Angeli e Demoni, il “licenziamento” di Anghinolfi è un bluff: ecco perchè
L’ex dirigente fa tremare il Pd alla vigilia delle elezioni

Il licenziamento di Federica Anghinolfi, principale imputata nell’inchiesta Angeli e Demoni? “Un bluff propagandistico della sinistra a poche ore dal voto voto per le regionali”. Lo afferma la deputata reggiana Benedetta Fiorini, di Forza Italia, e spiega perchè: Anghinolfi, già responsabile dei servizi sociali Val d’Enza, non può essere licenziata semplicemente perchè il suo contratto era scaduto con le ultime elezioni comunali. E non sarebbe stato neppure prorogato. O almeno, il contratto nuovo o la proroga non risultano fra gli atti in possesso di consiglieri della Val d’Enza.Una situazione pasticciata anche dal punto di vista amministativo. Fra l’altro, come ha documentato la consigliera provinciale (e candidata di Forza Italia) Cristina Fantinati, Anghinolfi è sempre stata assunta coin contratti biennali in Val d’Enza e prima ancora nell’Unione bassa Reggiana, senza che il suo posto fosse mai messo a concorso, come invece prevede la legge.

“Ritengo che sia in atto, in queste ultime ore prima del voto, un clamoroso inganno, un bluff propagandistico da parte della sinistra che, per cercare di togliersi dai guai e rifarsi una verginità politica, vorrebbe far credere di aver licenziato la dirigente dei servizi sociali dell’Unione val d’Enza, Anghinolfi, figura chiave dell’inchiesta Angeli e Demoni”. sostiene Fiorini.

“Lo scorso 25 agosto – aggiunge – il sindaco di Cavriago Francesca Bedogni, aveva preannunciato sulla stampa che a fine anno l’Unione val d’Enza non avrebbe rinnovato il contratto all’Anghinolfi. Dunque, l’ex responsabile dei servizi sociali non è stata licenziata. Semplicemente, essendo al centro dell’inchiesta sui minori, non le è stato più rinnovato il contratto. Invito dunque la sinistra a dire la verità sulla chiusura del rapporto di lavoro con la Anghinolfi.

Benedetta Fiorini

La spasmodica ricerca di rifarsi una reputazione diventa un boomerang per la sinistra. Bisogna fare chiarezza a tutti i livelli. La magistratura sta portando avanti l’indagine, ma la politica deve darsi da fare – conclude Fiorini – Forza Italia e tutto il centrodestra da mesi chiedono innanzitutto che si avvii la Commissione parlamentare di inchiesta e che si approvi una nuova normativa sugli affidi perché così com’è non funziona”.

Federica Anghinolfi Intervistata da Rete4

Il licenziamento invece è scattato per l’operatore Francesco Monopoli, altro imputato di primo piano nell’inchiesta della Procura di Reggio emilia sugli affidi illegali. anche lui come Anghinolfi sottoposta procedimento disciplinare. Monopoli, assistente sociale della Asp Sartori, era di fatto il braccio destro di Anghinolfi: è accusato di aver fatto alcune telefonate a giudici onorari cercando di convincerli della veridicità delle accuse su abusi subiti da minori. La sua figura sarebbe centrale anche nell’incredibile vicenda della figlia di Valeria Bigi, una delle madri coraggio che stanno denunciando in Italia i soprusi e le ingiustizie subite dai servizi sociali Val d’Enza.

La responsabile dei procedimenti disciplinari Sylvia Kranz ha spiegato che i comportamenti di Anghinolfi e Monopoli (tornati in libertà prima di Natale) “erano tesi a fare pressioni su colleghi e soggetti esterni per arrivare sentenze del tribunale dei minori di Bologna tese ad allontanare i bambini dalle famiglie di origine, al fine di darli in affidamento’. Proprio quello che le madri definiscono, senza tanti giri di parole, il mercato dei bambini in affido.

Resta il fatto che la notizia del licenziamento di Anghinolfi appare come la classica bufala propinata ai giornali da una sinistra – afferma la deputata Fiorini – che cerca di rifarsi una verginità alla vigilia delle elezioni. E la bufala, guarda caso, è stata propalata dopo che la stessa Anghinolfi, intervistata a Fuori dal Coro di Giordano, ha chiamato in causa la politica: “Io ho fatto quello che mi chiedeva l’Istituzione”, ha detto, anticipando di fatto una linea di difesa al processo che punterà a mettere sul banco degli imputati proprio i politici: non solo il sindaco Carletti, già indagato di abuso d’ufficio e falso ideologico, ma un intero sistema governato dal Pd. Ecco perchè i dem tremano alla vigilia del voto.

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