Chiude la Upim di Reggio
Terenziani: “Un’occasione per ripensare il centro storico: basta brand monomarca di fascia bassa”

32/1/2020 – Chiude la Upim a Reggio Emilia. Per il negozio situato al piano terreno del palazzo ex Tribunale all’ angolo tra via Emilia San Pietro e via Roma, nei locali che per decenni avevano ospitato la Standa, oggi dovrebbe essere l’ultimo giorno di apertura. Il contratto d’affitto era stato disdettato a marzo, e in dicembre il gruppo Coin aveva avviato le procedure per il licenziamento dei sei addetti al negozio, che sono in stato d’agitazione.

La Upim di Reggio

Da mesi erano in corso trattative tra Azienda e Comune – informa la Filcams Cgil – per la rinegoziazione dei canoni di locali e il ricollocamento dei lavoratori.

“Le parti si sono impegnate a verificare se vi siano le condizioni per consentire il permanere del punto vendita, ma ad oggi ancora non vi sono garanzie concrete.- sottolinea Luca Chierici, segretario Filcams cgil provinciale- Il comune ha infatti annunciato la necessità di mettere a bando quei locali, il cui affitto è stato disdettato dall’Azienda a marzo scorso, con la possibilità di ridurre i costi dei canoni di locazione, ma ad oggi non abbiamo notizie certe”. Il bando dovrebbe essere pubblicato il 28 febbraio e il sindacato – aggiunge Chierici – ha chiesto l’inserimento di una clausula i salvaguardia dei posti di lavoro a prescindere dal soggetto aggiudicatario, fonti interne del Comune ci dicono che ad oggi non vi sarebbe uina volonta in questo senso ”.

Diverso il parere della presidente di Confedilizia Annamaria Terenziani , secondo cui la chiusura di Upim dovrebbe essere l’occasione per invertire la tendenza a insediare nel centrodi Reggio brando monomarca di “fascia bassa” (Tali sono Calliope a palazzo del Monte e H&M a palazzo Busetti)

“La liberazione da parte di Upim dei locali ex Standa deve portare l’amministrazione comunale a ripensare, anche alla luce di questo evento, le funzioni delle strutture medio-grandi del centro storico afferma Terenziani –

Se infatti persino il brand monomarca di fascia bassa soffre, significa che occorre invertire la rotta. Lo abbiamo detto tante volte, il Centro Storico non risorge con i grandi magazzini ma con la personalità e le potenzialità che possono esprimere le realtà locali, dal commercio dei prodotti locali all’artigianato.

Se poi si ha la fortuna, così come ha il Comune, di avere numerose proprietà proprio nel Centro Storico (tra le quali non dimentichiamo certo il Mercato Coperto), allora la programmazione dovrebbe risultare più facile – sottolinea l’avvocato Terenziani – Occorre solo mettersi in un’ottica diversa, tenendo presente che Reggio a breve ospiterà un crescente numero di studenti universitari che costituiscono un’importante risorsa ed ai quali vanno offerti spazi per acquisti e svago.

Allo stesso tempo occorre lavorare affinché il centro storico, anche in questa zona sia facilmente accessibile. È dunque il momento di mantenere una promessa elettorale fatta dal Sindaco Vecchi in Confedilizia prima delle elezioni, circa il potenziamento del parcheggio dell’ex-Caam, in parte interrato ed in parte in sopraelevazione”.

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