Basta menzogne
“E’ uno scandalo il blocco della diga di Vetto”

DI LINO FRANZINI*

10/12/2019 – Dopo gli interventi dell’On. Matteo Salvini a Castelnovo ne’ Monti il 1° dicembre e nella trasmissione Porta Porta su Rai Uno il 3 dicembr esul fatto che in Emilia da 30 anni aspettano una Diga, tengo a precisare, ma credo che a Reggio Emilia e a Parma sia risaputo da tutti, che si tratta della Diga di Vetto; ma quello che sta succedendo a Vetto sta succedendo da anni in tante altre località d’Italia; lo scrive il Presidente dell’Ance, l’Italia è il paese delle opere incompiute a causa dei tanti poteri concorrenti che operano per bloccare qualsiasi infrastruttura.

Lo abbiamo visto con piccole opere come la Diga di Vetto e la Fondovalle Val d’Enza, ma lo si vede con la TAV, il gasdotto TAP, il nuovo valico Genova Milano, la Gronda, il completamento del MOSE,ecc. ecc.

Basti pensare che in Italia ci sono voluti 150 anni di studi e progetti per non fare il ponte sullo Stretto di Messina, mentre sono bastati alla ditta Astaldi 3 anni (ditta che iniziò i lavori della Diga di Vetto), per costruire il grande ponte che consente di attraversare lo Stretto del Bosforo con una autostrada a otto corsie più due linee ferroviarie ad alta velocità.

Salvini e Lino Franzini a Fiumalbo

Questa è la realtà: le imprese italiane, Salini Impregilo, Pizzarotti, CMC, Astaldi, Bonatti, Cimolai e tante altre se non vogliono chiudere i battenti e licenziare tutti i dipendenti devono andare oltre confine, perché in Italia vige il NO a tutto, anche a piccole infrastrutture indispensabili come quelle che riducono lo spreco delle acque di montagna.

Per quanto concerne la Diga di Vetto si deve fare chiarezza su vari aspetti altrimenti la gente sa solo quello che gli viene raccontato.

Basta mentire sui pericoli di quest’opera; farlo è vergognoso; chiunque lo faccia o non ha conoscenze tecniche o ha altri interessi. L’opera può piacere o meno ma la sua sicurezza e la sua utilità non possono essere messe in dubbio, lo ha definito il Ministero dell’Ambiente Carlo Ripa di Meana in data 6 ottobre 1992 dopo aver preso visione del V.I.A. redatto dalla Soc. D’Apollonia e ribadito dall’Ismes di Bergamo, società che verificava materiali e progetti delle Centrali Nucleari dell’Enel.

Il Ministero prescrisse vari aggiornamenti ma non entrò nel merito della sicurezza sismica, geologica e dei versanti, in quanto super verificata.

L’Enza alla Stretta di Vetto, dove dovrebbe sorgere la diga

Basta mentire sulla inertizzazione dell’invaso; il progetto esecutivo a pag. 12, paragrafo 10, definisce l’apporto di inerti derivanti dall’erosione del fiume e da smottamenti vari e riporta testualmente che l’invaso avrà una vita utile di molti secoli; quanto sopra è confermato da Ismes che scrive che l’apporto di inerti è talmente limitato che non serve prevedere opere per ridurne l’apporto.

Basta mentire sui danni che la Diga di Vetto arrecherebbe all’ambiente, quando la realtà è esattamente il contrario; contribuirebbe a ridurre l’emissione in atmosfera di 52mila tonnellate di CO2 all’anno, come dovrebbe fare un paese che intenda rispettare gli accordi di Kyoto, Parigi, ecc.

Basta mentire sul fatto che dalla Diga di Vetto non uscirà neppure una goccia d’acqua, è esattamente il contrario, uscirà acqua 365 giorni all’anno, anche in piena siccità estiva dalla Diga usciranno 60 mila litri di acqua al minuto; acqua che garantirà il DMV (Deflusso Minimo Vitale) come avviene sul Trebbia per merito della diga del Brugneto, sul Bidente per la diga di Ridracoli, sul Sieve per la diga del Bilancino e sul Tevere per la diga di Montedoglio, tanto per citare dighe vicino a noi e che tutti possono verificare.

Basta mentire sulla presenza di una faglia attiva, è stato accertato che la faglia di Vetto è consolidata da 6 milioni di anni.

Basta mentire sui paragoni con il Vajont, la diga di Vetto è in territorio collinare e ai lati non c’è nessun monte Toc di 2000 metri a picco sul lago.

Basta mentire su tutto per continuare ad impedire la ripresa dei lavori di quest’opera o per proporre un piccolo invaso che sarebbe di poca utilità a Valle e arrecherebbe enormi danni alla montagna, in quanto in estate l’invaso sarebbe sempre vuoto e la vista dei versanti di una diga vuota è spaventoso.

E’ scandaloso che sia ancora bloccata un’opera che riduce lo spreco del bene più importante dell’Umanità, l’acqua dolce, un’opera che darebbe ottima acqua ai rubinetti di Parma e Reggio, alle terre del Parmigiano Reggiano, dei pomodori, mais, ecc.; che eliminarà i danni da esondazioni e da siccità a valle, che produrrà 60 GW di energia pulita, che riportarà il lavoro sui paesi montani e ridurrà il dissesto e l’abbandono delle terre alte da parte dei pochi montanari rimasti, che porterà sviluppo turistico e commerciale su queste terre con scuole di nautica, spiagge, campeggi, viabilità veicolare e ciclo pedonale intorno al lago, area faunistica unica, possibilità di rifornimento in volo dei Canader in caso di incendio sull’Appennino e mille altre cose.

L’Enza al ponte di Vetto

Si sappia che chi ha contribuito alla sospensione dei lavori e chi non ne ha mai autorizzato la ripresa dopo la consegna del V.I.A. al Ministero e la sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, ha permesso centinaia di milioni di euro di danni da esondazioni e da siccità e creato grave danno ai paesi montani.

Quest’opera nel 1987 fu definita “Urgente ed Indifferibile” dal Ministero, e gli fu data “Valenza Nazionale” per i grandi benefici che portava a Comuni, Province Regioni e all’Italia.

*Presidente del Consorzio BIM Enza

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4 risposte a Basta menzogne
“E’ uno scandalo il blocco della diga di Vetto”

  1. carlo baldi Rispondi

    11/12/2019 alle 11:08

    Si potrebbe risalire ai Grisanti nella metà del 1800, che si rovinarono progettando e sostenendo questo progetto.
    Il progetto originale Grisanti della diga di Vetto è depositato in gran parte presso la Fondazione Far Studium regiense e in piccola presso la biblioteca di Unimore a Reggio ( dono Studiumregiense).
    Interessanti anche le memorie Grisanti, la cui fotocopia è stato dono dell’ultimo erede Grisanti deceduto a S. Polo d’Enza

  2. Manlio Bottazzi Rispondi

    13/12/2019 alle 18:28

    L’opportunità di questa opera è inoppugnabile ed i ritardi per la sua realizzazione sono gravissimi. Occorre necessariamente dedurre che i poteri politici chiamati a decidere o sono sommamente ignoranti in materia (alla faccia dei proclami sulle opere utili all’ambiente) oppure sono distratti da altre attività di facciata.

  3. Franc Rispondi

    17/12/2019 alle 14:50

    Basta menzogne( titolate ).
    Poi pubblicate un selfie di Franzini con Salvini e alle loro spalle il simbolo della lega opportunamente votato; bene, pero’ non posso fare a meno di notare che lo stesso sig. Franzini ha più volte detto e ripetuto di essere una persona senza partito,né di destra né di sinistra.
    Mi sembra che quella foto lo smentisca un pochino. O forse sarà che, a mia inaputa naturalmente, Salvini non è di destra? O sarà solo ,il tutto, un modo per assicurarsi che così, selfiando,selfiando,la diga si farà? Restiamo in ansiosa attesa….e basta menzogne però, eh.

  4. Marcello Passagrilli Rispondi

    14/07/2020 alle 10:48

    Identificate con esattezza quali sono gli interessi contrari alla realizzazione del progetto (diga), fate fare una inchiesta da report.
    Denunciate qualche ente locale per omissione di atti di ufficio.
    Fatelo diventare un problema nazionale, Coinvolgete “Pizzarotti”, Magari BHersani, e Landini.

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