Angeli e Demoni: “Carletti non doveva essere arrestato”
La Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora per il sindaco di Bibbiano

3/12/2019 – Questa sera la Corte di Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora a carico del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico nell’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illegali nei comuni delle Val d’Enza. Carletti era stato agli arresti domiciliari da fine giugno sino al 20 settembre, quando il Riesame aveva revocato la misura cautelare, restituendogli la libertà però con l’obbligo di dimora ad Albinea, dove risiede con la famiglia.

Su Twitter l’on. Pier Luigi Castagnetti scrive: “La Cassazione ha stabilito che non vi sono mai state le condizioni per l’arresto del sindaco di Bibbiano. Non aggiungo commenti”.

Andrea Carletti (a destra) con l’avvocato Giovanni Tarquini

La Suprema Corte, in sostanza, ha stabilito che non esistevano i presupposti per le misure cautelari a carico del sindaco di Bibbiano, accogliendo così il ricorso presentato dagli avvocati Giovanni Tarquini e Vittorio Manes. A seguito della decisione che rende Carletti completamente libero, si attende una decisione della Prefettura sulla revoca della sospensione delle funzioni da sindaco.

L’udienza era cominciata in mattinata al “palazzaccio” di Roma, presente lo stesso Carletti. Il sindaco Pd resta comunque indagato insieme ad altre 27 persone nel procedimento di cui è imminente la fine delle indagini preliminari, attesa per la metà del mese.

Intanto ha avuto luogo in tribunale a Reggio l’incidente probatorio sul contenuto dei telefoni cellulari e dei computer sequestrati a Federica Anghinolfi e Francesco Monopoli, due frai principali indagati. Le difese hanno chiesto al gip che dall’esame siano eliminati i file che riguardano la vita privata dei due. Per il pubblico Ministero Valentina Salvi, invece, anche i contenuti privati possono risultare utili alle indagini. Il giudice si èriservato la decisione.

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