Gli avvocati di Carletti: “Distinguere ruoli e responsabilità nel caso Bibbiano”

DI VITTORIO MANES E GIOVANNI TARQUINI *

4/12/2019 – La Cassazione ha annullato (senza rinvio) l’ordinanza impugnata nonchè l’ordinanza applicativa della misura cautelare attualmente in esecuzione, e per l’effetto ha revocato la misura cautelare dell’obbligo di dimora a carico del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

Pur dovendo attendere, doverosamente, le motivazioni della decisione, sdembra desumersi che la Corte abbia ritenuto che le condotte contestate a Carletti, le modalità che le hanno caratterizzate, il suo contegno e più in generale le circostanze di questa vicenda, non giustificano alcuna misura cautelare.

Non si è entrati nel merito delle contestazioni, ma dopo una campagna mediatica straordinariamente violenta e deformante sul “caso Bibbiano”, sembra cominciare a chiarirsi che in questa vicenda – ancora tutta da verificare – i reati e le condotte contestate sono molto diversi fra loro, anche e soprattuto per ordine di gravità, e neulla hanno a che vedere le presunte irregolarità amministrative che – in tesi d’accusa – si contestano al sindaco Carletti rispetto alle “forzature” e ai presunti “avusi” nell’effettuazione delle diagnosi e nello svolgimento dell’attività terapeutica contestati a chi ha svolto quel servizio: fatti questi indubbiamente molto gravi, se venissero provati e dimostrati in giudizio, ma radicalmente diversi e distanti dalle presunte irregolarità amministrative nell’affidamento del servizio e, si ripete, ancora tutti da verificare – tanto i primi quanto i secondi – nella pertinente sede processuale.

L’avvocato Giovanni Tarquini e Andrea Carletti

Avere mescolasto tutto in un unico contesto è il frutto non solo di una evidente strumentalizzazione, ma anche di una semplificazione fuorviante, che spesso caratterizza i processi ad alto impatto mediatico: tutto viene appiattito su uno sfondo indistinto, si annulla ogni distinzione tra protagonisti, comprimarsi , comparse e semplici spettatori, in un unico giudizio di disvalore che deforma i fatti e sacrifica non solo la presunzione di innocenza, ma anche il principio di personalità nella responsabilità penale.

Le prime decisioni dei giudici, e ora anche questa della Cassazione, stanno cominciando a fare luce sui diversi dettagli della vicenda, e confidiamo che la verifica processuale possa chiarire sempre più le profonde diversità dei ruoli e di responsabilità”.

*avvocati, difensori di Andrea Carletti

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