Lettera di genitori e nonni al sindaco Vecchi contro il nuovo “mostro” di Gavassa
“Decidete sulla pelle dei nostri figli, non potete pretendere dialogo e rispetto da noi”


7/12/2019 – “Signor sindaco, le ricordiamo che tuti noi abbiamo “preso a prestito” il mondo in cui viviamo e abbiamo la responsabilità e il dovere di conservarlo e restituirglielo nelle migliori condizioni possibili” Queste le parole, desunte da un celebre proverbio indiano, con cui mamme papà e nonni dei bambini di Gavassa si rivolgono al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, contenstando le deicsioni sull’impianto Forsu di Iren, il cosiddetto biogas: un termine fuorviante col quale viene indicato un “mostro” progettato per trattare la frazione organica dei rifiuti (da 160 mila tonnellate/anno, circa quattro volte il fabbisogno della provincia di Reggio) per il quale il comune di Reggio si appresta a rilasciare le concessioni dopo il via libera della Conferenza dei Servizi di Bologna. L’impianto, appunto,sarà costruito a Gavassa con un investimento di oltre 50 milioni esu un terreno agricolo, vocato al Parmigiano reggiano, equivalente a circa 34 campi da calcio di serie A.

Il tutto in una situazione in cui gli enti locali che autorizzano l’impianto sono anche i principali azionisti del costruttore che chiede l’autorizzazione, e dove il dominus politico è il Pd su tutti i fronti della vicenda.

La lettera aperta è nata per iniziativa dei genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, le elementari e le strutture sportive parrocchiali. Sino ad oggi è stata firmata da 217 mamme, papà e nonni di Gavassa. e la raccolta delle firme continua.

Trattorata di protesta in circonvallazione contro il biogas di Gavassa

“Nonostante i numerosi tentativi di avviare un dialogo fattivo con l’amministrazione Vecchi per confrontare le ragioni e le perplessità dell’iniziativa, il territorio non si è mai sentito realmente ascoltato – affermano no i genitori – anzi si è avuta a più riprese l’impressione che l’unico obiettivo dello sterile confronto fosse quello di contenere il malcontento per “proteggere” l’avanzamento dell’iter autorizzativo”.

Nella lettera a Vecchi, i genitori si dichiarano amareggiati per il recente voto in consiglio comunale , gli rimproverano di di non averli incontrati in occasione dell’ultima manifestazione sotto la “casa comunale” e contestano alla radice una decisione assunta da chi non conosce il territorio (o forse lo conosce sin troppo bene?). “Sembra quasi scrivono – che chi prenda queste decisioni non conosca il proprio territorio, non stia in mezzo alla gente, non sia mai andato nelle scuole elementari o dell’infanzia della zona per conoscere i futuri uomini e donne che dovranno governare il nostro Paese”.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APERTA AL SINDACO VECCHI DI GENITORI E NONNI DI GAVASSA

Caro Sindaco, Le scriviamo come genitori e nonni di bambini e ragazzi che frequentano la Scuola Elementare, la Scuola dell’Infanzia, la Parrocchia e la società sportiva di Gavassa, in quanto siamo molto amareggiati per il recente voto in consiglio comunale sulla imminente costruzione di un impianto di BIOGAS nel nostro territorio, che non ha dato spazio al dialogo tra le istituzioni e i cittadini.

I nostri genitori ci hanno sempre insegnato l’importanza del rispetto delle istituzioni e questo è ciò che anche noi crediamo ed esigiamo dai nostri figli, ma, come può ben capire anche Lei da padre, è molto difficile pretendere rispetto e dialogo con chi per primo non dà rispetto e non dialoga con i propri “figli”. Sì, perché i cittadini di una città sono un po’ i suoi figli, signor Sindaco e lei, da buon padre di famiglia avrebbe il dovere di fare il meglio per ciascuno di loro.

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I nostri ragazzi rappresentano il nostro futuro ed hanno il diritto di trovarsi una città che è cresciuta nel rispetto dell’ambiente, delle tipicità dei territori e soprattutto dei loro abitanti. Siamo consapevoli che il tema dei rifiuti sia molto importante e difficile da gestire al meglio e per questo stiamo insegnando ai nostri bambini quanto è importante fare la raccolta differenziata, riciclare, ridurre i consumi di acqua e di risorse naturali e le possiamo garantire che spesso i bambini e i ragazzi sono molto più bravi di noi adulti e, soprattutto, sono pieni di idee per salvaguardare il nostro pianeta e la nostra città.

Ne è un esempio incredibile Greta Thunberg, che è riuscita a mobilitare migliaia di persone e ragazzi per il bene comune del nostro pianeta. In questo contesto, come genitori, facciamo fatica a spiegare loro il perché della costruzione di un grande impianto di biogas a due passi dalla loro scuola, dal loro asilo, dalla parrocchia che frequentano, in un terreno vicino a tantissimi campi coltivati in cui i nostri figli hanno la fortuna di vedere il ciclo dei raccolti e la catena agricola di trasformazione del latte in Parmigiano Reggiano.

Qualcuno dei nostri figli più grandi di buona memoria, ci chiede perché in quei terreni, tuttora utilizzati in agricoltura, ma negli anni opportunamente trasformati ad uso industriale.

“Qualcuno” vuole per forza costruire un grande impianto? Dapprima doveva essere un inceneritore, poi un TMB, ora un BIOGAS… Ci chiediamo perché in una frazione a vocazione agricola ed estremamente viva, operosa e aperta all’innovazione come Gavassa, invece di incentivare il compostaggio domestico, ci viene chiesto di ospitare un impianto che trasforma la frazione organica in energia? I nostri nonni e molte delle nostre famiglie da anni fanno il compostaggio domestico, con impatto zero sulla gestione di quel rifiuto. Ci chiediamo perché non si incentivino forme virtuose a km 0 e si sponsorizzino, al contrario, mega impianti in cui dovranno arrivare i rifiuti di due intere province e addirittura sovradimensionato anche per quelle due province?

Sembra quasi che chi prenda queste decisioni non conosca il proprio territorio, non stia in mezzo alla gente, non sia mai andato nelle scuole elementari o dell’infanzia della zona per conoscere i futuri uomini e donne che dovranno governare il nostro paese. Sono piccoli gesti ma sarebbero significativi per i suoi piccoli concittadini.

Alcuni di loro hanno partecipato alle manifestazioni per le vie di Reggio verso la casa comunale, ma purtroppo anche in quell’occasione non hanno potuto vederLa, sicuramente perchè troppo impegnato su altri tavoli. Le ricordiamo che, come cittadini di Gavassa, siamo i primi che ci siamo messi in gioco per la sperimentazione del Porta a Porta che sembrava essere un’utopia per le amministrazioni di allora e che oggi invece rappresenta la normalità, la giusta strada per valorizzare i rifiuti e un Vostro motivo di vanto.

Con questo rammarico La salutiamo sperando che sia ancora possibile ascoltare e trovare soluzioni più consapevoli e più lungimiranti per il futuro dei nostri bambini, da cui, Le ricordiamo citando un antico proverbio indiano, tutti noi abbiamo “preso a prestito” il mondo in cui viviamo e abbiamo la responsabilità e il dovere di conservarlo e restituirglielo nelle migliori condizioni possibili. «Noi non abbiamo ereditato la terra dai nostri padri, l’abbiamo avuta in prestito dai nostri figli, a cui la dovremo un giorno restituire» (proverbio indiano).

Ad oggi hanno firmato e sottoscritto la lettera 217 persone (mamme, papà, nonni di bambini e ragazzi di Gavassa)

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6 risposte a Lettera di genitori e nonni al sindaco Vecchi contro il nuovo “mostro” di Gavassa
“Decidete sulla pelle dei nostri figli, non potete pretendere dialogo e rispetto da noi”

  1. Martina Rispondi

    07/12/2019 alle 10:16

    Il nazismo di oggi ha molte facce, ma lo riconosci indubbiamente per quel cinismo mal celato con il quale è pronto a calpestare i diritti dei più deboli, in primis il diritto alla vita e il diritto alla salute. Il nazismo di oggi crea mostruose catene di montaggio: il pulcino nasce addirittura da uteri in affitto, se non completamente in laboratorio, esposto fin dal suo concepimento ai peggiori inquinanti ambientali, poi viene strappato precocemente alle cure genitoriali e intruppato in incubatoi perchè crescano super vaccinati e omologati in tutto e per tutto al modello standard di pollo adulto, ossia alla sudditanza politicamente corretta degli yes- man dalla schiena dritta e occhi ben chiusi. In via sperimentale i pulcini si curano con cicli di chemio, che funzionano come una roulette russa, costruendo per questo faraonici alveari di sofferenza gratuita e cure estorte ovviamente a pagamento.

  2. Vieni via con me Rispondi

    07/12/2019 alle 11:19

    Mi par di capire che tra genitori nonni e bambini (anche per la “faccenducola” Bibbiano)..da lì è meglio espatriare..o comunque cambiare lidi.
    Che ci vuole ? Trasferitevi, emigrate; la miglior medicina a 360°.
    Pensate solo alle tasse che pagate e a quelle che risparmierete.
    Tanto non vi ascolta nessuno.

    Buona fortuna.

  3. giovanni Rispondi

    07/12/2019 alle 11:35

    L’area su cui viene realizzato l’intervento( tra l’altro contro l’indirizzo di impianti più contenuti ed adeguati alle sole esigenze del territorio circostante , per ovvi problemi anche di viabilità) era già di proprietà Agac poi Iren prima ancora di qualsiasi indagine sul luogo migliore per realizzarlo ? Se sì, perché ? e a che prezzo ?

    • Polifemo Rispondi

      08/12/2019 alle 09:12

      Questo mondaccio è incentrato sul prezzo di tutto e il valore di nulla.
      C’è chi gode, vive e vegeta di questa merda legalizzata.

  4. Paolo Rispondi

    08/12/2019 alle 20:56

    E queste 217 persone non producono rifiuti? Non è un loro
    Problema che il rifiuto che producono nella loro casa vada a centinaia di chilometri?

    • Trend Rispondi

      09/12/2019 alle 09:01

      Il problema è l’aria che respirano; ma si sa bene che lì è la peggio al mondo pertanto che vuole che sia..merda più merda meno…
      purchè sia MERDA.

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