Il sindaco non si presenta a Gavassa e dai bambini manda l’assessore. Genitori sul piede di guerra

17/12/2019 – Questa mattina il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi avrebbe dovuto consegnare le borracce “anti-plastica” ai bambini della scuola di Gavassa. Prima è andato a Massenzatico, ma dopo, forse per sopraggiunti impegni, ha cambiato itinerario e ha inviato in sua vece a Gavassa l’assessore Raffaella Curioni.

Magari ha immaginato che genitori e nonni – gli stessi che gli hanno indirizzato una lettera aperta ancora senza risposta , e hanno organizzato la fiaccolata della sera di Santa Lucia – lo aspettavano al varco con cartelli e striscioni contro l’impianto Forsu-biogas da 160 mila tonnellate che cambierà per sempre il destino della placida frazione agricola di Reggio: “Non togliamo il futuro a questi bambini, hanno scritto”.

L’assessore Curioni entra nella scuola di Gavassa

Dopo il mancato arrivo del sindaco, le famiglie organizzate nella rete delle scuole e delle attività parrocchiali, hanno preso nuovamente posizione, accusando Vecchi di essere più un sindaco- azionista (di Iren, che costruirà l’impianto) che il sindaco “rappresentante dei cittadini”.

Ecco di seguito la voce delle famiglie “dei bambini e dei ragazzi di Gavassa”

“A fronte della visita dell’Assessora Curioni, per conto della Amministrazione Comunale e del Sindaco Luca Vecchi, ai bambini e ragazzi della scuola elementare di Gavassa per la consegna della borraccia, avvenuta martedì 17 dicembre, le famiglie, pur apprezzando il gesto e il suo importantissimo significato, ci tengono a ribadire che i bambini di Gavassa si aspettano e si meritano altri segni dal loro Sindaco e dai loro amministratori.

Di fronte ad un gesto così virtuoso, come quello della borraccia che va nella direzione della riduzione di rifiuti e della salvaguardia dell’ambiente e che, fortunatamente, oggi si sta diffondendo in tutte le scuole italiane, noi genitori continuiamo a chiederci perché a Reggio Emilia, su altri fronti, non si facciano scelte altrettanto virtuose.

Ci chiediamo come mai non ci sia tale impegno nella lotta al consumo di territorio agricolo e alla riduzione di trasporti e di emissioni, favorita da soluzioni locali e a km 0, che oggi rappresentano due importanti problemi del nostro tempo. Sì, perché, mentre oggi il Sindaco e l’Amministrazione Comunale si spendono personalmente a favore della riduzione della plastica, poco più di un mese fa, lo stesso Sindaco, ignaro dei cittadini che, da anni, chiedono confronto e dialogo su soluzioni alternative, ha sottoscritto l’approvazione per la costruzione di un impianto di Biogas inter-provinciale di grande taglia sui terreni agricoli del territorio di Gavassa. Territorio che, in questo modo, verrà compromesso e depotenziato per garantire maggiore redditività ad un’azienda di servizi. Tale scelta sembrerebbe più la scelta del “Sindaco-azionista”, che del “Sindaco rappresentante dei cittadini”.

Perché, quindi, anche in questo caso, non sono state fatte scelte più sostenibili, a km 0, rispondenti al principio della filiera corta, rendendo le singole province autonome? Perché non si è pensato di preservare il suolo agricolo, attraverso il recupero di territori già attrezzati industrialmente e dal punto di vista infrastrutturale? Solo in questo modo il Sindaco avrebbe avuto l’opportunità di tutelare le tante piccole aziende agricole che nel nostro territorio sono gestite soprattutto da famiglie giovani, con bambini, che hanno investito il loro futuro nella valorizzazione dei prodotti agricoli locali, quali il Parmigiano Reggiano. Solo in questo modo avrebbe avuto l’occasione di dare un segnale concreto in merito al fatto che il territorio agricolo è un bene finito, da preservare e avrebbe potuto dare fattiva concretezza alla grande sfida della sostenibilità ambientale.

Non solo, ma l’impianto così dimensionato comporterebbe un incremento dei trasporti verso il territorio reggiano, e quindi delle emissioni di NOx e polveri sottili, sia per l’ingresso di rifiuti provenienti da fuori provincia che per la ridistribuzione del compost che si otterrebbe dal processo di digestione anaerobica. Può, quindi, qualche mezzo di trasporto che andrà a biometano a Reggio Emilia giustificare questo aumento di emissioni a livello inter-provinciale? Per non parlare dell’incremento di emissioni di CO2 dovute alla combustione di metano che, se prodotto in larga scala, dovrebbe potenzialmente essere bruciato in loco e non distribuito. In questo conteso ben vengano, quindi, le borracce per i nostri bambini, ma non vorremmo che questo fosse solo un gesto per cavalcare la moda del momento. Le famiglie di Gavassa si aspettano molto di più per i loro bambini e ragazzi.

Reggio Emilia si aspetta e si merita molto di più, in virtù di una vera politica, condivisa con i cittadini, di sostenibilità territoriale, ambientale e sociale”. Le famiglie di bambini e ragazzi di Gavassa

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Una risposta a 1

  1. Sexton Rispondi

    18/12/2019 alle 09:17

    Di a da in con super tra fra o ‘la supercazzola con scappellamento a destra.

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