Reggiolo: donata al comune la chiesa di San Venerio
Offesa dal sisma, sarà restaurata

2/11/2019 – La Chiesa di San Venerio è stata donata al Comune di Reggiolo. Sabato mattina, nello studio notarile Martini, si è svolto l’atto formale della donazione con la famiglia Bianchi, il sindaco di Reggiolo Roberto Angeli e il vicesindaco Franco Albinelli.

Vincolata dalla Soprintendenza per i Beni culturali la chiesetta, fortemente danneggiata dal sisma del 2012, è un simbolo identitario del paese, un luogo che lega la storia di Reggiolo ai ricordi dei reggiolesi. 

La chiesetta medioevale dedicata al santo patrono del paese sorge in via Roma, nell’area presunta del primo insediamento abitativo reggiolese.

In un documento del 1044 si fa cenno a una “Capella S. Venerii”, qui edificata su un dosso, la cui presenza è confermata in successivi documenti del 1144 e 1256, assieme a un piccolo ospedale per i pellegrini intorno al 1465. 

La chiesa di San Venerio a Reggiolo

Nel documento si legge che Beatrice, madre di Matilde di Canossa, acquista “Razolo” munita di torre e di cappella eretta in onore di San Venerio. Nell’800 la chiesetta era stata ceduta dall’allora Amministrazione alla famiglia Bianchi per ottenere le risorse necessarie alla costruzione delle scuole medie del paese.

Oggi l’edificio di culto torna ad essere proprietà del Comune, un passaggio che permetterà il rapido recupero della struttura grazie ai fondi per la ricostruzione post sisma messi a disposizione dalla Regione.

Gli interventi per un importo complessivo di 516mila euro comprendono anche il recupero della torre campanaria e si concluderanno entro il 2020. Il progetto di recupero è stato seguito dall’ingegner Luciano Bellesia, che si è occupato anche della pratica per la donazione.

“Per Reggiolo – ha detto il sindaco Roberto Angeli – la donazione rappresenta un tassello importante nel percorso di ricostruzione post sisma del paese. Con il recupero della chiesetta di San Venerio possiamo dire infatti che tutte le opere vincolate dalla Soprintendenza di proprietà del Comune sono state oggetto di interventi di ricostruzione. Questa donazione è un atto di grande generosità e di amore per il patrimonio artistico-culturale reggiolese della famiglia Bianchi”.

La firma della donazione della chiesa di San Venerio da parte della famiglia Bianchi

San Venerio, eremita dell’isola del Tino, visse tra il 560 e il 630 dopo Cristo. di lui l’agiografia ricorda numerosi miracoli e la sconfitta di mostri che terrorizzavano le popolazioni. E’ il patrono del Golfo della Spezia e dei fanalisti (gli operatori dei fari) perché la leggenda racconta come nelle notti di tempesta il Santo accendesse grandi fuochi alla sommità del Tino per guidare i naviganti verso un porto sicuro.

San Venerio è il simbolo del legame nei milleni tra la pianura Padana e il Tirreno: le reliquie miracolose furono traslate a Reggio Emilia per metterle in salvo dalle incursioni saracene, qui riposano ancora oggi nell’altar maggiore della chiesa di San Pietro. Nella seconda metà del Novecento, con una disposizioone di Papa Giovanni XXIII, il teschio è stato restituito alla Cattedrale della Spezia. La solennità di San Venerio ricorre il 13 settembre, con la processione in mare e il trasporto della reliquia all’isola del tino, che nell’occasione viene aperta al pubblico per le celebrazioni religiose nei resti dell’abbazia e l’omaggio al cenotafio del santo.

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