Bonaccini, parlaci delle partite a sbafo pagate da Iren 8 mila euro l’una

DI PIERLUIGI GHIGGINI

22/1/2020 – Sono passati dieci giorni da quando Il Giornale di Sallusti ha rivelato che fra il 2015 e il 2017 le relazioni istituzionali di Iren avrebbero elargito gentili omaggi ai politici (del Pd e dintorni) sotto forma di biglietti per le partite di Champions della Juventus: Stefano Bonaccini, ricandidato governatore dell’Emilia Romagna avrebbe scroccato la partita Juventus-Lione del 2016 insieme ad Andrea Rossi (deputato Pd, ma all’epoca sottosegretario del presidente Bonaccini). Fra i beneficiati in varie occasioni anche l’ex assessore regionale Leonardo Palumbo, l’ex sindaco di Genova Marco Doria, l’ex sindaco di Piacenza Paolo Dosi e il sottosegretario della giunta Bonaccini uscente, Giammaria Manghi, sindaco di Poviglio e già presidente della provincia di Reggio Emilia.

E’ stato l’ex vicepresidente del gruppo Iren, l’avvocato Ettore Rocchi, a denunciare la situazione al consiglio di amministrazione e all’amministratore delegato Massimiliano Bianco, però senza ottenere risposte adeguate. Rocchi, in aprile, ha presentato anche uno o più esposti in Consob (visto che Iren è quotata in Borsa, anche se il controllo è nelle mani dei sindaci di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio Emilia).

Ora, dall’esposto emerge che il Grande Elemosiniere delle partite di Champions sarebbe Cesare Beggi, sino al 2009 sindaco Pd di Quattro Castella e subito dopo assunto con ricco contratto da Iren per tenere i rapporti istituzionali con gli enti locali soci (e compagni).

Rocchi ha rilevato anche una “criticità” nell’assunzione di Beggi, di cui i vertici di Iren erano perfettamente a conoscenza. Una vicenda non irrilevante, ma che appare secondaria di fronte al “sistema” adottato per garantire i buoni rapporti con i Comuni soci.

Non si sa bene quanti siano i biglietti per le partite distribuiti qua e là, né se altri lucrosi benefit siano casualmente arrivati a qualche amministratore. Il Giornale tuttavia ha citato un pacchetto di 6 biglietti per gli incontri internazionali della Juventus per la somma complessiva di 48 mila euro. Ora, se l’aritmetica non è un’opinione, 48 mila diviso 6 fa 8 mila. Ogni biglietto, con cena pre partita, parcheggio ed evidentemente albergo e altre spesucce, sarebbe costato la modica somma di 8 mila euro. Ottomila euro equivalgono a sei mesi di un discreto stipendio, oppure a un anno da precario a 600 euro al mese (vi assicuriamo che sono tanti). Oppure a un anno di pensione di tanti anziani.

Il giornale del 13 gennaio

Ora, a distanza di 10 giorni, nessuno ha smentito, spiegato o commentato la notizia del Giornale e rilanciata da Reggio Report: nè Iren, nè tantomeno gli interessati: men che meno Bonaccini, che pure avrebbe più degli altri il dovere della trasparenza in quanto candidato governatore. E visto che la notizia ha fatto il giro d’Italia, e tutti ne parlano anche a Reggio, viene da pensare che il silenzio equivalga ad assenso, e che nessuno è in grado di smentire la notizia semplicemente perchè è vera.

Ora, se questo è vero, i cittadini (soprattutto se utenti Iren, specialmente quelli amministrati dal sindaco di Reggio Luca Vecchi, che incidentalmente è il coordinatore del patto di sindacato Iren e che pure dovrebbe sentire il dovere di chiedere spiegazioni e riferire ai propri amministrati), dicevamo i cittadini hanno il diritto di saperla tutta: quanti biglietti e altri benefit sono stati distribuiti negli anni ai politici (e mettiamoci nella verifica anche alti funzionari e giornalisti). S enza trascurare gli amministratori comuni soci, i quali prima ancora di essere azionisti Iren hanno il dovere di tutelare i loro cittadini nei confronti delle multiutility.

Ma Bonaccini, in primo luogo lui che corre da ri-governatore, e i suoi sodali hanno il dovere di spiegare il dettaglio delle spese. Perchè lor signori non sono andati a vedere a scrocco il Borgorosso: sono costati ottomila euro cadauno a Iren. E con ottomila euro non si scherza. Altro che benefit: per qualche Procura di altre latitudini, potrebbe essere corruzione. E non vogliamo neppure pensare a una eventualità simile.

Certamente Bonaccini, visto che siamo alle elezioni, ha il dovere di spiegare se certi trattamenti abbiano condizionato in qualche modo comportamenti e scelte. E lo diciamo perchè, dopo questa storiaccia delle partite a sbafo, un’ombra è calata anche sulle decisioni della Regione e dei Comuni relative all’impianto Forsu-Biogas di Gavassa.

Insomma: candidato Bonaccini, parlaci anche delle partite della Juve. E comunque, la nuova assemblea regionale avrà il dovere di fare chiarezza su quando è accaduto – visto che sono almeno quattro i beneficiati – e fissare regole draconiane perchè certe schifezze non accadano più. Ci aspettiamo impegni solenni e molto seri.

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