Salvini torna nel reggiano
A Viano dal big della meccatronica Enrico Grassi, poi a Rio Saliceto
Nei sondaggi Borgonzoni avanti di 7 punti

9/12/2019 – Oggi eMatteo Salvini torna nel reggiano, a conferma che il leader della Lega ha piantato le tende in Emilia-Romagna per non farsi sfuggire l’occasione, Sardine o non Sardine, di strappare la regione alla sinistra.

Enrico Grassi, patron della Elettric 80

Dopo la domenica a Fiumalbo e Pavullo nel Frignano (dove ha giurato che la Lega farà di tutto poer riparire il punto nascite chiuso dalla giunta Bonaccini) , questa mattina (Lunedì) è a Viano per visitare la Elettric 80 di Enrico Grassi, big della meccatronica – e patron del Rugby Reggio – che lavora in tutto il mondo, si veste come un cow boy e viaggia su Harley Davidson.

Nel pomeriggio Salvini scende nella bassa a Rio Saliceto, dove visiterà la Mar Plast, azienda di dispenser e accessori bagno. Poi trasferimento a Ferrara. Con lui questa volta ci sarà la candidata Lucia Borgonzoni, non come domenica scorsa Castelnovo Monti.

Salvini parla a Castelnovo Monti

L’ex ministro dei porti chiusi promette di tornare in Emilia altre volte da qui al 26 gennaio: l’exploit finale potrebbe riservarlo a Bibbiano, paese-simbolo del miglior Parmigiano Reggiano, e oggi anche del disastro giudiziario, amministrativo e politico dell’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illegali.

Intanto il presidente uscente Stefano Bonaccini ha ripreso un po’ di colore dopo la manifestazione di massa con cui sabato sera ha aperto ufficialmente la campagna elettorale in piazza Maggiore a Bologna, con migliaia di persone confluite da tutta la regione: gli organizzatori hanno annunciato dodicimila presenze. La macchina da guerra del Pd ha allestito una cinquantina di pullman e di treni, e si è assicurata gli interventi video di big dello spettacolo e della cultura, da Carlo Lucarelli ad Alessandro Bergonzoni, da Andrea Mingardi a Francesco Guccini alla famiglia Casadei, sino al campione di volley  Ivan Zaytsev.

Piazza Maggiore per Bonaccini a Bologna

Uno sforzo imponente (compreso un mega spot sui cinque anni bonacciniani e i suoi 800 mila chilometri macinati in tutta la regione) messo in moto fondamentalmente dalla paura di una dura sconfitta. Di certo piazza Maggiore segna un punto a vantaggio rispetto a un centro destra emiliano ancora imbambolato alle lotte intestine per le candidature: la Lega annuncerà le sue soltanto il 21 dicembre.

Riuscirà la macchina da guerra dem a ribaltare il pronostico, oppure finirà come con Occhetto nel 1994? I dubbi non mancano.

La forte politicizzazione della campagna elettorale gioca a favore del centro-destra: ne sono prova le diecimila firme raccolte solo ieri, e solo in Emilia, contro il sì italiano al meccanismo di stabilità europeo Esm che secondo numerosi economisti, di ogni orientamento, diventerebbe una pistola puntata alla tempia del popolo italiano.

Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni

C’è di più: secondo un sondaggio riservato di pochi giorni fa citato da affaritaliani.it Lucia Borgonzoni avrebbe accumulato un vantaggio di 6-7 punti su Stefano Bonaccini e con le “forchette”che neppure si toccano. Le Sardine insomma, funzionerebbero, ma come boomerang ai danni di Bonaccini.

I sondaggi sono soltanto sondaggi (mai dimenticarlo), però questo è già abbastanza per fugare i timori di un voto disgiunto che, a fronte un centro destra dato al 50% e passa, punirebbe Borgonzoni consegnando alla fine il successo nuovamente a Bonaccini. Per la cronaca, la Lega sarebbe in testa col 30-31%, seguita da un Pd intorno al 25% e con Fratelli d’Italia vicina al 10%.

Risultati comunque in linea con quelli dell’ultimo sondaggio nazionale diffusa da Porta a Porta: secondo Euromedia Research se si votasse oggi, l’area di governo Pd-5 Stelle-Italia Viva- Articolo 1 e Sinistra Italiana sarebbe al 40,6%, sotto di quasi dieci punti rispetto al 9,4% del centro destra. Per questo sarà la campagna elettorale più dura della storia emiliana, col Pd pronto a tutto pur di non farsi stritolare e i 5 Stelle, terzo incomodo della situazione, pronti a tutto pur di risalire la china.

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