao contro qualcuno, e non per qualcosa. Però questa è la democrazia, e non c’è da scandalizzarsi se le cose vanno così: decideranno gli elettori, domenica, chi sia più o meno nel giusto.

Parlano Stefania e Marco, i genitori della piccola Perla

E mentre da una parte si cantava e si gridava contro qualcosa, alla fine Salvini gridava “Viva Bibbiano”, ringraziando la culla del Parmigiano reggiano e i bibbianesi “gente meravigliosa”.

E Lucia Borgonzoni, nel suo intervento finale, parlava di una Regione Emilia-Romagna in cui da lunedì non dovrà più esserci la paura di dichiararsi di destra o di sinistra. Mentre ancora oggi c’è timore di dichiararsi di centro-destra, perchè possono scattare minacce e ritorsioni, come ‘è accaduto al sindaco di Jolanda di Savoia al quale Stefano Bonaccini, in una telefonata registrata, ringhia: “Se vinciamo noi, tu e il tuo Comune siete finiti”.

Si può allora sperare che la politica prenda una strada diversa, non soltanto”contro”, ma di riconoscimento dell’avversario, e anche di lavoro comune almeno quando sono in gioco valori supremi?

Parla Valeria Bigi

Oggi è la sinistra a demonizzare Salvini in quanto “propagatore di odio”. Lucia Bergonzoni invece viene dileggiata in quanto donna, e anche minacciata di continuo. Ma questa sera gli odiatori erano altrove, mentre Salvini è apparso come l’agnello pacifico, pronto al sacrificio e al tempo stesso sicuro della vittoria. Il Pd è sprezzante, Elisabetta Gualmini a Rete4 afferma perentoria che Salvini “non crede mai a quello che dice”. Insomma, tutto un trucco.

Salvini a sinistra viene liquidato come un bieco e arrogante manipolatore, anche quando dice dal palco di Bibbiano che “questa non è una serata di partito, ma una serata che dovrebbe riunire tutte le persone perbene perchè quando si tratta di difendere i bambini dovremmo essere tutti uniti”: parole da scolpire nel marmo, pronunciate tra gli applausi scroscianti della folla che applaude, piange, partecipa ai drammi dei genitori privati dei loro figli, che grida “vergogna,vergogna” e “giù le mani dai bambini”. E invoca di continuo il nome di Matteo.

Salvini con Paola Pellinghelli, la mamma del piccolo Tommy Onofri

“I protagonisti saranno solo mamme, papà e bambini. Purtroppo ci sono alcune centinaia di mamme e papà e vittime di ingiustizie, ma abbiamo chiesto 5 testimoni di parlare anche a nome di chi non c’è più – annuncia Salvini – Dispiace che a qualche metro di distanza da qui ci sia qualcuno pronto a fare polemica: il bene dei bambini dovrebbe unire tutti. La politica non dovrebbe dividersi su questo”. “Ci sono oltre 26mila bimbi lontani, spesso per motivi giustificati. Ma se ce ne fosse solo uno lontano da mamma e papà senza motivo allora è dovere di un popolo civile riportarlo a casa” afferma Matteo Salvini.

Tommy Onofri, 17 mesi, rapito e ucciso nel 2006

Dicevamo delle parole dei genitori: ad ascoltarli si faceva fatica a ricacciare le lacrime in gola.

La prima a parlare è Valeria Bigi, bibbianese, già iscritta alla Fgci e con “scuola alle Frattocchie”.

“Anni fa ho perso il mio compagno, ucciso per futili motivi. Poi, dopo anni, hanno dichiarato mia figlia adottabile, da affidare ai servizi sociali della Val D’Enza. tutto sulla base delle relazioni di Monopoli. Quando me lo dissero quasi caddi per terra: pensavo a un errore, ma non c’era nessun errore. andai a sfogarmi dai carabinieri, che mi hanno sempre sostenuto e protetto”. Il racconto di Valeria lascia annichiliti, perchè rende dal vivo l’idea di quanto male sia stato compiuto. “Un Paese deve essere unito su questi temi – afferma – Mio padre non resse in seguito a quella storia: mi incitò a scappare in Francia con la bambina, e dopo un mese e mezzo morì. Era uno degli ultimi partigiani della Val D’Enza, ma non ho voluto che questo sindaco venisse a commemorarlo a funerale”. E conclude: “Ho giurato che sin che avrò vita lotterò per cambiare le cose. Noi ci siamo sentiti protetti solo da Matteo Salvini, quando era ministro. Solo allora sentimmo lo Stato vicino”. 

Borgonzoni, Locatelli e Salvini

Marco, il papà di Perla, racconta che non voleva credere a quanto gli diceva la compagna, poi tocca con mano la verità e così decide insieme a di installare di installare le telecamere e di girare con le microcamere addosso: “Non contro i ladri, ma per difenderci da quei servizi sociali che invece dovrebbero difendere noi”. Paradossolo molto difficile da credere, però quelle telecamere hanno provvidenzialmente documentato lo scandalo del rapimento di Perla.

Per questo Marco afferma: “Quando vi accorgete di un problema di un vicino, parlategli, prendete un caffè insieme, ma non chiamate i servizi sociali“. Dopo la struggente testimonianza di Maria Josè, una lavoratrice normale alla quale da anni viene negata la figlia per “conflittualità genitoriale” – e che grida la sua rabbia per un sistema che lega serizi sociali, operatori, psicoterapeuti, cooperative, Matteo Salvini ha presentato alla piazza la mamma del piccolo Tommy , che nessuno ha mai dimenticato e il cui omicidio grava sulla coscienza collettiva di un intero popolo.

Lucia Borgonzoni

La conclusione dell’ex-ministro: “Dobbiamo rivedere la legge sull’affido condiviso: mamma e papà possono litigare ma i bambini devono rimanere con le famiglie. Massimo rispetto per quelle case famiglie che aiutano sul serio i bambini, massimo disprezzo per quelle strutture che sui bambini hanno fatto i soldi. Viva Bibbiano, e sappiate che sono pronto a dare la vita per riportare a casa questi bambini. Giù le mani dai bambini”. Le note de I bambini fanno ohhh e di Una vita spericolata chiudono la manifestazione, in una piazza che stenta a svuotarsi anche quando Salvini e Bergonzoni hanno già lasciato Bibbiano, e mentre nell’altra piazza va in scena l’apoteosi di Bella Ciao.

Il concerto-comizio delle Sardine a Bibbiano
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Una risposta a 1

  1. Memoria corta Rispondi

    24/01/2020 alle 09:29

    La citofonata di Matteo Salvini non fa che incrementare ulteriormente e ancora una volta la propaganda di sinistra alla vigilia delle lezioni emiliane (che secondo me ha già vinto la sinistra con sardine di contorno… anche per volontà europea e finanziaria…).
    La destra è un tantinello pirla..consentitemelo.. non ha ancora imparato a predicare bene e razzolare male-malissimo.
    Questione di ‘stile-immaginetta’ costruito negli anni.
    La massa ha sempre bisogno di santini a cui votarsi…ad ognuno il suo rosario più o meno esibito. 🙁

    Comunque sia..
    andrebbe istituito un GIORNO DELLA MEMORIA dei gravissimi fatti di BIBBIANO, prima che qualcuno decida che si debbano scordare.

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