Fiere di Reggio, colpo di scena
Asta aggiudicata all’imprenditore Giorgio Bosi di Correggio
Terminal One in ritirata, de profundis per il polo di via Filangieri

19/12/2019 – Colpo di scena nella vicenda di Fiere di Reggio in liquidazione Nell’asta tenuta oggi alle 16 nella sede dell’Istituto Vendite giudiziarie, il complesso fieristico di via Filangieri è stato aggiudicato all’imprenditore Giorgio Bosi di Correggio per 6 milioni 850 mila euro.
solo due i concorrenti che hanno partecipato alla gara: a Bosi è bastato un rilancio di 50 mila euro sul prezzo base fissato dai commissari liquidatori, per battere la cordata Terminal One che ha rinunciato al rilancio. Gli imprenditori della Terminal One, società guidata dal commercialista Guido Prati che ha in gestione le Fiere di Reggio sino a fine anno, avevano presentato un’offerta irrevocabile, e proprio grazie alla loro iniziativa i liquidatori avevano indetto l’asta di oggi, dopo quattro precedenti andate deserte.

Prati si è detto dispiaciuto e ha fatto gli auguri ai vincitori, precisando che non si è trattato di una questione di disponibilità finanziaria, quanto di nuove scelte maturate all’interno di Terminal One, che appare indirizzata a investire le proprie risorse in altra direzione.

In ogni caso, l’assegnazione è provvisoria: c’è tempo ancora dieci giorni per presentare offerte al rialzo.

Sino all’anno scorso la famiglia Bosi deteneva il 100% della PiBiPlast, azienda fondata nel 1954 e specializzata in packaging per la cosmetica: con quattro stabilimenti nel centro Nord, il gruppo è leader di mercato nei prodotti altamente riciclabili. Nel 2018 la maggioranza è stata ceduta a due fondi di equity, uno del Connecticut e l’altro italiano.

Giorgio Bosi. 64 anni, modenese, è tuttora presidente della PiBiPlaste,. E’ il figlio del fondatore dell’azienda, Paolo. In una dichairazione al carlino reggio, ha detto chiaro di non essere minimamente interessato all’attività fieristica : “Ho 64 anni e non penso di avventurarsi in un campo che non conosco. Se in emilia ci sono poli fieristici che funzionano come Bologna, Parma e Modena che funzionano benissimo, basta e avanza. Ho tante idee e progetti in testa, tra cui uno sviluppo imprenditoriale che magari possa creare più occasioni di lavoro di una fiera. credo che si debba rinunciare un po’ ai campanilismi”.

Insomma, è il de profundis del polo fieristico reggiano e di una storia che nonostante tuttoi continua ancora oggi a esprimere eccellenze internazionali, come il Camer e l’Ornitologica. E se le Fiere sono collocate in una posizione felice rispetto all’alta velocità e potrebbero essere considerate – però bisogna averne voglia e capacità – una costola della Fiera di Milano, poco importa. Bosi non fa che portare a compimento il disegno della Regione, che già da anni ha cancellato Reggio dalla mappa fieristica dell’Emilia-Romagna senza che la città e i suoi politici abbiano saputo reagire in modo adeguato.

E oggi è giusto ricordare che, se a questi punti si arrivati, con la liquidazione di Fiere di Reggio e la vendita dei cespiti, lo si deve alla gestione scellerata e targata Pd della immobiliare Sofiser che con la sua massa di debiti e il lifting dei bilanci ha portato a fondo via Filangieri.

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3 risposte a Fiere di Reggio, colpo di scena
Asta aggiudicata all’imprenditore Giorgio Bosi di Correggio
Terminal One in ritirata, de profundis per il polo di via Filangieri

  1. Valter Franceschini Rispondi

    25/12/2019 alle 11:59

    1) La Regione non ha mai cancellato le attività fieristiche di Reggio (altrimenti lo si dimostri con atti e fatti)
    2) SIPER Fiere di Reggio aveva la gestione del quartiere per organizzare fiere, convegni, eventi.
    3) L’attività immobiliare era di SOFISER srl, che aveva la proprietà del quartiere fieristico e in generale attività di compravendita di immobili.
    4) Le attività fieristiche, fino all’arrivo dei “veri manager” era in attivo. 5) La sciagura inizia con la fusione di due attività incompatibili. Da quel 2012, con la incorporazione dell’attività fieristica in quella immobiliare, all’inizio del 2013, con il licenziamento dei vertici operativi delle attività fieristiche, il disegno era ben chiaro, per chi conosceva quel mondo e l’ha pubblicamente denunciato!

  2. giuseppe Rispondi

    29/12/2019 alle 18:10

    Chi ha proposto e sostenuto la fusione di Siper Fiere e perché ?
    Si indaghi su chi amministrava la Provincia ed il Comune ed anche sul professionista che ha condotto l’operazione . Fuori i nomi ?

  3. luigi Rispondi

    02/01/2020 alle 11:07

    Purtroppo, in assenza di un Comune senza personalità e che si adegua a scelte regionali, la classe imprenditoriale pensa solo a speculazione e affari significativi, rinunciando alla città ed alle sue necessità e prospettive.

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