Clan Grande Aracri, retata di Gratteri a Cutro
Arrestati banchiere, imprenditore e famoso cardiologo con studio a Reggio Emilia

15/1/2020 – La Guardia di finanza di Crotone ha arrestato tre persone nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro, coordinata da Nicola Gratteri e denominata “Thomas”, sulle ingerenze della cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri sulle attività del Comune di Cutro.

Gli arrestati sono Ottavio Rizzuto, attuale Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di Credito cooperativo del Crotonese e già dirigente, dal 2007 al 2015, dell’Area tecnica del Comune di Cutro; Alfonso Sestito, medico cardiologo al Policlinico Gemelli di Roma, con studi medici a Reggio Emilia, Roma e Cutro e l’imprenditore Rosario Le Rose.

La Guardia di Finanza in centro a Cutro
Il cardiologo

Il cardiologo Alfonso Sestito, che svolge anche attività ambulatoriale a Reggio Emilia e Cutro, sarebbe stato un terminale economico della famiglia di ‘ndrangheta Grande Aracri attraverso una serie di investimenti, di natura imprenditoriale, soprattutto nel campo della ricezione turistica. Una volta acquisiti gli immobili quasi tutti ubicati lungo la costa cutrese, la cosca li gestiva e, soprattutto, assicurava il controllo. Due delle società sequestrate, Camelia Srl e Domus Re Consulting, erano intestate a Giancarla Sestito, moglie del cardiologo.

Il presidente della banca cooperativa, invece, in qualità di dirigente dell’Area tecnica del Comune di Cutro tra il 2007 e il 2015, aveva affidato, in regime di monopolio, tutti gli appalti a una sola ditta del luogo, gestita dalla cosca Aracri.

Un’informazione di garanzia è stata emessa nei confronti di Nicola Adamo, vicepresidente della Regione Calabria dal 2006 al 2009, già parlamentare del Ds-Pd, espulso nel 2012 dal partito per dissensi. Indagato anche Giuseppe Tursi Prato, ex consigliere regionale, “già condannato nel 2004 – é detto nel comunicato della Dda – per vari reati, fra cui quello di associazione mafiosa, per il reato di traffico di influenze illecite (art.346 bis del Codice penale”.

Indagato anche il boss Nicolino Grande Aracri, capo della cosca di Cutro e Reggio Emilia, che ha ricevuto l’avviso nel carcere dove sconta l’ergastolo.

L’accuse formulate dai sostituti procuratori Paolo Sirleo e Domenico Guarascio sono di associazione mafiosao, estorsione, abuso d’ufficio, traffico di influenze illecite, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose.

Parallelamente alle indagini di polizia giudiziaria i finanzieri di Crotone hanno svolto accertamenti patrimoniali e indagini finanziarie che hanno permesso di certificare le sperequazioni tra i redditi dichiarati e i patrimoni effettivamente posseduti in relazione alle quali le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro, con l’obiettivo della successiva confisca, quattro attività economiche e relativi compendi aziendali, 83 beni immobili, 16 autovetture, depositi bancari, polizze assicurative, per un valore di oltre 15 milioni.

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